Stoudemire, l'uomo da 100 milioni di $

30.09.2010 14:27 di Matteo Marrello  articolo letto 1142 volte
Fonte: Corriere dello Sport
Amare Stoudemire
Amare Stoudemire

I programmi immediati di Amar'e Stoudemire? Riuscire ad andare allo stadio per vedere una partita del Milan e scoprire la famosa vita notturna milanese. Il primo difficilmente andrà in porto, almeno che sabato non si precipiti a Parma per l'anticipo; sul secondo non vogliamo sapere nulla... E' lui, Amar'e, l'uomo che pochi mesi fa ha firmato un contratto da 100 milioni di dollari in cinque anni, la stella ultraterrena dei New York Knicks che sbarcano oggi nella metropoli lombarda: qualche allenamento e poi domenica, al Forum, l'attesissima sfida che vedrà i grandi ex Gallinari e D'Antoni scaldare i motori contro l’Armani una delle più devastanti ali grandi della NBA (23,1 p. e 8,9 r. di media la passata stagione con Phoenix), Stoudemire non è ancora riuscito a togliersi dalla mente il viaggio fatto quattro anni fa in Italia con i Suns: un mini camp a Treviso seguito dall'amichevole contro la Lottomatica a Roma dove, entrando al Colosseo, «mi è immediatamente venuto in mente il fantastico film del Gladiatore». E poi è stato proprio nella Capitale che si è appassionato al calcio andando all'Olimpico. Da oggi scoprirà anche Milano, con Danilo Gallinari, per due anni re dell'Armani, guida speciale per tutti i Knicks, squadra profondamente rinnovata rispetto alla passata stagione e dunque in cerca di amalgama, dentro e fuori dal campo. Ai fortunati che hanno messo le mani sui biglietti (esauriti) per domenica, importerà poco: loro si "accontenteranno" di applaudire un club che è una leggenda del basket mondiale. Ma per Stoudemire e per il suo coach D'Antoni saranno proprio nelle giornate milanesi e poi in quelle parigine che nasceranno i nuovi Knicks. «A Milano saremo in... terra straniera, quindi dovremo per forza fare le cose assieme», il commento di mister 100 milioni, che a Parigi avrà invece come cicerone il francese Turiaf. Proprio per questo tutti, dal figlio del leggendario Pat Ewing, ingaggiato quest'anno, a Curry, Felton e Chandler, sono stati invitati a... guardarsi attorno e vivere Milano minuto per minuti. «Di sicuro non voglio vederli sempre seduti in albergo a guardare la tv e a mangiare in attesa della partita» ha detto D'Antoni, che sotto il Duomo ha vissuto, e vinto come pochi, dal 77 al '94.

COLOSSO - Intanto l'ex Arsenio Lupin ha già iniziato a fantasticare su quello che, atterrato a New York come una sorta di oggetto misterioso, rischia di diventare uno dei nuovi idoli dei fan dei Knicks dopo il trasferimento del guerriero David Lee a Golden State. Timofey Mozgov, centrane russo che non capisce quasi una parola di inglese, ma è talmente alto (2,13), grosso, forte e rapido da aver lasciato tutti a bocca aperta, coach e compagni compresi, nei pri mi allenamenti. Che riesca ad avere pochi o molti minuti, che si guadagni subito o solo tra un due stagioni un posto in quintetto, è un problema relativo. Oggi i Knicks di D'Antoni sono una formazione molto più atletica e giovane (24,6 anni di media) rispetto a quella delirante accozzaglia di giocatori vista lo scorso campionato, hanno acquistato un'anima europea con Turiaf e Mozgov a far compagnia a Gallinari e stavolta, con Stoudemire, possono finalmente pensare ai play off. Prima, naturalmente, faranno impazzire il Forum.

Andrea Barocci