Signore e signori... La Serie A è partita!

08.10.2011 00:48 di Erika Gallizzi  articolo letto 1705 volte
Danilo Gallinari, uno dei protagonisti più attesi di questo avvio di campionato. Dall'Nba per la "sua" Milano
Danilo Gallinari, uno dei protagonisti più attesi di questo avvio di campionato. Dall'Nba per la "sua" Milano

Tenete allacciate le cinture di sicurezza perché la Serie A è partita! L’attesa è finita e si è arrivati alla “prima”. Il maggior campionato italiano, ma l’ultimo a sollevare il sipario sulla stagione agonistica, l’ultimo a far riascoltare dopo mesi il rumore dei palleggi e lo strusciare delle scarpe sul parquet ai propri tifosi ed appassionati.
E' iniziato ieri, con l’anticipo tra la Banca Tercas Teramo ed i Campioni d’Italia della Montepaschi Siena, trasmessa in diretta su La7 e chiusa con la vittoria della Montepaschi Siena per 75-67, dopo una gara in cui Teramo ha messo in grande difficoltà i biancoverdi di coach Pianigiani.

Una delle novità dell'anno è costituita proprio dalle tv. Non c’è più l’ottima Sky, cui va riconosciuto il merito di aver assicurato un servizio di alto livello al campionato, si è tornati ad affidarsi a “mamma Rai” per le dirette della domenica (iggii è in programma EA7-Emporio Armani Milano – Cimberio Varese alle ore 20:30)  ed alla “new entry” La7, che proporrà settimanalmente un anticipo al sabato, alle ore 18:00. Inoltre tutte le società hanno avuto la possibilità di scegliere un’emittente televisiva locale cui affidare le dirette delle proprie trasferte, naturalmente fatte salve quelle trasmesse da RaiSport e La7.
Insomma, una prima novità è stata questa. Poi c’è quella, recentissima, del campionato allargato a 17 squadre (quindi con l’introduzione di due turni di riposo per team, tra andata e ritorno), per via dell’ammissione della Reyer Venezia, grazie all’Alta Corte del Coni, che ha ne legittimato le ragioni in merito al ricorso avverso i termini scaduti per il pagamento della wild card effettuato da Teramo. Ne abbiamo parlato abbondantemente e non ci torniamo su, ormai si deve pensare al basket vero, quello fatto di sudore, fatica, gioia, emozioni e sofferenze, che ha visto ieri pomeriggio la sua prima palla a due.
E allora parliamo dei protagonisti, anzi delle protagoniste di questa avventura, targata 2011/12.

La Montepaschi Siena, Campione d’Italia in carica, si presenta ai nastri di partenza sempre forte di un roster attrezzatissimo e di grande qualità, che vuole centrare l’impresa che mai nessuno ha centrato: vincere lo scudetto sei volte di fila. E ha dalla sua l’esperienza, un gruppo rodato, avendo cambiato qualcosa, sì, ma non tanto. Avrà più spazio Pietro Aradori, mentre il volto nuovo è l’ala Da Juan Summers, ala forte che può spostarsi anche in ala piccola, proveniente da Detroit con un contratto che prevede l’escape Nba, mentre è “quasi nuovo” David Andersen, visto che aveva già giocato a Siena nella stagione 2003/04. Per Siena gli stranieri sono in tutto sette, per cui da far ruotare da campionato ed Eurolega.

Attenzione però, perché quest’anno del filo da torcere a Siena potrà darlo seriamente l’EA7-Emporio Armani Milano. C’è stato un breve periodo del mercato in cui le due squadre hanno dato vita ad un “botta e risposta” entusiasmante di colpi di mercato. Ma Milano è andata oltre, cambiando di più e costruendo davvero uno squadrone. Panchina affidata al carismatico Sergio Scariolo in arrivo dalla Spagna, che oggettivamente ha ben poco bisogno di presentazioni. Poi Cook, Nicholas, Fotsis, Bourousis, l’ex Siena Hairston, Radosevic e dulcis in fundo il “Gallo” Danilo Gallinari, quest’ultimo finchè chiusura di lock-out non li separi. Il meglio per ogni ruolo. Insomma, stavolta c’è proprio tutto per essere competitivi anche in Eurolega. La regina del mercato è stata indubbiamente lei e sulla carta è anche la squadra più forte del campionato. Ma deve crescere insieme. E’ questo che ha in meno di Siena, l’affiatamento del gruppo, che essendo nuovo deve trovare il passo giusto. Non dovrebbe essere, comunque, un grosso problema.

Poi ci sono i vice-Campioni d’Italia della Bennet Cantù, un gradino sotto. Cantù ha dato un po’ più profondità al roster per poter fronteggiare anche gli impegni di Eurolega ed ha aggiunto fisicità. Un primo passo indietro lo ha già fatto, rispetto alla campagna acquisti, dichiarandosi non soddisfatta di Parakhouski. Si attende il sostituto, che potrebbe essere Giorgi Shermadini non appena questi si libererà del contratto che lo lega al Panathinaikos. Coach Trinchieri ha scelto di riportare in Italia Gianluca Basile ed i suoi “tiri ignoranti” e dato un’importante chance ad Andrea Cinciarini, ma l’uomo più atteso è la guardia David Lighty, rookie proveniente da Ohio State. Per lui l’impatto è stato duro già nel precampionato, ma il primo periodo di impegni ufficiali sarà determinante per il suo definitivo inserimento ed adattamento.

Se queste tre sono le squadre sulle quali è più facile fare pronostici, magari distanziandole dalle altre, poi c’è un gruppo sufficientemente folto che “dichiara guerra”.

La Scavolini Siviglia Pesaro si è resa protagonista di un’ottima campagna acquisti e se i punti in campionato arrivassero automaticamente per quello, sicuramente si troverebbe ben in alto in classifica. James White, Jumaine Jones e Ricky Hickman (messosi in luce l’anno scorso nell’annata trionfale di Legadue di Casale Monferrato, chiusa come mvp del campionato) sono i tre statunitensi proposti da coach Dalmonte, a cui si aggiunge Daniele Cavaliero, altro nuovo elemento. Attenzione, grande impatto atletico e talento, ma non è una squadra facile da “addomesticare” e potrebbe faticare a trovare gli equilibri. Se li troverà, e nel giusto tempo, dirà certamente la sua. Per ora dovrà rinunciare per qualche partita a James “The Flight” White, miglior marcatore del campionato scorso con la maglia di Sassari, per via di una distorsione ad un ginocchio con interessamento dei legamenti.

C’è la Banca Tercas Teramo che, tra rischio di essere sommersa dai debiti, wild card e cambio di dirigenza, zitta zitta ha allestito un buonissimo roster, la cui guida dalla panchina è sempre affidata a coach Ramagli e quella in campo, invece, al sublime Dee Brown, playmakerino effervescente e dalla mano calda, già visto in Italia con la maglia di Avellino. Ci sono stati tre graditi ritorni: Brandon Brown, Valerio Amoroso e Bruno Cerella, mentre altri importanti acquisti sono stati quelli dell’ala piccola montenegrina Milos Borisov (ottimo acquisto), del pivot proveniente dal Maccabi Yaniv Green e della guardia Trey Johnson (ha giocato a Biella nell’ultima parte del campionato di due anni fa), che ha saltato la preparazione per colpa di un infortunio e non sarà pronto per l’inizio del torneo. Per far fronte alla sua defezione, però, Teramo è corsa ai ripari firmando un contratto a gettone a Brad Wanamaker, che aveva svolto parte del precampionato a Varese.

Altre buone squadre sono Biella e Sassari.

L’Angelico ha impressionato in precampionato in particolare con la coppia formata dal playmaker Jacob Pullen e la Aubrey Coleman, quest’ultimo gradita conferma rispetto alla passata stagione. Ha portato in Italia il giovane talento greco Chrisykopoulos, ora in ripresa da un infortunio occorsogli durante gli Europei Under20 di giugno ed il serbo Tadija Dragicevic. Chi, invece, in Italia è già noto è il pivot Albert Miralles per aver giocato anni fa a Bologna (sponda Virtus), Rimini e Roseto. Proprio Miralles è uno degli elementi più esperti di un roster “di belle speranze”. Biella non fa proclami e parte sapendo di dover, come sempre, soffrire, ma se ingrana, con freschezza e “faccia tosta” dalla sua, può essere una mina vagante.

La Dinamo Sassari ha finalmente un primo sponsor, lo storico Banco di Sardegna (ma anche tanti altri importantissimi partner), ha effettuato un “ribaltone” tra la dirigenza, ha un nuovo presidente e vuole divertirsi anche quest’anno. Dopo il sesto posto dell’anno scorso ci vuole cautela, sarebbe facile lasciarsi andare agli entusiasmi, ma il confermatissimo (e blindato fino al 2014) coach Meo Sacchetti lo sa bene e tiene un profilo basso. Profilo basso, però, fino ad un certo punto, perché è vero che si cerca prima di tutto la salvezza, ma sotto sotto (e nemmeno tanto) si vuole fare qualcosa di più. Lo suggerisce anche il roster allestito, che magari potrà anche essere meno spettacolare rispetto a quello della passata stagione, ma è senz’altro più equilibrato e più votato alla fase difensiva, di cui ha dato buoni saggi già in precampionato. Confermati praticamente tutti gli italiani (ad eccezione di Cittadini), il primo colpo è stata la conferma di Travis Diener, o “Aladiener” come ormai è soprannominato, che ha portato con sé il cugino Drake, giocatore di una concretezza encomiabile. Poi ci sono i volti nuovi di Quinton Hosley, un “mastino” con un bagaglio di esperienza anche di Eurolega ed il rookie Keith “Kito” Benson, che in NCAA ha fatto registrare cifre monstre, ma che in Italia, per ora, resta un’incognita e ha mostrato difficoltà di adattamento. L’altra conferma voluta e cercata strenuamente è stata quella di Vanja Plisnic, l’ala forte che l’anno scorso ha fatto cambiare volto alla squadra di coach Sacchetti, mentre sempre nel settore lunghi è arrivato il giovane Nika Metreveli, in prestito dalla Mens Sana Siena.

Un altro assortito gruppo di squadre è formato da Bologna, Montegranaro, Roma, Varese e Treviso.

Partiamo dall’ultima citata, la Benetton, che qualche dubbio, durante il precampionato, lo ha fatto venire, anche perché non bisogna dimenticare che ha rinunciato a Motiejunas. Affidata la guida a Sasha Djordjevic, Treviso ha messo sotto contratto due americani che potrebbero volatilizzarsi alla fine del lock-out: E’Twuan Moore e Jeff Adrien. Dopo la rinuncia a Motiejunas, invece, ha acquistato Brian Scalabrine, per il quale attende il passaporto italiano. Acquistato anche Sani Bercirovic (per la gioia del patron della Virtus Claudio Sabatini…) e punta sempre sul suo gioiello diciannovenne Alessandro Gentile, mentre ha affidato la cabina di regia all’israeliano Gal Mekel.

La Virtus Bologna non si sa bene ancora che volto definitivo avrà. L’affaire-Bryant ha catalizzato tutte le attenzioni e della squadra, alla fin fine non se n’è più parlato. Ma Bryant non c’è e sicuramente non ci sarà, nemmeno per poche partite, per cui… Chi è la Virtus? Una squadra costruita in tempi biblici, guidata in panca da coach Finelli ed in campo alla regia di quello che è stato il “botto” del mercato bolognese: “T-Mac” Terrel McIntyre, a cui vengono affiancati gli altri due playmaker Poeta e Koponen. L’altro acquisto, il più recente, è stato quello di Chris Douglas-Roberts, proveniente da Milwakee, mentre quasi in apertura di mercato c’era stata la firma dell’ala-pivot Angelo Gigli, arrivato dalla Virtus Roma. Oggettivamente non sembra uno squadrone e probabilmente ha qualche carenza sotto canestro. Ma lasciando stare la questione-Bryant potrebbe anche tornare sul mercato…

La Sutor Montegranaro ha fatto una buona campagna acquisti ed è stata anche molto sfortunata per la perdita dell’ex Biella Edgar Sosa, che starà fermo per lungo tempo per un bruttissimo infortunio ad una gamba. Così la Sutor è stata costretta a tornare sul mercato in extremis tesserando l’ex Teramo, nonché terzo miglior marcatore dello scorso campionato, Ivan Zoroski. Gli acquisti di quest’estate sono stati tanti: dal playmaker Fabio Di Bella alla guardia Jerel McNeal proveniente dalla D-League, dai lunghi Dejan Ivanov e Greg Brunner ad uno degli ultimi “spari” della dirigenza, la guardia-ala Coby Karl, che lo scorso anno aveva giocato gli ultimi scampoli di stagione con la maglia dell’Armani Jeans Milano. Poi ancora il pari ruolo di Karl Tariq Kirksay ed il “5” proveniente da Treviso Sandro Nicevic. Insomma, una squadra praticamente rifondata e che ha anche una nuova “casa” in cui disputare le gare interne: il PalaRossini di Ancona.

La Virtus Roma ha trascorso un’estate senza infamia e senza lode. Dopo le cocenti delusioni dello scorso anno, il caldo estivo ha portato con sé tanti silenzi provenienti da Roma. Budget limitato ed ambizioni societarie evidentemente ridimensionate. E chi se non coach Lino Lardo poteva accettare una sfida così difficile? La squadra ha elementi di qualità, ma si presenta un po’ corta. C’è però da dire che c’è ancora la possibilità di inserire un extracomunitario. Il ruolo di leader spetta a Clay Tucker, guardia statunitense che l’anno scorso giocava al Real Madrid ed elemento certamente pregiato. La regia è affidata a Nemanja Gordic ed Antony Maestranzi (con lo status di italiano), messo sotto contratto da Siena e poi girato in prestito. Gli altri esterni sono i confermati Datome e Djedovic, mentre a dare man forte a Crosariol e Dasic sotto le plance è arrivato Uros Slokar dal Manresa (Spagna).

Un’altra squadra che, seppure non avendo potuto alzare il budget, non lo ha nemmeno sollevato è la Cimberio Varese, che è comunque riuscita ad allestire un roster interessante, nonostante qualche “contrattempo” in fase di firma (per esempio il caso di Drake Diener, vicinissimo ad apporre la firma sul contratto, salvo poi farlo su quello propostogli dalla Dinamo Sassari del cugino Travis… ma al cuor non si comanda!). Questi gli acquisti: Jestin Hurtt da Tulsa University come guardia, l’ala Yakhouba Diawara da Brindisi, l’ala-pivot Luca Garri da Caserta, più Davide Reati e Gabriele Ganeto, rispettivamente da Treviglio (la ex A dilettanti) e Milano, che saranno in grado di dare subito una mano, ma che sono importanti anche in chiave futura. Peraltro Gabriele Ganeto un po’ di esperienza nel professionismo già la ha. E’ rimasto Kristjan Kangur, o meglio: inizialmente aveva rifiutato il contratto proposto da Varese per seguire le ambizioni e firmare a Siena, salvo poi capire che a Siena, ancora, non c’era posto per lui. Eccolo girato dunque in prestito alla Cimberio. Si attende l’esplosione di Hurtt, che in precampionato è apparso “timido” e si punta sulla coppia di “mezzi lunghi” Diawara-Kangur. Come centri, invece, ecco i confermati Janar Talts e Diego Fajardo.

Un grosso punto di domanda resta sulla Sidigas Avellino. Dopo l’ottimo campionato dello scorso anno, funestato però anche dai gravi problemi societari e da tanti stipendi il cui pagamento è stato prorogato a lungo, c’è da vedere se la nuova società si stabilizzerà. L’anno non è iniziato bene. Durante la preparazione estiva si è assistito agli “scioperi” di Marques Green e Linton Johnson per non aver ancora ricevuto stipendi arretrati, così come ai mugugni a distanza (era agli Europei) di Szewczyk, che infatti recentemente ha preso armi e bagagli e si è trasferito a Venezia. Due innesti sono stati fatti all’ultima ora: il playmaker da panchina, classe ’86, Maurizio Ferrara ed il lungo Jurica Golemac, vecchia conoscenza della Virtus Roma, che lo scorso anno giocava in Lega Adriatica con lo Zadar. Sono rimaste le guardie Taquan Dean, Dimitri Lauwers ed Alessandro Infanti, così come il playmaker Valerio Spinelli e il pivot Chevon Troutman. Dalla Virtus Bologna, in prestito, è arrivata l’ala piccola Viktor Gaddefors e da Latina (A dilettanti) il pivot Mattia Soloperto. Situazione a rischio, anche perché i miracoli si fanno una volta sola, ripeterli è difficile, ma speriamo di essere smentiti e che, soprattutto, in casa Scandone si sistemi tutto a livello societario.

Concludiamo con la neo-promossa Casale Monferrato, la più recente “promossa” Reyer Venezia e la coppia Pepsi CasertaVanoli Cremona.

La Novipiù Casale Monferrato vive finalmente il suo sogno della Serie A. L’entusiasmo è alle stelle. Squadra affidata sempre a coach Marco Crespi, che si affida al gruppo di italiani ben rodato in Legadue, a cui si sono aggiunti americani giovani e di talento. La coppia Temple-Dunigan è chiamata a far sognare i tifosi piemontesi, con Temple e la sua esperienza in Nba a fare da leader. Il primo acquisto estivo di Casale è stato Joe Trapani, ala che nel frattempo ha ottenuto anche il passaporto italiano. I confermati sono Teo Malaventura, Oluoma Nnamaka, Stefano Gentile (che starà fermo per un po’ per un infortunio ad una caviglia, con interessamento dei legamenti), Simone Pierich, Giancarlo Ferrero e David Chiotti. Ci sarà da soffrire, ma la Junior potrebbe essere una sorpresa.

E ci sarà da soffrire, presumibilmente, anche per Pepsi Caserta e Vanoli Cremona. Caserta ha dovuto fare di necessità virtù con un budget limitato di parecchio, ha visto calare drasticamente il numero degli abbonati e lotta per garantire la sopravvivenza della società e della squadra. Da questo, dopo l’annata scorsa deludente, è nato un roster infarcito di novità e con il solo Doornekamp confermato. Ci si attende molto dal playmaker Andre Collins, arrivato da Pesaro e soprattutto dall’ala forte Andre Smith, proveniente dal turco Karsiyaka, che in precampionato non ha convinto appieno, soprattutto nell’ultimo torneo disputato dai bianconeri lo scorso weekend. Da Varese è arrivata la guardia-ala Alex Righetti, una delle note più liete del “basket d’estate” all’ombra della Reggia, mentre dal Liegi è approdato in maglia Juve il pivot croato Andrjia Stipanovic. Gli altri volti nuovi sono quelli del play italo-argentino Diego Ciorciari, della guardia ex Brindisi Giuliano Maresca e del pivot macedone, ex Teramo, Kevin Fletcher. In panchina siede sempre Pino Sacripanti, che quest’anno ha coperto anche il ruolo di general manager. Obiettivo: la salvezza, sul campo ed in generale.

La Vanoli Cremona ha svolto un pre-campionato strano. E’ stata la prima a radunarsi e ad iniziare a lavorare, ma ancora a fine preparazione è apparsa imballata, poco fluida e costante, è anche vero però che ha dovuto attendere a lungo il rientro dagli Europei di Tabu e Bavic, ovvero l’importante asse play-pivot titolare. Grazie al lock-out statunitense ha pescato Von Wafer dalla Nba (Boston), ma sembra ancora troppo legata alle sue lune, cosa non troppo positiva, anche perché l’atleta ha sul contratto una clausola di escape a fine lock-out, in caso di garantito. In posizione di play ci sono Jonathan Tabu, arrivato in prestito da Cantù ed il ventitreenne Lorenzo D’Ercole, quindi il ruolo non è rivestito di particolare esperienza. Come cambio di Von Wafer, invece, c’è il confermato Andrea Cinciarini. L’altro americano è Brandon Thomas, guardia-ala classe ’84 arrivata dal campionato tedesco. Sotto canestro l’addizione è stata solo una: il bosniaco proveniente dall’Aris Thessaloniki (Grecia) Edin Bavcic, che aveva iniziato lo scorso campionato nell’Enel Brindisi. Confermati Milic, Perkovic ed Antonelli.

Ultima, ma solo perché si è aggiunta al campionato “in ritardo”, l’Umana Reyer Venezia. Aveva il roster pronto per la Legadue, categoria che voleva vincere e nella quale aveva gli onori dei pronostici, negli ultimi giorni ha dovuto aggiungere pedine per trasformare la squadra in una squadra da Serie A Ed ecco che sono arrivati, allora, la guardia Tim Bowers da Caserta e Szymon Szewczyk, di cui abbiamo già parlato “tra le righe” di quella che è stata la sua squadra fino a pochi giorni fa, Avellino. Dopo 17 anni di attesa la piazza veneziana può finalmente godersi la Serie A, anche se è arrivata in modo “anomalo” e soprattutto la società ha dovuto fare tutto in fretta e furia. E non è detto che non ci siano altre correzioni in corsa. Al roster, soprattutto nel “pacchetto italiani” manca esperienza, per cui anche i giocatori dovranno “correre” per calarsi al più presto nella nuova realtà. Interessante vedere KeeKee Clark in Serie A.

Il programma di oggi:
Banca Tercas Teramo – Montepaschi Siena (ore 18:00, diretta su La7)

Il programma di domani (ore 18:15):
Dinamo Banco di Sardegna Sassari – Novipiù Casale Monferrato
Canadian Sola Bologna – Virtus Roma
Pepsi Caserta – Benetton Treviso
Vanoli Cremona – Bennet Cantù
Fabi Shoes Montegranaro – Sidigas Avellino
Angelico Biella – Scavolini Siviglia Pesaro
EA7-Emporio Armani Milano – Cimberio Varese (ore 20:30, diretta RaiSport 1)

Riposa: Umana Reyer Venezia