Terremoto societario in casa Varese, arrivano nuovi investitori

08.04.2015 08:36 di Redazione Pianetabasket.com  articolo letto 1544 volte
Terremoto societario in casa Varese, arrivano nuovi investitori

Grossi movimenti in casa Pallacanestro Varese. C'è una cordata che vorrebbe prendere il controllo della società che attualmente è nelle mani del Consorzio Varese nel Cuore. Di seguito pubblichiamo la lettera che Gianfranco Ponti, 55enne manager che da anni opera all'esterno nel settore finanziario (in Mediobanca, Lazar Frères, Athena Private Equity; attualmente impegnato in Wedge Privat Capital) e che è figlio di Vittorio Ponti, il più stretto collaboratore di Giovanni Borghi ai tempi della Ignis, ha mandato al sindaco di Varese Fontana.

"Egr. sig. Sindaco

Le scrivo – anche in nome di alcuni appassionati varesini che condividono con me un nuovo progetto per ridare alla Pallacanestro Varese (“PV”) il ruolo che le spetta di diritto - violando l’abituale ed assoluta ritrosia ad avere contatti con i media. Ma riteniamo necessario rettificare le inesattezze che circolano in questi giorni in Città in seguito all’incontro avvenuto, su Suo cortese invito, mercoledì 1° aprile u.s. nel quale ho presentato il nostro progetto (il “Progetto Varese”) al sig. Alberto Castelli rappresentante del Consorzio Varese nel Cuore (il “Consorzio”).

Come ricorderà, il Sig. Castelli ci ha rappresentato l’estrema urgenza di procedere a una formalizzazione del progetto e mi ero dunque impegnato a comunicare a Lei ed al Consorzio, nel giro di un paio di giorni, un breve documento contenente i dettagli sportivi e finanziari della nostra proposta. Appreso che il Sig. Castelli si trova negli Stati Uniti e non avendo elementi per considerare che il carattere d’urgenza sia venuto meno, ho ritenuto necessario portare immediatamente alla Sua conoscenza, anche per conto della Cittadinanza e dei Consorziati, una sintesi del Progetto Varese.
Ci rivolgiamo a Lei con una lettera aperta al fine di rappresentare le nostre idee alla cittadinanza varesina ed in generale agli appassionati di basket, affinché essi possano giudicare.

Prima di entrare nel soggetto, mi permetta di riassumere quanto sinora accaduto.
Circa due mesi fa sono stato contattato da alcuni amici varesini, sgomenti per quanto accadeva alla PV sia dal punto di vista sportivo che da quello manageriale. Una squadra nata con ambizioni di classifica ed invece in lotta per non retrocedere, l’unico vero manager presente, l’icona della PV di questi ultimi anni, spinto alle dimissioni, incredibilmente accettate da un Consorzio apparentemente incapace di assumersi le proprie responsabilità di azionista unico. Inoltre rumours colti in Città per i quali il bilancio al 30 giugno 2015 potrebbe constatare una perdita, dopo la rigorosa gestione dell’era Vescovi, e qualche problema nell’incasso di crediti verso alcuni sponsor (fatti peraltro fortemente e ripetutamente negati dal Sig. Castelli nella nostra riunione di mercoledì scorso). Nonostante la mia ormai trentennale vita da emigrato trascorsa tra la Francia, il Regno Unito, la Svizzera, gli Stati Uniti, la Repubblica Ceca ed altri paesi, gli amici sapevano che resto profondamente unito alla città di Varese dove sono nato ed ho trascorso i miei primi venti anni e che, come molti nostri concittadini, sono stato un cestista (con ben poco talento, devo ammettere) che porta sempre la PV nel cuore.
Le chiesi allora un appuntamento privato e, in tale occasione, Le indicai che, qualora il Consorzio, persa la sua bandiera Cecco Vescovi, non si sentisse più in grado di far fronte alle difficoltà manageriali, sportive e finanziarie (poco conta l’entità dell’eventuale “buco”, in ogni caso la PV oggi non pare avere un budget sufficiente per assicurarle il suo rango), e SOLO IN QUESTO CASO, ero disposto ad affiancarmi al Consorzio, rilevando una quota significativa della PV e contribuendo alla sua gestione.
Qualche giorno fa fui contattato dai Suoi collaboratori che mi indicarono la richiesta del Sig. Castelli, Presidente del Consorzio, di un incontro, avvenuto lo scorso mercoledì, nel Suo ufficio ed alla presenza del padre spirituale del basket varesino, il Sig. Bulgheroni.
In tale incontro, ho esposto una sintesi del Progetto Varese ed ho chiesto al Sig. Castelli di presentarci la situazione attuale della PV e la volontà del Consorzio per il futuro della PV. Questi, pur non ritenendo opportuno esprimersi su tali argomenti, malgrado una Sua specifica richiesta, ha tuttavia affermato che:

-la PV non ha alcuna difficoltà finanziaria e non c’è nessuna perdita da coprire né per l’anno in corso né per i precedenti;
-il Consorzio esprime i membri del CdA della PV ma non intende entrare nelle scelte manageriali e ancor meno in quelle sportive, delegando ai vertici della PV tutti i poteri ordinari e straordinari;
-Il Consorzio intende continuare nel suo ruolo ma “nessuno di noi è attaccato al cadreghino”;
-i 50 membri del Consorzio hanno versato 4.000 euro ciascuno e tale è stato il loro contributo per divenire azionisti indiretti della PV; inoltre essi sono TUTTI impegnati a stipulare contratti di sponsorship, di valore variabile a partire da 5.000 euro annui ottenendo in cambio prestazioni di servizio (ad esempio pubblicità al palazzetto) e vantaggi diversi di natura economica (qualche abbonamento, spazi nel parcheggio, etc.) o sociali (visibilità personale, gratitudine della cittadinanza, …);
-malgrado quanto indicato al punto precedente, in realtà i Consorziati non stipulano i contratti di sponsorship per le contropartite di cui sopra ma per la loro passione per la PV e farebbero lo stesso anche senza tali contropartite (il Sig. Castelli ha poi confermato che considera tali sponsorship come delle donazioni …..).

Tali affermazioni, di grande rilevanza per il futuro della PV, sono stati integrati in una nuova versione del Progetto Varese, di seguito illustrata, in attesa di poter verificare la situazione patrimoniale-finanziaria della PV.

1) Il Progetto Varese ritiene che la PV sia un bene comune di Varese e più in generale di tutti coloro che amano il basket varesino. Pertanto esso vuole essere uno strumento per aggiungere risorse manageriali, finanziarie e sportive a quelle già presenti in PV, anche tramite i suoi sponsor, siano essi diretti o consorziati. Esso ha un carattere amichevole nei confronti dell’azionista attuale e non avrà alcun seguito se il Consorzio, ritenendo la nostra strategia sportiva e gestionale errata, decida di continuare da solo fornendo alla PV tutte le risorse necessarie. Desideriamo così esprimere il nostro rispetto per il Consorzio che, nel Progetto Varese, dovrà necessariamente mantenere un ruolo rilevante.
2) Intendiamo affiancarci al Consorzio sottoscrivendo una quota di capitale pari al 50% della PV attraverso un cospicuo aumento di capitale che sarebbe sottoscritto congiuntamente dal Consorzio e dai soci di Progetto Varese tramite una nuova società costituita ad hoc (per semplicità qui denominata SPH e di cui il sottoscritto manterrà una quota di maggioranza). L’ammontare dell’aumento potrà essere determinato soltanto dopo aver effettuato le verifiche contabili e finanziarie della PV, ma tenuto conto dell’inadeguatezza del capitale odierno (solo 120,000 euro ?), proponiamo sin d’ora di aumentare il capitale sociale a 1.000.000 di euro (vale a dire più di 8 volte il capitale nominale attuale), ove SPH sottoscriverà azioni per 500.000 euro ed il Consorzio per l’ammontare rimanente. Naturalmente il Consorzio, oggi responsabile in quanto azionista unico, si farà carico della copertura delle eventuali perdite di bilancio accertate.
3) Il Consorzio e SPH stipuleranno un patto parasociale quinquennale in base al quale SPH otterrà la responsabilità della gestione della PV, sulla base di una strategia gestionale e sportiva di medio-lungo periodo condivisa con il Consorzio, i cui principi essenziali sono di seguito brevemente descritti. Il Consorzio otterrà, oltre alla suddetta condivisione della strategia, una presenza nel CdA ed il riconoscimento del suo ruolo di collettore delle sponsorship dei Consorziati.
4) SPH s’impegna inoltre a che la PV investa annualmente almeno 250.000 euro annui nel settore giovanile, anche apportando nuove risorse finanziarie, direttamente o tramite interventi di terzi (quali sponsorship aggiuntive dedicate). In base alle nostre informazioni tale ammontare è almeno doppio rispetto a quanto attualmente investito da PV.
5) Il capitale di SPH sarà aperto ad un numero limitatissimo di persone, siano esse consorziate o meno, che intendano associarsi al Progetto Varese ed accettino il principio che nel lungo periodo SPH dovrà divenire un bene della Città.

A chi potrebbe chiedersi perché il Consorzio, che nel passato ha largamente contribuito al salvataggio della PV, debba abbandonarne la gestione, rispondo sottolineando che in realtà ciò è già avvenuto, secondo la strategia del Consorzio confermata dal Sig. Castelli anche per il futuro (deleghe assolute al management e presenza “leggera” dell’azionista) e che purtroppo ha generato la difficile situazione attuale quando il Consorzio ha perso la sua anima, Cecco Vescovi, le cui dimissioni – quanto successo potrebbe apparire in realtà come un’esecuzione o perlomeno un’omissione di soccorso – hanno privato la PV di una parte sostanziale del suo management.
La struttura organizzativa di una società sportiva come la PV che vuole abbandonare la frustrante lotta per non retrocedere, deve essere fondata su un mix di competenze manageriali e sportive internazionali e di alto livello che oggi non sembrano sufficientemente presenti nella PV. Noi affermiamo il principio che la gestione della PV deve tornare ad essere fondata su merito e capacità, nell’attività sportiva come in quella gestionale.
Proponiamo pertanto al Consorzio di collaborare per realizzare nel prossimo quadriennio una strategia gestionale e sportiva chiaramente definita.
La strategia gestionale deve permettere di offrire all’attività sportiva risorse finanziarie e condizioni di lavoro ideali (infrastrutture, logistica, accordi e collaborazioni con altre società italiane ed estere, …). Il principio dell’equilibrio di bilancio è fondamentale - con l’unica eccezione delle risorse destinate all’attività giovanile grazie all’impegno di SPH - e pertanto occorrerà operare sia incrementando i ricavi che razionalizzando i costi. La crisi strutturale che attanaglia lo sport extracalcistico italiano in generale ed il basket in particolare, impone capacità d’innovazione anche nella ricerca di sponsorship e di altri ricavi. Naturalmente una strategia dettagliata potrà essere definita solo dopo aver preso conoscenza dell’attuale situazione della PV in termini finanziari ed organizzativi, ma alcuni temi quali le lacune strutturali in termini di marketing/merchandising (negozio al palazzetto, corners in città ed altrove, collaborazioni con altre squadre e sponsor tecnici, etc.) sono già stati identificati.
La strategia sportiva sarà fondata sul riconoscimento della centralità di concetti semplici ed essenziali da realizzare entro il prossimo triennio: (i) il ritorno della PV ai vertici, lottando stabilmente per i primi 4 posti in campionato e partecipando alle coppe europee, (ii) la priorità dell’inserimento progressivo in squadra di 2-3 giocatori italiani con contratti pluriennali scelti per le loro qualità di leadership, che possano trasmettere lo spirito della PV e le regole comportamentali, in campo e fuori, agli altri giocatori (iii) un “approccio slavo” nell’inserimento in prima squadra di giovani talenti offrendo loro minuti, in ogni occasione e (iv) la rifondazione di un’attività giovanile oggi deficitaria per mezzi e risultati che dovrà invece diventare “un’eccellenza” in Europa, non solo in ambito sportivo.

Come già detto l’attività giovanile, malgrado le difficoltà economiche e legali per mantenere a Varese i giovani talenti, è un tema FONDAMENTALE nella nostra concezione dello sport e del futuro della PV, con obiettivi sportivi e sociali. Nel primo ciclo di formazione, vale a dire fino a 14-15 anni, tutti i giovani che desiderino giocare a basket a Varese dovranno averne la possibilità, allenandosi e giocando con la maglia della PV senza il timore di essere messi da parte. Unici requisiti saranno volontà e correttezza. Certo, l’attività giovanile dovrà permettere di scoprire e formare i talenti destinati alla prima squadra, ma altresì generare nei giovani e nelle loro famiglie un senso di appartenenza di cui beneficerà la PV (in termini di passione per il basket, merchandising e sponsor).
Con grande frustrazione ci rendiamo conto di non poter andare oltre nella nostra redazione senza troppo approfittare del Suo tempo, ma siamo sicuri che il Consorzio, sempre attento al bene della PV, esaminerà rapidamente il Progetto Varese e si esprimerà in merito prima di ipotecare le scelte gestionali per l’anno prossimo poiché cosi facendo comprometterebbe le fondamenta del Progetto stesso. Se poi il Consorzio decidesse di continuare da solo rifiutando le risorse manageriali e finanziarie addizionali che potremmo apportare, accetteremo senza polemiche la decisione ma i Consorziati avrebbero allora l’obbligo morale verso gli appassionati di basket varesini e la cittadinanza tutta di assicurare direttamente alla PV tali risorse addizionali.

La peggior cosa, in effetti, che potrebbe accadere al basket varesino è un arrocco ed un piccolo cabotaggio che umilierebbe la PV e la nostra Città.
RingraziandoLa ancora una volta per l’attenzione che Lei porta al Progetto Varese, contribuendo alla sua diffusione e comprensione, Le porgiamo i nostri distinti saluti. Gianfranco Ponti".