A2 - La presentazione di Pozzecco, alla Fortitudo per completare l'opera

28.03.2018 19:54 di Iacopo De Santis Twitter:   articolo letto 1394 volte
Fonte: BolognaBasket.it
A2 - La presentazione di Pozzecco, alla Fortitudo per completare l'opera

Si presenta ai tifosi della Effe Gianmarco Pozzecco, quest'oggi annunciato ufficialmente alla guida della squadra al PalaDozza. 

Non mancano, innanzitutto, i dovuti ringraziamenti a coach Boniciolli: "Già lunedì a pranzo mi ha chiamato pronosticando tutto quello che è successo, in modo affettuoso e premuroso. Un atto di enorme onestà intellettuale e, lo dico con orgoglio, di stima nei miei confronti. Poi mi ha richiamato il giorno dopo per farmi i complimenti, come spesso accade nella mia vita ho fatto già una cazzata perché avrei dovuto chiamarlo per prima io. Mi ha regalato il suo bagaglio di esperienza, mettendosi a disposizione di qualsiasi mia domanda. Lo ringrazio, da fortitudino prima che da allenatore, perché lo ha fatto per il bene di questa società. Ringraziando poi Pavani che si è impegnato per far risalire la Virtus… anzi no, scusatemi ma ho il cervello in tilt dopo giorni turbolenti e pazzeschi. Ripeto: ringrazio chi ha voluto portare la EFFE dove è oggi, io cercherò solo di riportare qua il derby, e dato che la Virtus purtroppo non retrocederà l’altra opzione è che noi saliamo. Non sarà facile, ma c’è una cosa positiva: arriverò fino in fondo, dato che prima dello scudetto avevo appena preso una pedata nel culo"…

E sulla scelta di accettare la Fortitudo: "Molti mi chiedono perché ho detto sì alla Fortitudo. Vero che vivevo e vivo con la mia compagna a Formentera, ma il mio mondo rimane la pallacanestro, ho ricevuto dieci telefonate da dieci squadre diverse tra A1 e A2 e ho sempre detto di no, poi è successo quello che è successo, e da lì ho iniziato a pensare quale fosse la cosa giusta per me. Ho detto alla mia fidanzata che forse me ne sarei andato, e lei – futura moglie, spagnola – aveva già capito. Mi ha chiesto solo se la amo, sapendo che per un po’ non vivremo insieme: in quei 10 minuti non mi sono riuscito a dare risposte, sull’amore per la mia fidanzata e per il ritorno in Fortitudo. Perché sono cose che non possono essere raccontate. Poi, non voglio passare per presuntuoso, ma voglio raccontare che quando presi una pedata nel culo dal mio amico Repesa me ne andai, soffrendo enormemente, rimanendo fortitudino. Andai a giocare a Mosca, e tornai con la Virtus che mi aveva offerto un contratto e una opportunità notevole, passai un pomeriggio con Sabatini, trovai l’accordo, poi ricevetti un sms da uno sconosciuto che diceva ‘non ti vedo in V’. E capii che stavo facendo una stronzata, anche se la Fortitudo mi aveva messo da parte ero rimasto fortitudino. Ho poi avuto la fortuna di trovare un paradiso a Capo D’Orlando, anche se passai dall’Eurolega ad una neopromossa: una culata, sono finito davvero in un paradiso. E io oggi sono qua solo per quella scelta: nel mondo dello sport, e non solo, la coerenza alla lunga paga. E i valori da assorbire sono questi”.

 Pozzecco ha anche confermato che il prossimo anno ci sarà lui alla guida della società: "Io ho voluto fortemente il contratto per il prossimo anno, perché il mio lavoro, da oggi, non può esaurirsi alla fine di questi playoff: sono molto contento di poter continuare il percorso di Matteo, ed è quello che farò mettendoci del mio, poi il prossimo anno, toccandomi sperando che la categoria cambi, farò invece fin dall’inizio ragionamenti miei. Ma siamo in una botte di ferro, la squadra è buona ed è fin qui stata ben allenata. Poi la Fortitudo deve, per forza di cose, giocare la A2 per essere promossa, e ci sta che ci possa essere allarme se le cose non vanno benissimo”.

Le tue prime sensazioni di campo, rivedendo ex compagni o avversari? “Intanto bello rivedere Fultz e Mancinelli, con cui avevo già giocato. Io conto molto sul rapporto umano con i miei giocatori, ho parlato con quei due perché sono gli unici con cui ho già esperienze, ma poi normale che io parli con tutti. La mia parte di giocatore deve rimanere dentro, mi deve restare per tutta la vita e da allenatore la devo sfruttare. Poi dovrò essere più cinico, in una squadra con età avanzata e che ha tanta esperienza. Vorrei pressare di più, ma dipende anche dai giocatori, perché se lo chiedessi al me giocatore direi una cazzata. Spero di riuscire a mettere le cose a posto”.

Ti pagheranno in camicie, viste quante ne strappi? “Troveremo un fornitore”.

Alleni sempre squadre dove hai già giocato.“Ma non lo farò più, dovrò ogni tanto aumentare il cinismo, essere calcolatore e farmi condizionare meno dalla partita, cosa che da giocatore dà vantaggi ma non da allenatore. Cercherò di non strappare camicie, di vivere meglio la panchina, farò allenare Comuzzo la domenica come ho fatto anche a Varese. Ci sto lavorando, su questo aspetto, che dà vantaggi ma qualcosa lo toglie”.

Riguardo il campionato di A2: "Ci ho già allenato, più o meno non è cambiato. La vera differenza con la A è il numero di stranieri, poi ci sono squadre forti e meno forti, ma le cose non sono cambiate. Io non vorrei allenare sette stranieri americani, e non perché siano americani, ma perché hanno un background cestistico tale per cui allenarli non è facile, non ci sono abituati, mentre in Europa l’allenamento è fondamentale. Io devo essere bravo a farli lavorare bene, perché questa squadra non è tanto giovane, ma i giocatori proprio per questo devono rendersi conto che il fisico va maggiormente curato. Ah, ultima cosa, voglio riportare Abele Ferrarini anche se ci hanno chiesto un milione”