A2 - Damonte, Verona: "Condivisione è la chiave di tutto"

27.07.2017 22:58 di Redazione Pianetabasket.com  articolo letto 179 volte
A2 - Damonte, Verona: "Condivisione è la chiave di tutto"

Di seguito le dichiarazioni di Luca Dalmonte, allenatore della Tezenis Verona, mercoledì 26 luglio nella conferenza stampa nella sede di Agsm Verona: «Prendo la parola dopo tanto tempo, in cui ho ascoltato e letto tante cose. Ci tengo ad enfatizzare un paio di passaggi. Il primo: la condivisione. Quando ci siamo trovati insieme alla proprietà, fra management e parte tecnica, abbiamo raggiunto subito un punto condiviso nella creazione della nuova squadra che nasce da un’idea precisa e dalla programmazione. Nel mondo sportivo di oggi si tende a riempirsi di termini come “programmazione” e “progetto”. Da un punto di vista pratico, nelle persone della proprietà ma anche del main sponsor, siamo partiti da un’idea e da obiettivi a medio termine. Da lì la scelta di formare un roster composto tutto da giocatori nati negli Anni Novanta, molti dei quali giovanissimi, e con cinque giocatori su 13 nell’orbita delle nazionali giovanili. Questo vuole essere un biglietto da visita, ma anche il desiderio di darsi un’identità ben precisa. Non solo nel nostro ambiente, ma per tutta la pallacanestro italiana visto la strada che abbiamo deciso di intraprendere. Io oggi potrei essere un allenatore invidiato per avere la fortuna di allenare un gruppo giovane per il quale l’obiettivo non è necessariamente essere competitivo domani, ma anche dopodomani. È importante che nel mondo dello sport ci sia una strategia condivisa ed essere competitivi nei prossimi 12 mesi. Questa è la vera realtà. Vogliamo creare una struttura tecnica che, con un paio di correzioni, possa davvero essere competitiva per l’anno che verrà. Per il roster, giocatore per giocatore, sono state prese praticamente tutte delle prime opzioni che avevamo in testa. Prendendo dei giocatori che per caratteristiche morali, tecniche e di etica del lavoro potessero dare omogeneità al gruppo. Questo è un aspetto molto importante. Una squadra così concepita passava da denominatori comuni: la fascia d’età, l’ambizione così come il giocare a Verona. Dev’essere un orgoglio questo per molti di loro. Per tanti motivi, anche per i 4.200 spettatori di media che siamo riusciti a portare al palazzetto nella seconda parte di stagione. Una sfida che hanno tutti accettato, proprio perché per loro è una grande occasione. Quando i ragazzi chiuderanno le cerniere delle loro valigie dovranno metterci dentro ambizione ed energia, sapendo che giocheranno a Verona anche per più di una stagione come dicono tanti loro contratti. Devono vedere questa esperienza come un trampolino di lancio. Se loro faranno bene anche noi faremo bene. Dovremo sviluppare tutti insieme un lavoro di qualità e quantità che risulterà parte fondamentale della nostra stagione. Ho parlato con tutti i giocatori, anche con gli americani. Avranno garantiti uno staff, senza contare il sottoscritto, che fra tecnici, preparatore atletico e staff medico è di altissima qualità. E loro devono sfruttarla. Avverto un senso di responsabilità nei loro confronti, lavoreremo per far sì che domani siano tutti persone e giocatori migliori. Sono state fatte scelte anche dolorose, sicuramente qualcuna anche più di altre, ma per costruire un gruppo che potesse sposare un’idea come l’avevamo in mente era necessario fare così. Tutte decisioni condivise. Quelle in entrata e quelle in uscita. Altrimenti saremmo rimasti nel grigio. E il grigio spesso non porta da nessuna parte. Vedo un campionato con grandissimo equilibrio. Sottoscrivo l’obiettivo dichiarato, quello dei playoff. Vedo roster oggi molto pronti, ma la sfida sarà grattare il tempo per essere più competitivi possibili nel più breve tempo possibile. La squadra è estremamente nuova, il primo vero passo sarà quello di passare dall’avere tanti giocatori nuovi all’essere una squadra. Il precampionato, in questo senso, sarà l’anima della nostra stagione. Importante è che noi si inizi subito ad avere una nostra identità e organizzazione. Ci dovrà essere un giorno in cui, anche se tutti in maschera, qualcuno ci dovrà riconoscere quando ci vedrà giocare. Sono felice, professionalmente, di poter cominciare la stagione con questo gruppo e con quest’idea. La cosa bella è che si vede una luce, laggiù in fondo. Sarei pronto per ritirare il materiale ed andare in palestra già ora. Dovremo essere bravi a far sì che la gente ci voglia bene, ma dovremo essere noi bravi a guadagnarci tutto questo».