Vittoria Fortitudo Bologna contro il ricorso di Sharon Drucker e l'aut aut della FIBA

il mostro giuridico finanziario ipotizzato dalla FIBA non ha retto all'urto con le leggi degli stati
 di Redazione Pianetabasket.com  articolo letto 766 volte
Vittoria Fortitudo Bologna contro il ricorso di Sharon Drucker e l'aut aut della FIBA

Quattro capoversi sono stati sufficienti al giudice unico Ulrich Haas per mettere la parola fine a una controversia che forse non aveva alcun crisma di ammissibilità per essere discussa. Nel primo si dice che l'appello della Fortitudo Bologna contro la decisione di congelare dal 22 luglio le operazioni di ingaggio di giocatori stranieri presa dal segretario generale della FIBA è ammessa. Nel secondo che quella decisione "is set aside" viene messa da parte. Vittoria per la società felsinea su tutta la linea.

Così una conferenza stampa che si annuncia con clima da guerriglia si è trasformata come ammette lo stesso presidente Mota: "Vi devo confessare che venendo qui avevo pronto un discorso di un certo tipo... poi ho avuto la notizia che finalmente è giunto l’esito del ricorso presentato e con esso che la Fortitudo ha avuto ragione nelle motivazioni. Vi confesso che è stata una grande soddisfazione dopo un periodo di tensione non indifferente. Dobbiamo tutti ringraziare chi ha lavorato a questo risultato, ma anche chi ci ha creduto, fermo nella convinzione che fino all’ultimo serviva ogni mezzo possibile per tutelare e difendere chi ha investito tempo e risorse, trascurando mille cose, per sostenere la rinascita di questo sodalizio".

Fa eco l'avvocato Grassani, che entra nello specifico: "Doveva essere una conferenza faticosa e sofferta, perché non sapere l’esito di un ricorso di questo tipo è stato motivo di inquietudine. Dovevamo raccontare della diffida alla FIBA, dei rinvio della partita di domenica. Invece, pochi minuti fa, con posta elettronica certificata è arrivata la comunicazione del giudice FIBA Haas: ‘l’appello di Fortitudo103 avverso la decisione della FIBA è accolto’.

Da questo momento possiamo ritenerci soggetto senza nessuna continuità con la vecchia (Fortitudo di Sacrati, ndr). Non dobbiamo pagare allenatori, non abbiamo lodi non onorati, possiamo usare questo nome senza interferenze o attacchi come quelli di questo Drucker che ha tenuto in scacco noi e la FIBA. Hanno minacciato di farci sparire, ma non è andata così.

E non si può sostenere che il nome Fortitudo sia qualcosa di commerciabile e barattabile davanti al pagamento di qualche migliaia di euro. Questa decisione ripaga la dirigenza Fortitudo di non piegarsi a qualcosa che sarebbe stato molto pericoloso. C’è continuità sportiva, non legale, ma non si può pensare di fare ricorsi perché sul sito ci sono i ricordi della storia che inizia nel 1932. Da quello che c’era sul sito la Fiba ha pensato che ci fosse una prova che questa Fortitudo fosse quella vecchia. Io personalmente ne ho viste tante, ma se ritenessimo che una nuova società non può raccontare ai propri tifosi la sua storia, a prescindere da quale società abbia vinto uno scudetto, allora nel calcio ci sarebbe il caos.

Tante società sono ripartite, senza che qualcuno si lamentasse e intimasse a queste di non poter fare richiami alla storia. Nessuno ha detto al Torino o al Bologna di non dover tesserare giocatori o usare loghi, e io ho detto questo: il provvedimento era anacronistico, e l’undici settembre, a Monaco, il contraddittorio con la FIBA e con l’avvocato di Drucker è stato stucchevole. Volevano che ci chiamassimo Happiness Bologna per non attirarci gli strali di questi provvedimenti, e davanti a questi ragionamenti non sapevamo se ridere o contrattaccare.

Abbiamo scelto una linea corretta, e dico che durante una pausa dell’udienza il giudice Haas aveva chiesto alle parti di trovare un punto di incontro, e ci è stato risposto ‘o ci danno i soldi o li facciamo sparire’. Il nostro era un principio sacrosanto, poi siamo entrati in un tunnel che è finito oggi, quando ci era stato detto che sarebbero bastati due giorni lavorativi. Invece mostrare i muscoli ha pagato: non ci sono state negoziazioni, abbiamo vinto, e questo nome non può essere argomento di mercificazione. Da adesso si possono tesserare i giocatori, il bando del 22 luglio non esiste più, la Fortitudo può operare sul mercato".