L'ultima palla del match: Curry o KD? Dan Peterson è convinto che...

08.06.2018 08:30 di Redazione Pianetabasket.com  articolo letto 633 volte
L'ultima palla del match: Curry o KD? Dan Peterson è convinto che...

L'exploit di Kevin Durant a meno di un minuto dalla fine di gara 3 a Cleveland riapre un vecchio dibattito sull'uomo che deve avere in mano la palla dell'ultimo tiro, quello decisivo, di una partita. Un dilemma, nel caso di Steve Kerr, che così interpreta Dan Peterson sulla Gazzetta dello Sport.

Pensate al dilemma di Steve Kerr, coach dei Golden State Warriors: chi deve essere il suo «go-to-guy» per l’ultimo tiro della partita, quello che decide tutto? Deve essere Steph Curry oppure Kevin Durant? Ovvio, tutti abbiamo davanti agli occhi quella sorta di «missile» intercontinentale messo dentro da Kevin Durant che ha regalato a Golden State la vittoria in gara-3 contro Cleveland, ma bisogna ricordare che nella gara precedente era stato Steph Curry a mettere dentro i tiri decisivi per la vittoria. E come dimenticare che, dall’altra parte, c’è uno come LeBron, cioè il giocatore che ha più canestri vincenti in carriera di tutti. Ed è giusto ricordare che c’è anche chi pensa che non esiste nemmeno il concetto: «uomo dell’ultimo tiro». Dicono che le prestazioni sotto grande stress siano una cosa abbastanza casuale. E per dimostrarlo ti riempiono la testa con una valanga di statistiche e numeri. Mi spiace per loro, ma io sono dalla «vecchia scuola» e penso che ci siano uomini che hanno davvero il ghiaccio nelle vene e lo dimostrano nei momenti decisivi. Sono quelli che non hanno paura, che si esaltano proprio quando sono chiamati a fare l’ultimo tiro, anzi si sentono addirittura «offesi» se non gli viene chiesto di prendere in mano la palla, la situazione e la partita. Proprio per questo li chiamano «uomini-partita». Nel caso di Curry e Durant c’è però un fattore in più: uno toglie pressione al suo compagno e può anche creare spazio per l’altro. LeBron, a Cleveland, non ha questo «lusso», anzi, ha JR Smith, che è capace di inventare modi per «rovinare» una situazione decisiva. E’ il motivo per cui Mike D’Antoni ha voluto Chris Paul a Houston, cioè per togliere stress e creare spazio per James Harden. Abbiamo visto tante coppie così in passato neU’Nba: Kareem & Magic; Dr. J & Moses; Larry & Kevin… Poi, alla fine, uno deve eseguire quel tiro che decide, deve lanciare quella palla che pesa un quintale. Detto ciò, chi scelgo per farlo? Dico Steph Curry… per un millimetro. Sia chiaro, fossi io al posto di Steve Kerr, non avrei nessuno problema a lasciare quella palla, come in gara-3, a KD. Ma Steph Curry è più palleggiatore, in grado di «fabbricare» un tiro da solo, come dicono negli Usa. Poi, Steph Curry non sbaglia… è nel suo dna. Lui, come KD, è sicuro che il suo tiro andrà dentro. Sì, il tiro è anche un gesto agonistico. E Steph è un agonista. Poi, nella mia squadra ideale, se per il tiro decisivo non sono liberi né Steph, né Kevin, perché non affidarsi a LeBron? Strano? No, perché la mia squadra ideale ha tutti e tre!