Revoca o non revoca? Questo è il dilemma del basket italiano sulla vicenda Mens Sana Basket

sei scudetti, Coppe Italia, Supercoppe italiane: in ballo una fetta importante di storia del basket tricolore
12.01.2016 12:28 di Umberto De Santis Twitter:   articolo letto 977 volte
Revoca o non revoca? Questo è il dilemma del basket italiano sulla vicenda Mens Sana Basket

La trasmissione di alcuni atti dell’inchiesta TimeOut a fine dicembre dalla Procura di Siena alla Procura Federale della FIP ha riacceso l’interesse verso le vicende della fallita Mens Sana Basket. In realtà finora sono arrivate poche pagine che riguardano la posizione dell’allenatore Simone Pianigiani e del giocatore Bootsy Thornton; per la parte più corposa si presume che sarà inoltrata a fine mese insieme alla conclusione delle indagini che si preannunciano succulente perché pare gli indagati siano passati da sette a quasi una cinquantina.

Pianigiani e Thornton. Sono usciti entrambi dalla parte penale della vicenda ma non da quella amministrativa, tanto che risulta che il coach senese abbia pagato quanto dovuto all’Agenzia delle Entrate per i versamenti a nero ricevuti. Questo in virtù di una recente legge che ha elevato a 150.000 euro l’importo minimo di evasione che configura il reato penale. Ma il reato rimane per la parte civile quindi è stato confermato. Secondo Mario Canfora della Gazzetta dello Sport sul piano sportivo la Procura Federale potrebbe contestare a Pianigiani la violazione dei principi di lealtà e correttezza, che all’articolo 39 del Regolamento di Giustizia Fip prevede "l’inibizione da tre mesi a tre anni a chiunque, violando i principi di lealtà e correttezza, con azioni od omissioni volontarie, dirette o mediate, violi qualsiasi disposizione regolamentare non diversamente sanzionata. In caso di desistenza volontaria, la sanzione è ridotta della metà. Nel caso in cui l’azione o omissione sia diretta a conseguire un illecito vantaggio la sanzione è aumentata". Giusta teoria sempre che dalle indagini risulti che l’illecito consumato sia servito ad ottenere vantaggi sportivi a scapito degli avversari, il che è tutto da verificare. La disponibilità economica della società risulta essere stata per molti anni doppia rispetto a quella della seconda in classifica, almeno da come risulta nei bilanci.

Revoca scudetti. Per ottenere la revoca degli scudetti occorre dimostrare che la Mens Sana Basket Spa abbia fatto delle azioni illecite per conseguire il risultato sportivo, come potrebbe essere con il pagamento a nero di giocatori che altrimenti per limitazioni di budget Siena non si sarebbe potuta permettere. La certezza di ciò potrà venire solo dall’esito di un processo giudiziario che ancora non è cominciato e che deve ricostruire l’esatto percorso che il denaro, che ovviamente lo sponsor Banca Monte dei Paschi di Siena non poteva altro che concedere con regolare fatturazione, avrebbe fatto per diventare “nero” e come in seconda battuta distribuito. Di solito è il contrario, ma così sta la faccenda. Per quello che si può ipotizzare, in questo percorso di lavaggio di denaro la Procura del Tribunale di Siena potrebbe contestare una associazione a delinquere se non fosse stato utilizzato solo per pagare i giocatori, che potrebbero rivelarsi essere un paravento formale per nascondere altri tipi di operazioni. Potrebbe non esserci stato alcun illecito sportivo, se non contestare a vari giocatori la stessa violazione che oggi si vorrebbe contestare a Pianigiani e che non implica la revoca degli scudetti. La FIP ha dimostrato più volte che in certi argomenti che toccano pesanti considerazioni legali ci va con i piedi di piombo, quindi prima di cancellare sei anni di storia della pallacanestro italiana ci penserà su bene. Anche perché, avendo il nostro campionato stagione regolare e playoff, lo scudetto non può essere assegnato alla seconda in classifica. E un buco così vistoso nell’albo d’oro sarebbe un buco vergognoso per una Federazione che non controllava bene le società affiliate.

Minucci, Rimini e la cessione del marchio. I molti dubbi che abbiamo espresso derivano dalla mancata conoscenza del bilancio della stagione 2012-13, quella dello scudetto di Luca Banchi. Questo bilancio non ha mai visto la luce mentre le ispezioni della Guardia di Finanza agivano nella sede della società. Diverse assemblee non l’hanno approvato, fino a febbraio 2014 quando fu nominato un curatore nella persona di Egidio Bianchi. Lì dentro c’erano le destinazioni delle partite contabili che avrebbero dato spiegazione dell’uso dei soldi provenienti dalla valorizzazione del marchio del marzo 2012, ottenuta mediante una complessa manovra finanziaria sull’asse Siena-Rimini e benedetta, anche senza garanzie, dall’allora presidente di MPS Giuseppe Mussari e dal nuovo Direttore Generale Fabrizio Viola. Le ricostruzioni della Guardia di Finanza dovrebbero farci sapere se gli otto milioni di cui si parla siano andati a rafforzare la squadra o abbiano preso altre strade. Ovviamente la difesa di Ferdinando Minucci punterà sulla tesi del rafforzamento, in quanto diluirebbe le responsabilità personali dell’ex presidente. Ma se la tesi dovesse vincere in tribunale la revoca degli scudetti sarebbe certa e indiscutibile.

Ma ciò contrasta con quanto dichiarato più volte dallo stesso Minucci. Prima per la formazione guidata da Luca Banchi, poi per quella guidata da Marco Crespi lamentò sostanziosi cali di budget  addirittura arrivando a dire che il roster 2013-14 aveva un budget che non superava i 2,4 milioni di euro, al di sotto di almeno la metà delle formazioni di serie A di quell’anno. Materia estremamente intricata, come si può ben leggere. Quindi è bene attendere le carte processuali per capirne di più, e la revoca degli scudetti è ancora lunga da venir discussa. Rimane una piccola considerazione da fare. Il campionato 2010-11 fu vinto dalla Montepaschi Mens Sana Basket superando in finale la Bennet Pallacanestro Cantù per 4-1. Quella stagione la società toscana mise a bilancio ricavi per 20.466.171 euro. La società brianzola ci arrivò con ricavi per 7,8, poco più di un terzo. Ci risulta difficile, con questi dati, immaginare che il “nero” possa aver dato un qualsivoglia contributo alle fortune della Mens Sana.