Final Four Serie B 2018, verso Cento-San Severo: parlano i coach Benedetto e Salvemini

08.06.2018 00:32 di Redazione Pianetabasket.com  articolo letto 220 volte
Final Four Serie B 2018, verso Cento-San Severo: parlano i coach Benedetto e Salvemini

- Coach, in che modo vi avvicinate alla Final Four Serie B 2018 Old Wild West? Quali sono le condizioni della sua squadra, a livello fisico e mentale?*
Giovanni Benedetto (Baltur Cento): Stiamo bene a livello mentale, avendo chiuso in tre gare la serie con Firenze non abbiamo modificato la preparazione alla Final Four, rispetto a quanto fatto per una stagione intera. Dal punto di vista fisico non stiamo benissimo, avendo riscontrato problematiche fisiche per Nelson Rizzitiello (tendine di una caviglia) e per Adrian Chiera (contusione alla mano destra). Ma contiamo di recuperarli entrambi al meglio per l’impegno di Montecatini.
Giorgio Salvemini (Allianz Pazienza Cestistica San Severo): La squadra sta bene, per quello che può essere lo stato fisico dopo un anno di lavoro. È logico che alcuni acciacchi siano fisiologici e derivino dalla stanchezza del percorso. Ma l’aspetto mentale ti porta a sopperire agli eventuali acciacchi. L’adrenalina e la voglia di confrontarci a questo livello, e di raggiungere un obiettivo importante, ci porta ad alzare l’asticella

- Come giudica la stagione della sua squadra fino a questo momento? Montecatini era un obiettivo ad inizio campionato?
Benedetto: Sì, decisamente. Sin dall’inizio dell’anno volevamo fare meglio rispetto agli anni precedenti, con l’obiettivo di vincere questa categoria e fare il salto. Dopo un’ottima regular season conclusa in testa al nostro girone, le cose si sono complicate con l’infortunio di Benfatto ai legamenti del ginocchio dopo 3 minuti della prima gara di playoff. Ma siamo stati bravi a recuperare dal punto di vista psicologico vincendo i playoff ed ora siamo pronti e carichi per la Final Four.
Salvemini: Il percorso della squadra è stato eccellente. Siamo partiti con l’idea di fare il massimo delle nostre possibilità e l’abbiamo trasformata nell’opportunità di giocarci la Serie A2. Montecatini era un sogno, il 20 agosto, e siamo stati bravi a farlo diventare realtà attraverso un percorso importante. Abbiamo il record di vittorie in stagione, insieme a Cento. Adesso vogliamo giocarci le nostre carte.

- Siete ad un passo da un traguardo storico per la vostra Società, a coronamento di un intero torneo. Come si gestisce l’entusiasmo, ma anche l’ovvia pressione, per far sì che a Montecatini vi possiate esprimere al meglio?
Benedetto: È normale che ci sia pressione, Cento è una piazza ambiziosa, strutturata per questi livelli. Siamo pronti al salto di categoria, sia a livello tecnico che societario. È già stato approvato il progetto di ampliamento del nostro impianto, che sarà quindi adattato agli standard richiesti per la Serie A2,con la società che si è già accordata per giocare a San Lazzaro di Savena nella prossima stagione. Vincere a Montecatini sarebbe mettere la ciliegina alla torta e completare l’opera.
Salvemini: Si gestisce preparando la sfida con la giusta serietà e con quel senso di responsabilità che ci ha contraddistinto dall’inizio. Non bisogna preparare questo tipo di partite in maniera diversa, rispetto a quanto fatto durante tutta la stagione. Dobbiamo essere bravi a migliorare in alcuni dettagli. Ma il modo migliore per gestire la pressione è quello di non abbandonare le abitudini avute durante tutto l’anno.

- Un giudizio sulle altre squadre presenti a Montecatini, e in particolare sull’avversaria per la prima gara di sabato. Quali sono i principali punti di forza?
Benedetto: San Severo è innanzitutto una squadra nel vero senso della parola, e se non si lavora bene di squadra è difficile ottenere obiettivi. Hanno condotto un intero torneo al vertice della classifica: personalmente conosco bene il mio concittadino Smorto e Rezzano, ragazzi che ho già allenato in passsato. Giocano bene, sono coesi, motivati e pronti per questi traguardi.
Salvemini: Sono quattro ottime squadre, costruite ed allenate in maniera diversa. Noi abbiamo, forse, meno esperienza rispetto alle altre. Cento è la più forte ed è stata costruita per andare in A2. Sono stati bravi a far fronte all’infortunio di un giocatore dominante come Benfatto. Hanno abbassato il quintetto e creato situazioni diverse per aprire il campo. Affrontiamo una squadra esperta, a partire dal coach. Benedetto ha già vinto campionati e sa come si gestiscono queste emozioni.

- Quali sono gli aspetti tecnici sui quali state lavorando maggiormente in questo periodo, in vista dell’evento di Montecatini?
Benedetto: Sicuramente in questi casi non si stravolge quanto fatto in tutto il campionato per una singola gara, la verità è che ci dobbiamo adattare all’avversario. Giocheremo sulle caratteristiche individuali degli avversari, come abbiamo sempre fatto.
Salvemini: Non abbiamo mai affrontato Cento. Dovremo essere bravi a capire subito dove deve andare la gara. Comprendere il senso ed il ritmo della sfida. È questo l’obiettivo per squadra e staff tecnico. Servirà anche un sistema offensivo fluido per fronteggiare la loro intensità. Non dovremo farci stritolare dal loro impatto difensivo, che spesso costringe gli avversari a giocare lontano dal ferro. Resistere al loro impatto fisico vorrebbe dire portare la partita sui ritmi a noi più congeniali. Chi prenderà in mano il ritmo del gioco avrà grandi chance di vincere.

- Chi saranno i protagonisti e quale può essere la chiave della sfida? 
Benedetto: Sia noi che San Severo abbiamo delle ottime squadre e degli ottimi giocatori. La chiave della gara sarà riuscire a gestire al meglio l’impegno e la pressione dal punto di vista nervoso ed emotivo.
Salvemini: Cento ha giocatori che, in attacco, possono avere un impatto importante. Può contare su atleti del calibro di Rizzitiello, che è alla terza Final Four consecutiva. Senza dimenticare Vico e Cantone. Per citarne alcuni. Basta andare a leggere il roster per capire quali possono essere i punti di forza. Noi ne abbiamo altri e dovremo essere bravi a limitare il loro talento. Sia noi che loro abbiamo una fisicità importante. Le chiavi possono essere impatto fisico e ritmo di gioco. Poi la differenza la faranno i dettagli.