A2 - Andrea Pastore Capitano della Latina Basket: un sogno diventato realtà

 di Redazione Pianetabasket.com  articolo letto 217 volte
A2 - Andrea Pastore Capitano della Latina Basket: un sogno diventato realtà

Andrea Pastore, ventitré anni compiuti da qualche giorno, latinense doc, è il nuovo Capitano della Benacquista Assicurazioni Latina Basket.

Sembra il lieto fine di uno dei tanti film americani incentrati sullo sport e sui sacrifici di un giovane atleta che, partendo dal basso, ha scalato la montagna di pregiudizi e incomprensioni provenienti dal mondo esterno, ed è riuscito ad arrivare sulla vetta dimostrando caparbietà e grandissima forza di volontà. Invece ci piace pensare che sia il prologo di una bella favola dei giorni nostri: la nomina a capitano di un giovane ragazzo di Latina è solo il primo sogno nel cassetto che diventa realtà.

Andrea è sorridente anche quando esce dal campo di gioco madido di sudore, a piedi scalzi e con le scarpe in mano al termine di una seduta di allenamento particolarmente intensa. La sua soddisfazione, l’orgoglio e la felicità sono tangibili: «Sono davvero felice – esordisce il neo capitano nerazzurro – in parte me lo aspettavo e l’idea che il mio sogno potesse presto diventare realtà mi ha dato un’ulteriore carica e l’energia giusta per dedicare l’estate al miglioramento anche della mia forma fisica, senza però tralasciare il lavoro in pizzeria insieme alla mia famiglia. È una carica importante, ma non mi fa paura rivestirla. Desideravo tantissimo avere questo ruolo, credo di averlo dimostrato anche nella passata stagione, trascinando e incitando la squadra in ogni momento. L’anno scorso quando Lollo (Lorenzo Uglietti, nda) si è infortunato e l’ho sostituito ho provato una sensazione incredibile, ho cercato di calarmi totalmente nel ruolo, incoraggiando i compagni e sollecitando me stesso in primis e tutta la squadra a non mollare mai».

Il giovane atleta pontino manifesta comprensibile entusiasmo, ma esprime chiaramente alcuni concetti chiave che non dovranno mai essere ignorati: «Essere il capitano non mi fa sentire superiore agli altri, anzi dovrò essere colui che mantiene il giusto equilibrio all’interno del gruppo. Dovrò essere in grado di incoraggiare ognuno dei compagni a dare il meglio di sé, senza per questo dimostrarsi supponente e allo stesso tempo dovrò avere la capacità di sollevare il morale di chi dovesse avere dei momenti di debolezza».

Pastore è al suo esordio da Capitano con la maglia della Benacquista Assicurazioni Latina Basket, ma nei suoi trascorsi giovanili sono numerose le esperienze in questo ruolo e ce lo racconta con un pizzico di emozione: «Da ragazzino sono stato quasi sempre il Capitano dei gruppi con cui ho giocato, anche quando ero inserito in squadre di ragazzi più grandi. – racconta Andrea -  Quando sono entrato a far parte della grande famiglia della Latina Basket sono, però, dovuto ripartire dal basso. La giovane età e il fatto di dover ancora crescere e migliorare mi hanno relegato a essere una sorta di “ultima ruota del carro”, ma ora sono contento del percorso che ho fatto perché arrivare in cima, partendo dal gradino più basso, regala un’emozione incredibile».

La gioia di Andrea è condivisa anche dalla sua famiglia e quando ce ne parla i suoi occhi si illuminano: «Mi sembra incredibile, in alcuni momenti è come se ancora non ci credessi nemmeno io, invece è la realtà. Una bellissima realtà. Mio padre era incredulo, anche quando gli ho detto che era ufficiale, che il coach ne aveva dato comunicazione alla squadra, quasi stentava a crederci. È felicissimo per me, mi ha sempre seguito con passione e la domenica, quando avevamo i turni casalinghi, è sempre venuto a vedermi giocare lasciando il lavoro in pizzeria con i conseguenti disagi dati dalla sua assenza. Anche mia madre è immensamente contenta e mio fratello ormai mi chiama soltanto “Capitano”! Spero che anche il pubblico inizi a chiamarmi così – sorride Andrea – perché sono davvero orgoglioso di esserlo e non vedo l’ora di iniziare il campionato, sperando di poter avere a disposizione il PalaBianchini. Anche se la mia è più che una speranza, è una sensazione vera e propria quella che potremo giocare al palazzetto». È l’augurio che si fanno tutti i tifosi nerazzurri, tutti gli appassionati della palla a spicchi, del volley e del calcio a 5, quello di poter usufruire del campo di gioco del palazzetto di via dei Mille, in queste settimane oggetto di numerosi articoli di giornale, conferenze stampa e disposizioni comunali che non ne consentono l’accesso al pubblico, ma soltanto a un numero ridotto di persone facenti parte degli staff.

Parlando della squadra allestita per la stagione iniziata ufficialmente lo scorso 21 agosto con il raduno, Pastore non ha dubbi: «Il gruppo si è già formato ed è solido. Dopo la prima settimana di conoscenza l’un l’altro, c’è stato subito affiatamento, siamo entrati in confidenza, ridiamo e ci siamo uniti in modo piuttosto naturale. Gli allenamenti di inizio stagione sono molto faticosi e il primo approccio con il lavoro di Franco (coach Franco Gramenzi, nda) è decisamente molto duro, ma ho notato con grandissima gioia che nessuno dei miei compagni reagisce male a questa attività intensa. Sono tutti pronti ad ascoltare le indicazioni del coach anche quando la stanchezza fisica e mentale sembrano insormontabili. Questo è un dato importante, perché sono convinto che anche nel corso della stagione sarà un aspetto sul quale non servirà lavorare in modo particolare, siamo tutti pronti al sacrificio e a impegnarci al massimo delle nostre possibilità. La squadra è talentuosa e sarà determinante coadiuvare tutte le nostre forze ed energie per lavorare bene, soprattutto in difesa. La voglia di vincere non manca, il desiderio di conquistare traguardi importanti muove tutte le nostre azioni, siamo pronti per questa nuova avventura con la maglia della Latina Basket».

Andrea ha compiuto passi importanti nel corso degli ultimi mesi, non soltanto dal punto di vista cestistico, ed è soddisfatto della sua crescita e dei miglioramenti, che desidera incrementare ulteriormente ed è pronto a dare il massimo anche e soprattutto con la maglia da Capitano: «Sono giovane, ma sono convinto di aver raggiunto un buon livello di maturità. Giocare a pallacanestro, lavorare in pizzeria con la mia famiglia, aver  iniziato la convivenza con la mia ragazza sono tutti aspetti che hanno contribuito in modo sostanziale a farmi  crescere sia a livello umano, che tecnico. Darò tutto me stesso, mi impegnerò al massimo, perché aver realizzato il sogno di giocare a basket nella vita, rivestire ora il ruolo di Capitano per la squadra della mia città ed essere acclamato dai tifosi è il regalo più bello per me che, a detta di molti, non sarei mai esploso nel mondo della pallacanestro. Ringrazio coach Gramenzi per aver creduto in me e per la fiducia che mi ha concesso, farò del mio meglio per dimostrare di averla meritata».