Sul nuovo Pianella si frantumano tutte le speranze di rilancio della pallacanestro italiana

13.01.2019 11:44 di Umberto De Santis Twitter:   articolo letto 4266 volte
Sul nuovo Pianella si frantumano tutte le speranze di rilancio della pallacanestro italiana

La pallacanestro italiana ha l'obbligo di svoltare ad almeno 180 gradi dal suo attuale percorso per potersi rilanciare per davvero. Su questa convinzione comune a tutti i cosiddetti pseudo-analisti che hanno e stanno pontificando da molto tempo all'atto pratico c'è soltanto lo stipendio sontuoso per qualche dirigente FIP e consistenti elargizioni a qualche testata giornalistica cartacea che dovrebbero far gridare vendetta agli esclusi che probabilmente aspettano il loro turno per essere beneficati anche dalla Legabasket.

Risultati pratici sul breve e medio termine? Segnalateceli sulla nostra pagina Facebook, perché non li vediamo dal nostro osservatorio fuori dall'agone interessato. La notizia degli ultimi giorni vuole che la cordata abruzzese che si era offerta di rilevare la Pallacanestro Cantù avrebbe tirato i remi in barca. E non per aver rilevato una esposizione debitoria del club irreversibile - tutti sanno che ci vogliono molti soldi - ma perché non c'è certezza sulla possibilità di realizzare in maniera compiuta la ristrutturazione del vecchio Pianella, di cui ampi squarci giornalistici (e politici) ci avevano informato che "l'iter della pratica stava viaggiando rapidamente" verso l'inizio dei lavori. Sarà ma dubitiamo che lo sia visti i risultati - e di più non possiam dire perché il signor Marchesani non risponde più al telefono sull'argomento.

E' chiaro a tutti che il basket professionistico, per vivere compiutamente il XXI secolo, ha necessità di cambiare pelle. E di diventare da semplice incontro sportivo un evento spettacolare da gestire in un palazzo accogliente, polivalente e tecnologicamente avanzato. Le infinite discussioni piuttosto che le aperture di cantiere che ci stanno affliggendo da qualche anno se tutto va bene si realizzeranno fra una decina d'anni, quando sarà troppo tardi.

Perché regioni come la Toscana saranno cancellate dalla carta geografica del basket, le pagine sui giornali sempre più lontane dalla prima e con i titoli sempre più piccoli, l'Olimpia Milano che avrà fatto, insieme ad EuroLeague, il definitivo salto verso un campionato professionistico europeo, unica fonte reddituale interessante per mantenere il club al massimo livello. Così la serie A diventerà la nuova A2; gli stranieri vituperati, perché tolgono il posto a italiani spesso poco preparati a competere ai massimi livelli, non verranno proprio più perché non ci saranno soldi né investitori mecenati ad avere la convenienza di assumerli; qualche altro sport andrà ad occupare gli spazi sulla stampa e sulla televisione più di quanto abbia fatto finora. Tutto questo perché non si possono fare dei Palasport adeguati ai tempi - che è l'indice di questa pallacanestro che non capisce il mutare dei tempi.