Trento-Torino, non una gara come le altre

28.11.2015 17:18 di Alessandro Luigi Maggi  articolo letto 564 volte
Fonte: di Pietro Battaglia
Trento-Torino, non una gara come le altre

Eccoci alla vigilia della nona giornata della serie A Beko. Sabato 28, domani, la Dolomiti Energia Trentino ospita al Pala Trento la neopromossa Manital Torino. 

Queste due squadre sono le ultime due promosse come vincitrici degli ultimi due campionati di A2. E c’è di più. Infatti, come ben ricordano i rispettivi tifosi, Trento-Torino fu la serie di semifinale che regalò di fatto la serie A all’Aquila Basket, essendo che nel 2014 furono due le promozioni (le finaliste playoff), a causa delle purtroppo note vicende della Mens Sana Siena. 

Facciamo allora un salto nel passato, in quelle cinque epiche battaglie della semifinale. Si trovavano, allora come oggi, a difendere i colori bianconeri  Davide Pascolo, Toto Forray, Filippo Baldi Rossi e coach Maurizio Buscaglia. Baldi Rossi era per di più all’epoca fresco ex gialloblu, non riconfermato al contrario dei colleghi Evangelisti, Wojciechowski, Sandri e Gergati dopo aver vinto quello che nel 2013 (3-0 a Matera) era ancora la Divisione Nazionale A (una A3 insomma) e che l’anno scorso sarebbe stata una “A2 Silver”. Contro la formazione trentina, che aveva vinto la regular season, si presentò una Manital che stravinse gara 1, perse gara 2 (entrambe a Trento) e si ritrovò in vantaggio 2-1 dopo il successo in gara 3. La serie A sembrava ad un passo per i torinesi che dovettero strozzare il grido di gioia a pochi secondi dalla fine di gara 4 quando un giovane sconosciuto (Marco Spanghero, poi una delle stelline emergenti della serie A Beko 2014/15) segnò la tripla della vittoria che rinviò il verdetto a gara 5. In quella Torino c’era solo e soltanto un unico giocatore che ancora oggi milita nella formazione piemontese e si tratta di Stefano Mancinelli. E fu una tripla a regalare alla Manital il massimo vantaggio in gara 5, sul +15 (46-61) a 9 minuti alla sirena che avrebbe regalato la finale (e la serie A) alla vincitrice. Fu allora che si consumò un vero e proprio dramma sportivo per quella che era la P.M.S.  In 9 minuti a referto per gli ospiti (si giocava al Pala Trento) andarono solo 3 punti (prima dell’inutile tripla di Bowers allo scadere).  Per chi volesse rivivere le emozioni dell’azione chiave di quella partita, eccola. Mancinelli si invola in contropiede a 2:17 al termine (62-64, Torino in vantaggio); il 6 gialloblu elude la difesa di Forray e sta per appoggiare al tabellone quando Baldi Rossi recupera con una stoppata (irregolare a detta del Mancio), Trento si precipita in attacco e sorpassa con Forray da oltre l’arco dei 6,75. Poi il nulla cosmico fino al gioco del fallo sistematico che chiude 69-67 per l’Aquila. Gelati i tifosi torinesi per lo shock, ma non solo loro. La proprietà stessa non riesce a spiegarsi come sia stato possibile dilapidare un successo praticamente in tasca e nell’estate ridisegna da zero il roster, esonerando inoltre coach Pillastrini (misteriosamente 0 time out chiamati nel quarto periodo incriminato di gara 5)ancora sotto contratto. 

Ed eccoci già ad un anno fa. Gli unici a rimanere sotto la Mole furono Valerio Amoroso e Stefano Mancinelli. Ed entrambi sarebbero nel roster di quest’anno dell’Auxilium se non che il campano, dopo poche partite ebbe un diverbio con il proprio allenatore Luca Bechi (fonti parlano di scontro fisico, insomma, vennero alle mani) e fu cacciato da un giorno all’altro. Per chiudere la parentesi Amoroso, quest’ultimo ha lasciato da pochi giorni la Pasta Reggia Caserta misteriosamente.  Altro “diverbio”? Sembrerebbe di no, almeno questa volta.

Tornando a poco più di un anno fa, Torino conquistò come i trentini, seppur con 12 mesi di ritardo, la serie A, dopo una stagione a dir poco travagliata sul campo e dietro le scrivanie della società. 

E’ comunque vero che quella serie di semifinale con Trento brucia ancora nei tifosi torinesi, che sperano nei propri beniamini per vendicare lo smacco. 

Tuttavia, l’impresa per Auxilium sembra ancora una volta proibita, contro una super Trento in campionato ed Eurocup. Forse nelle gambe della truppa di Buscaglia ci sarà ancora un po’ di stanchezza dopo la trasferta (vincente) di Oldemburg in settimana. Per di più l’anticipo è stato chiesto dalla stessa società del patron Longhi, che forse si aspetta una partita facile?

Magari lo sarà, ma la Manital riuscirà a schierare per la prima volta una formazione molto vicina a quella disegnata in estate coi rientri di DJ White ed Ebi dai rispettivi infortuni. E, dulcis in fundo, un’aggiunta di prestigio, Jerome Dyson, al posto del tagliato Robinson davvero troppo brutto per sembrare vero. Sì, proprio quel Dyson dello scudetto di Sassari, che in Piemonte fino a poco tempo fa si vedeva solo in televisione. Torino continua disperatamente a cercare una svolta nel proprio cammino e proverà ancora a cercarla , forse con rotazioni finalmente complete. E, chissà, che anche questo non aiuti.