Sandro Gamba e l'Olimpia: "Armani, ci vuole un ruggito"

23.04.2019 08:44 di Redazione Pianetabasket.com   Vedi letture
Sandro Gamba e l'Olimpia: "Armani, ci vuole un ruggito"

Puntuali arrivano, anche dopo Pasqua, le note di Sandro Gamba sull'Olimpia Milano che ha lasciato le penne a Brescia nella giornata svoltasi di sabato Santo. Dall'edizione milalnese de La Repubblica.

Non c’è. Bisogna cominciare a prenderne atto. Il ruggito feroce della grande squadra, la capacità di imporsi prima fisicamente, prima con l’agonismo, e poi col resto, questa Milano non ce l’ha. Ha capacità di lottare, di non scivolare via nelle partite, l’ha avuta a lungo in Eurolega, l’ha conservata ancora nel suo piccolo anche in campionato: Brescia era sopra di 10 a tre minuti dalla fine, poi ha cominciato a buttarla via e l’Armani era lì, quasi portava via la partita, anzi doveva portarla via. Ma non è questo che si aspetta ogni tifoso milanese. Non questo ritmo sempre piatto. Non questa incapacità di dare un’accelerata in contropiede, di provare a far valere la stazza sotto canestro. Di sfruttare gli errori dell’avversario: questa Olimpia non fa pagare le debolezze delle sue avversarie. Non ha, e siamo quasi a maggio, capacità di selezionare i tiri nei momenti importanti.

Sulla difesa dovrei tacere, anche per non ripetere le stesse cose un’altra volta. Certo che, se rinunci ai centri, la tua area la proteggerai ancora di meno: i taglianti di Brescia avevano sempre il tempo di salutare i parenti in tribuna, prima di arrivare al ferro. Tutt’altra cosa la Germani con le sue zone miste che sporcano palloni, fanno sentire gomiti e muscoli, con David Moss che era in ogni angolo, addosso a chiunque. Eroe della partita, come Abass lo è stato del supplementare. Chi si è sbattuto, dell’Olimpia? Il povero Cinciarini, che ci ha provato fino alla fine. Nunnally, che ha fatto tante buone cose, anche se spesso sparisce per qualche minuto nella sua nebbia. Tarczewski e Brooks, a livello di impegno, qualcosa di Micov in attacco all’inizio, prima che cominciasse a colpire solo ferri, le iniziative personali di Kuzminskas.

Tutto qui. Il resto sono quei due blocchi alti per il playmaker che scende con la palla. Li conoscono tutti, ormai. Fine. Vengono in mente pensieri brutti. Di cosa potrebbe succedere in caso di mancato scudetto. Delle conseguenze sulla squadra e sulla sfiducia nella società. Meglio scacciare gli incubi. Milano ha ancora tanto in più rispetto alle avversarie, incostanti a partire da Venezia. Bisogna metterlo ogni domenica, però. Ci vuole un ruggito. Da grande squadra. Una reazione. Vera.