Nando Gentile: "La serie A italiana? Una G-League dei campionati europei"

10.12.2018 09:23 di Redazione Pianetabasket.com   Vedi letture
Fonte: Corriere del Mezzogiorno - Carmelo Prestisimone
Nando Gentile: "La serie A italiana? Una G-League dei campionati europei"

Nando Gentile vive e viaggia sul ponte Caserta-Sassari-Madrid perché collabora fattivamente alla crescita del New Caserta Basket, team di C Silver, e continua a seguire attentamente i figli Alessandro, oggi all'Estudiantes in Liga spagnola e Stefano alla Dinamo in Sardegna. Ogni tanto la riprende tra le mani la sua palla a spicchi e fa ancora ciuff con la stessa disinvoltura con cui stese l'Olimpia Milano 27 anni fa in gara 5 saccheggiando il Forum e vincendo con la sua Juvecaserta l'unico scudetto a sud di Roma. La speranza è quella di creare una cantera azzurra importante.

L'idea del Club Italia convince? No, non credo interessi davvero a nessuno creare un settore giovanile importante altrimenti l'avremmo già fatto con la collaborazione di tutti. La serie A italiana è diventata una G-League dei campionati europei. Ci giocano tanti stranieri e troppi americani che però non aggiungono nulla alla qualità del gioco e neanche alla spettacolarità. Abbiamo perso d'identità. Milano, il club italiano più ricco e dove fino a due anni fa ero il responsabile del settore giovanile, non ha un giovane in squadra proprio perché manca la voglia di crearlo. Questa è la ragione per cui con la Nazionale non riusciamo ad ottenere più grandi risultati.

Ricetta. Non è difficile. Diminuire il numero di stranieri tra comunitari ed extracomunitari. Io sancirei un limite massimo fissandolo a 4 in modo da dare maggior spazio agli italiani che così nutrirebbero le rose e darebbero un'identità locale, come è giusto che sia, a una squadra italiana.

L'appeal perso 25 anni fa. Eravamo il primo campionato europeo per distacco. E al mondo eravamo i più quotati solo dopo l'Nba che però è un campionato che fa storia a sé dove vengono fuori giocatori con la cultura del basket che viene insegnato nelle scuole, da bambini. Allora i settori giovanili erano considerati e seguiti con cura da noi.

La sua Juvecaserta resta una favola. Sicuramente. Non succederà più una cosa del genere. Resta una favola e un momento indimenticabile ma isolato. Ci furono dei grandi condottieri che contribuirono a creare quel momento. Da Giovanni Maggiò che diede una casa alla Juvecaserta creando in 100 giorni il PalaMaggiò a Boscia Tanjevic che diede fiducia a noi ragazzi.

II livello del campionato italiano Ci sono squadre che fanno campionato a sé. Ecco Milano che ha un budget decisamente superiore a tutte e quindi giocherà per lo scudetto. Venezia ha un buon roster, profondo e credo sia la squadra accreditata ad essere anti-Olimpia.

Avellino ha chances di scudetto? Minori rispetti a Milano e Venezia ma ce le ha. Ha dei grandi giocatori. Su tutti Norris Cole che si è perfettamente calato nella realtà del campionato italiano. Anche Nichols è un ottimo giocatore diventato bravo in Europa ed è un vincente avendo conquistato l'Eurolega con il Cska. L'unica pecca di Avellino è che la trovo corta nelle rotazioni.

E la sua Juvecaserta in B la segue? Assolutamente. E sono contento che sia rientrato nel sodalizio anche Gianfranco Maggiò. Bisogna dare solidità al club, avere una programmazione seria e precisa. Oltre alla parte tecnica è importante che la società si strutturi nel modo migliore per far fronte ad ogni tipo di evenienza. Io ci credo.