Serie B - Andrea Barsanti il primo squillo di Palestrina

08.07.2017 15:13 di Redazione Pianetabasket.com  articolo letto 185 volte
Serie B - Andrea Barsanti il primo squillo di Palestrina

Atteso e già ventilato, arriva il primo movimento di mercato ufficializzato in casa Citysightseeing Palestrina. A vestire i colori arancio verdi è oggi la guardia classe 1986 Andrea Barsanti. Arriva direttamente dalla magica stagione con la Cuore Napoli chiusa col double Coppa Italia e Promozione in A2, finendo a 14 di media e risultando protagonista assoluto, anche ai danni della stessa Palestrina nella serie di finale. Atleta di grande temperamento e cecchino a tratti inarrestabile, sa colpire dalla distanza in transizione e in uscita dai blocchi ma può alzarsi da tre senza ritmo con risultati analoghi. La sua carriera lo ha visto da avversario dei nostri colori innumerevoli volte, partendo giovanissimo in B2 ai tempi di Lucca e nel 2005-06 con Bergamo in B1. A metà stagione passa a Pistoia e il destino vorrà la squadra toscana quella capace di arrestare la favola prenestina ai quarti di finale. Nel 2007-08 torna nella sua Lucca sfoderando una stagione da 16 di media, ritrovando Palestrina che trionferà a giugno in finale. Le strade si incrociano senza sosta, nel 2008-09 Barsanti è a Osimo nel nostro girone (con la stessa maglia un anno dopo sfodererà la miglior performance in carriera con oltre 15 pt di media), ed ancora nel 2010-11 dividendosi tra Agrigento e Bisceglie: anche queste due retrocederanno come Palestrina. Infine la menzionata esperienza a Napoli che conclude un quinquennio nel quale Barsanti è riuscito a stampare la doppia cifra di media a livelli sempre altissimi. A lui coach Lulli chiederà di apportare punti, carisma, lucidità nei momenti chiave e magari esaltare il pubblico di Palestrina con la sua mitraglia tanto cara agli ex tifosi partenopei.
Quasi 15 anni da avversario di Palestrina, a più riprese, un binomio a distanza che ti fa risalire a tempi davvero lontani e che quest’estate ha fatto si che le strade si incrociassero.
“Il mio primo ricordo risale davvero giovanissimo quando si giocava ancora a Zagarolo e c’era Avenia al Palestrina, io avevo iniziato da pochi anni e feci subito conoscenza dell’ambiente. Di tempo poi ne è passato e quest’anno si è presentata come poche volte prima una società che mi ha cercato con insistenza e interesse, mentre un anno fa e non solo dovetti aspettare agosto inoltrato. E’ un dettaglio che mi rende felice ed orgoglioso, accettare una proposta in un progetto solido, ambizioso e con tanta voglia di far bene è stato semplice. Già oggi non vedo l’ora di ricominciare.”
Dal vostro punto di vista il trionfo di Napoli è stato davvero inaspettato o sapevate che avrebbe contato solo il campo? Quando avete preso coscienza?
“E’ stata una stagione al di sopra delle aspettative, cominciato con l’intento di entrare tra le prime otto ma già dopo le gare d’esordio si era creato un ottimo clima. Il punto di svolta è arrivato dopo la Coppa, convincendoci che potevamo arrivare fino alla fine e così è stato grazie ad un feeling eccezionale e in campo siamo riusciti a fare gruppo alternandoci di volta in volta nel trovare gli uomini più in forma che potessero garantirci la vittoria.”
Dopo tante vittorie e la promozione potrebbe essere difficile ricaricare le batterie e trovare forti motivazioni ma la scelta di Palestrina sembra andare in questo senso per favorirti.
“Dopo una promozione il pensiero di fare per la prima volta la A2 ti viene, ma non essendoci stata la possibilità è stato fondamentale trovare in fretta un’altra soluzione che potesse darmi nuove e simili motivazioni. Sfatato il mito che il vincitore della Coppa dovesse poi rinunciare a salire ora nella testa c’è tutta l’intenzione di cercare di ripetermi, mi avvicino ad un ambiente dove posso provare a farlo con le migliori prerogative e condizioni al mio fianco. In tutta la mia carriera non ho mai ricevuto pareri negativi su Palestrina e anzi credo che sia uno dei posti ideali per fare pallacanestro e vivere anche al di fuori dell’aspetto sportivo.”
Sei un giocatore che sa trascinare il pubblico o è quest’ultimo a darti la carica sul parquet?
“Anche di recente ho avuto occasione di rapportarmi con il mio futuro pubblico (ride ndr), sono consapevole che a volte in campo posso sembrare “fastidioso” ma è il mio modo di affrontare la gara, senza guardare in faccia nessuno, cercando di mettercela tutta e usando le maniere più rispettose possibile per arrivare all’obiettivo. Provenendo dal PalaBarbuto è importante che possa ancora giocare in un palazzetto caldo che, non è una frase scontata, rappresenta sempre un fattore in più che può cambiare le sorti di un incontro e motivare un giocatore quando serve. C’è tutto per vivere una bella stagione.”