SPECIALE FINAL EIGHT: Sassari, Meo Sacchetti: "Dimostreremo che ce la siamo meritata"

15.02.2012 00:01 di Luca Rosia  articolo letto 1644 volte
Romeo Sacchetti, coach Dinamo Sassari
Romeo Sacchetti, coach Dinamo Sassari

Sacchetti a Torino se lo ricordano tutti molto bene. Con la maglia dell'Auxilium in A1 ha vissuto cinque stagioni, le migliori della sua carriera, prima di trasferirsi nel 1984 a Varese, anche nell'area tecnica, davanti a quella stessa panchina, quando dal '96 al '98 decollò la sua carriera di allenatore. Meo a Torino ha lasciato il segno, e conta di fare altrettanto ora che alla guida di Sassari dal tunnel delle star farà ingresso sull'elegante parquet del PalaOlimpico, teatro delle SuesseGas Final Eight di Coppa Italia: “Ho ricordi bellissimi di una bellissima città - racconta ai microfoni di Radio Basket (www.radiobasket.net), la nuova web-radio dedicata alla palla a spicchi diretta da Dario Ronzulli -, ma dall'altra parte mi fa un po' piangere vedere che in città ci sono palazzetti vuoti messi lì ad aspettare i grandi eventi. Tutti sperano che una metropoli come Torino possa far bene al basket in generale, il problema è che la città ha la bocca buona e vuole una squadra che possa competere per qualcosa di importante. Lì nessuno si accontenta di una squadra che vivacchia a metà classifica: in passato l'abbiamo provato sulla nostra pelle. Torino è pronta per i grandi eventi, però deve poter contare anche su quei 4mila appassionati che può permettersi”.

Per il secondo anno consecutivo il biancoblu sassarese farà orgogliosa mostra di se sulla tavolozza del grande basket italiano, simbolo sportivo di identità e appartenenza nel quale la Sardegna intera ha dimostrato di riconoscersi appieno. Al giro di boa, l'ottavo posto figlio dei 16 punti in classifica ha condotto la Dinamo per la prima volta nella sua storia nelle Final Eight di Coppa Italia. Per Coach Sacchetti però non si tratta di un esordio: il tecnico barese ha avuto l'onore di trascinare Capo d'Orlando alle fasi finali del torneo nel 2008. Quello sì che è stato un debutto: “La prima volta è la prima volta - ha sottolineato -, però parliamo di situazioni molto simili: due squadre isolane che portano il movimento di tutta un'isola in una vetrina così importante. A Capo d'Orlando avevamo Pozzecco, oggi da mettere in mostra abbiamo i cugini Diener”.

Qualcuno la chiama l'isola del tesoro, terra di gente orgogliosa, testarda e, grazie a Sassari, anche vincente. L'orgoglio rossoblu è forte, sano e gradevole. Si è fatto sentire su tutti i campi della massima Serie, domenica ha lasciato il segno nella tana dell'Olimpia Milano e tornerà imperioso anche al PalaOlimpico, giovedì pomeriggio, nel tentativo di intimidire i verdebianchi mostri sacri di Siena: “Siamo tutti contenti di essere arrivati a questo punto, anche perchè dalla qualificazione abbiamo continuato su quella falsa riga portando a casa ancora un paio di vittorie. Sotto l'aspetto mentale stiamo molto bene, sotto l'aspetto fisico un po' meno, però sicuramente i ragazzi e la società ci tengono molto a dimostrare che se siamo arrivati qui è perchè ce lo siamo meritati. Incontrare Siena in un momento in cui anche in Europa sta dominando non sarà facile, però ce la giocheremo con molta leggerezza. Quando si scontrano due squadre con un livello così diverso - ha aggiunto Sacchetti - la squadra meno forte deve giocare al massimo delle sue potenzialità, sperando che gli avversari non facciano altrettanto. Lo sport in passato ha dimostrato che certe volte queste differenze possono anche non contare. Se parlassimo di playoff battere la Montepaschi sarebbe quasi impossibile, ma su una partita sola...”.