La Sidigas molla Ragland e sceglie Cole

“L’ex biancoverde fuori portata”. In realtà il direttore sportivo Alberani gli ha preferito l’ex Nba. La Sidigas non ha badato a spese. La probabile chiusura con il botto della campagna acquisti.
16.08.2018 14:52 di Massimo Roca  articolo letto 3902 volte
La Sidigas molla Ragland e sceglie Cole

Un colpo ad effetto, il più prestigioso dell’intero mercato di serie A per una formazione che si annuncia nuovamente da vertice. Il passaggio di Norris Cole alla Sidigas Avellino potrebbe concretizzarsi nelle prossime ore: accordo raggiunto con annuncio imminente. Il trentenne di Dayton può vantare il pedigree migliore tra i volti nuovi della Lba. Tra gli ex biancoverdi solo Travis Best aveva al suo attivo un curriculum più lungo nella massima lega americana al suo arrivo in Irpinia. Cole è stato compagno di squadra di Lebron James ai Miami Heat dal 2011 al 2015. Poi l’esperienza ai New Orleans Pelicans di Anthony Davis, ed il successivo volo in Cina i Shandong Golden Stars. Il ritorno negli Stares lo ha visto agli Oklahoma City Thunders. Lo scorso anno l’esordio in Europa al Maccabi Tel Aviv non così scintillante come nelle previsioni. Forse anche per questo c’è stata la possibilità di concretizzare un affare che sembrava assolutamente fuori portata, ma sicuramente non meno impegnativo di quello non arrivato in porto con l’ex Joe Ragland. Quest’ultima è  una saga che ha visto scrivere la sua parola fine la scorsa settimana. Il play americano, dopo una trattativa che ha viaggiato su autentiche montagne russe, non è tornato in Irpinia. Non è bastato il desiderio del giocatore, il richiamo dell’Italia e di Avellino, la voglia di ritornare protagonista in una città che lo ha amato ed apprezzato, così come la volontà di casa Sidigas ed in particolare di Gianandrea De Cesare, di regalare alla piazza, di nuovo il suo beniamino. Anche un colloquio tra coach Vucinic ed il giocatore aveva benedetto la possibile unione che invece non ci sarà. Il direttore sportivo Alberani ha deciso legittimamente (e ci mancherebbe!) di puntare altrove, su Norris Cole. “Su Ragland l’argomento è chiuso. Peccato. Resta per noi fuori portata. Siamo interessati a Cole, ma anche qui la strada non è agevole” è stato il commento preciso e sintetico del direttore sportivo biancoverde appena qualche minuto prima dell’annuncio ufficiale della Stella Rossa. Una versione ribadita più volte dal manager che fin dall’inizio non ha trovato riscontro sull’altra sponda. Dall’entourage di Ragland è giunta una versione differente. Accordo trovato ad inizio settimana e giocatore pronto alla firma mercoledì. L’attesa lo ha indispettito: Ragland non ha accettato il ruolo di seconda scelta e ciò lo ha spinto altrove, alla Stella Rossa Belgrado, formazione di Eurocup con un budget tutt’altro che stellare.

SOTTO TRACCIA – Quella legata a Joe Ragland è una vicenda che da cronisti ci ha lasciato disorientati alla luce delle due tesi contrapposte. Ci siamo attenuti a fatti e dichiarazioni, senza presunzione di infallibilità, ma con la massima correttezza, cercando riscontri, senza nessuna partigianeria. Del resto siamo abituati a svolgere il nostro lavoro dietro la scrivania, rifuggendo dalle cenette ammiccanti con questa o quella parte. La vicenda è passata quasi inosservata. Sono momenti di arrapamento mediatico in città. Il calcio ripartirà dalla serie D e farà parte di casa Sidigas. Un progetto che premia la serietà di De Cesare, ha il suo fascino, ma anche le sue insidie. C’è la fila alla porta del nuovo soggetto. Vecchi e nuovi paggetti scodinzolano. Dopo aver incensato, ossequiato, adulato, la precedente gestione calcistica, salvo poi silurarla e subissarla di contumelie nelle ultime ore, forse alla ricerca di una verginità perduta, adesso è tutto uno sgomitare per acquisire posizioni e consenso nei confronti della nuova proprietà. Figuratevi cosa possa interessare l’arrivo o meno di un Ragland qualsiasi.

TELENOVELA - Dicevamo del desiderio di Ragland di sposare nuovamente Avellino dopo il divorzio con il Lokomotiv Kuban. La trattativa era stata smentita da Alberani che l’aveva già inizialmente definita fuori portata. Una dichiarazione di depistaggio del tutto legittima. Sta nel naturale gioco delle parti e ci mancherebbe che non fosse così. In realtà è decollata subito con cifre in linea con quelle percepite dal giocatore due stagioni fa, tutto ciò mentre la Scandone aveva già raggiunto un accordo con Lazeric Jones. Ma ecco il primo intoppo. Qui le versioni cominciano a divergere. I rappresentanti di Ragland parlano di modifiche della formulazione contrattuale su cui era stato raggiunto l’accordo con conseguente parere negativo dei consulenti del cestista. La gestione delle eventuali controversie e questioni tecniche legate alla fiscalità, sarebbero state le cause della momentanea rottura. Situazioni, a quanto pare, analoghe a quelle che contemporaneamente chiudono le porte all’accordo con Lazeric Jones. In un’intervista rilasciata a Il Mattino, Alberani dichiara che la Sidigas ha accolto tutte le richieste del cestista. Ragland, però, è improvvisamente sparito. Contestualmente la stessa agenzia americana del giocatore libera Avellino da qualsiasi “obbligo”. La volontà di Ragland di ritornare ad Avellino, però, sembra essere nei fatti. Per tre settimane il giocatore non si lega a nessun altra formazione nonostante non manchino le offerte (Zenit San Pietroburgo tra le altre). Il momentaneo risalto mediatico della vicenda, forse contribuisce ad animare la proprietà che spinge per chiudere l’accordo. Le trattative riprendono lunedì scorso. C’è l’ennesimo intoppo: questioni burocratiche legate alla scadenza del passaporto del giocatore ed alla durata del permesso di soggiorno per motivi lavorativi. Problematiche a cui si trova soluzione. Sembra fatta, ma ecco che l’asticella si alza nuovamente: Alberani lascia intendere all’agente americano di Ragland, Dan Tobin, che aspetta una risposta da un altro giocatore. Norris Cole per l’appunto. Un nome di spessore, dal pedigree in grado da far impallidire lo stesso Ragland. E’ la goccia che fa traboccare il vaso. Ragland è pronto per firmare con Avellino nella giornata di mercoledì. La Sidigas chiede un altro giorno ad accordo concluso. Ragland, non vedendosi corrisposto, decide di andare altrove: non tornerà. La Stella Rossa lo annuncia appena qualche minuto dopo aver ricevuto il contratto firmato.

COL…PO – Se Ragland non era alla portata di Avellino, non lo sarebbe stato nemmeno Cole. Invece Avellino è pronta a chiudere in grande stile un mercato che consegna all’esordiente Vucinic una formazione di grande energia e talento con un mix intrigante di gioventù (quella di Sykes, Campogrande e Costello) ed esperienza (assicurata dalla triade Cole-Nichols-Green). Due le scommesse più grandi. Innanzitutto l’assenza di una guardia di ruolo. Non avendo considerato neanche per un momento la riconferma dell’mvp Rich, ci saranno ben quattro combo guard: Cole, Sykes, Filloy e D’Ercole. L’altra incognita è nella sostituzione di Fesenko con Costello. E’ il mutamento forse più importante rispetto all’era Sacripanti. Dall’esperienza, la stazza e la pericolosità vicino canestro dell’ucraino, alla gioventù, all’intimidazione ed alle qualità balistiche del bianco americano.