Treviso: è veramente finita?

17.07.2012 01:04 di Redazione Pianetabasket.com  articolo letto 1788 volte
Fonte: Carlo Fabbricatore
Treviso: è veramente finita?

Alcuni giorni or sono avevo parlato di anomalia a proposito di Treviso, “affaire” che si  doveva valutare con grande attenzione. Probabilmente gli amici Vazzoler, Pittis e Coldebella avranno commesso qualche errore, ma... ci vuole buon senso. Capisco le regole però in un momento di difficoltà economica come questo prima di rifiutare la proposta trevigiana si sarebbero dovute fare molte valutazioni: sarebbe opportuno che tutti si spiegassero compiutamente. La ex proprietà,  anche se aveva avvertito un anno e mezzo prima la sua dismissione dalla pallacanestro, dovrebbe dire perché non ha consegnato alle autorità cittadine il diritto alla serie A. I politici, tanto bravi a stigmatizzare la Federazione, perché non si sono dati da fare attivamente per mettere assieme dei soggetti economici che rilevassero la società? La Federazione, unico ente in grado di deliberare sulla accettazione della nuova realtà, ci dovrebbe far capire in modo chiaro che procedure sono state disattese. Sarebbe interessante conoscere i contenuti della telefonata fra  Meneghin e Coldebella. La Lega A  quale ruolo ha giocato? Qual'era l'orientamento delle società?
Sono fortemente convinto che gli amici trevigiani abbiano compiuto una grande impresa nel raccogliere le adesioni degli imprenditori locali, ma dovrebbero comunicare in modo preciso quanto era stato raccolto e per quanto tempo era garantito.
Queste domande hanno bisogno di risposte per fare chiarezza in modo esaustivo sulla questione. 
I tifosi sono stati fantastici nella raccolta di fondi ma purtroppo per fare la Serie A gli importi sono incredibilmente più elevati. E' impercorribile la Lega Adriatica perché se un club economicamente forte come il Maccabi ha rinunciato, qualche dubbio si dovrebbe avere sulla bontà del progetto.
La pallacanestro è vittima di questo professionismo ibrido: il diritto sportivo purtroppo perde tutta la sua valenza nel momento in cui parliamo di società di capitali. La Confindustria del Basketball, Lega, non ha nessuna capacità deliberante, quindi diventa un soggetto pressoché inutile.  E' perlomeno singolare che non abbia la facoltà di decidere chi possa giocare o meno nella sua associazione. Bisogna assolutamente uscire da questa ambiguità! Professionismo da una parte e dilettantismo dall'altra. E' l'unica strada percorribile. E' evidente che le garanzie prestate dai club aderenti dovranno essere corpose proprio per dare certezze di successo. Forse è il momento di pensare a una “Super Lega Europea” gestita in modo professionale sulla falsariga della NBA con franchigie. Grandi città, grandi arene, grandi incassi e grande interesse dei media. Le Federazioni nazionali gestiranno i campionati “domestici” che saranno la fucina dei talenti da immettere nel circuito professionistico.
La pallacanestro, che è stato sempre uno sport innovativo, non può più perdere tempo altrimenti potrebbe implodere come la pallavolo.
Dimenticavo: Treviso Basket srl  ha preannunciato ricorso avverso la decisione del Consiglio Federale che ha rigettato la richiesta di ammissione alla Serie A.
Un'altra estate con carte da bollo!

Carlo Fabbricatore

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