Virtus Roma, le 48 ore che decidono il destino della società di Claudio Toti, suo malgrado

16.07.2015 00:00 di Umberto De Santis Twitter:   articolo letto 1593 volte
Virtus Roma, le 48 ore che decidono il destino della società di Claudio Toti, suo malgrado

Le voci si sprecano su quello che farà o non farà della sua creatura il presidente Claudio Toti. E' vero, ha fatto ricapitalizzazione e versamenti, con i quali però ha saldato i conti dell'anno 2014-15. Il futuro è tutto da scoprire, vista la consueta indecisione estiva del costruttore romano, che si ripete con la solita frequenza annuale da almeno cinque stagioni.

Ma ormai siamo al capolinea, e la società non ha nè parco giocatori, nè parco tecnico. Ha soltanto il direttore generale a disposizione, Nicola Alberani, e risulta che con Toti si sarebbero incontrati nel pomeriggio romano. D'altronde venerdì il Consiglio Federale deciderà in maniera definitiva sul 2015-16, il tempo dell'indecisione è finito: che ne sarà della Virtus Roma?

Voci dalla Federazione riferiscono che fino alle 17 di mercoledì pomeriggio non sia arrivata alcuna richiesta ufficiale scritta della società che confermi l'iscrizione alla serie A, o richieda il declassamento in A2 in deroga, nè tanto meno che annunci il ritiro dalle competizioni. Quindi non può esistere alcun placet del vertice Fip a una qualsiasi istanza di Toti.

Altre voci raccolte nella capitale prevedono che nella mattinata di giovedì ci sarà una comunicazione ufficiale, se non addirittura una conferenza stampa, in cui il presidente, dopo 14 anni, getterà la spugna perchè non avrebbe raccolto più di 600.000 euro di sponsorizzazioni per la serie A. Il che mette in dubbio anche la partecipazione alla nuova A2, che come è noto è più costosa della massima serie e non è detto che ad Acea interessi una sponsorizzazione declassata.

Quindi se Toti ha qualcosa da dire alla Fip, che pur di non perdere al basket una piazza importantissima come Roma sarebbe disposta quasi a tutto, si deve sbrigare entro le 14 di oggi, lasciando il tempo materiale delle verifiche legali, lasciando il tempo di discussione fra le varie componenti per tutelare i diritti pregressi delle società eventualmente coinvolte dalle decisioni che verrano prese nel Consiglio Federale di venerdì. E se qualcuno sarà ancora indeciso, lo stato dell'arte deciderà per tutti.