QUALITA' O POLITICA ?

25.11.2009 09:54 di Julia Kern  articolo letto 553 volte
Fonte: Sandro Spinetti opinionista di Pianetabasket

Con l'esonero di Carlo Recalcati da CT della Nazionale, perchè sostanzialmente si tratta di un esonero prima della scadenza del contratto (2010), si è aperta una nuova querelle nella Pallacanestro Italiana. Leggiamo che il "matrimonio" si è sciolto sulla base del 70% del compenso contrattuale ed è terminato con qualche punta di acredine che non conclude bene un ciclo comunque arricchito da 2 importanti medaglie (bronzo europeo ed argento olimpico). La fine del ciclo era nell'aria, ma, come sempre avviene alle nostre latitudini, le anticipazioni sui possibili successori e gli immediati appetiti che questo ha suscitato, ha posto in secondo piano le scelte di ordine tecnico e rinviato le necessarie riflessioni sulla qualità del nostro basket. Ho visto proprio ieri Brindisi-Udine di Lega 2 e mi sono posto una domanda : abbiamo proprio bisogno di questi stranieri e di come giocano o vanno fatti giocare ? La Federazione, il Presidente Meneghin ed il Consiglio Federale hanno tutto il diritto di assumere le decisioni che ritengono più utili, ma hanno anche il dovere di dire al Mondo dei 2 Canestri con quale indirizzo tecnico, con quale obiettivi e con quali mezzi si intende rilanciare la nostra bistrattata Pallacanestro. Recalcati aveva chiuso un ciclo con l'eliminazione dagli Europei, ma poteva essere indirizzato a Capo del Settore Giovanile della stessa Federazione, con un contratto biennale nel quale recuperare quello ancora vigente e con un preciso mandato volto ad una migliore crescita tecnica dei nostri giovani. Quanto alla scelta del nuovo CT, mi lascia perplesso la condivisibile analisi di Franco Montorro che termina riproponendo i 2 nomi ( Repesa e Pianigiani ) emersi all'indomani delle prime indiscrezione sul turn-over alla guida della Nazionale : va bene qualunque nome, non va bene come è interpretato questo sport. Purtroppo anche la nostra Nazionale non ha bisogno solo di un CT che sappia gestire il Gruppo, organizzare gli allenamenti o fari i cambi durante una partita. Qui c'è bisogno di un Tecnico che torni ad insegnare, a correggere ed a gestire tatticamente una gara, facendo qualcosa di più del pick and roll e del penetra e scarica e liberare anche la Nazionale dall'attuale omologazione cestistica. La Spagna, quella Olimpica, è l'esempio da seguire all'inizio, ma subito dopo si deve trovare la formula ed il sistema per esprimere una pallacanestro di scuola italiana, nella quale la fantasia, la varietà di soluzioni offensive e difensive, accompagnate dal massimo impegno, siano le qualità e le armi da mettere in campo. Il CT dovrebbe avere od aver mostrato, di possedere queste conoscenze, e tali caratteristiche tecniche, per divenire anche un esempio ed un punto di riferimento per tutto il Movimento. la Nazionale non è un Corpo a se stante, ma la sintesi finale dei valori espressi dalla nostro basket e solo migliorando tutta la filiera si possono raggiungere i risultati azzurri che tutti attendiamo. Voglio quindi sperare che la scelta del CT non sia dettata da logiche politiche, da interessi di parte, da candidature sponsorizzate, ma da una ponderata analisi che tenga conto delle numerose carenze tecniche messe a nudo dalla fredda estate della nostra Nazionale. Il Nuovo CT deve rispondere a tutto questo e la Pallacanestro Italiana deve rimboccarsi le maniche, fare un bagno di umiltà, leggere meno libri e provare e riprovare sul campo anche i più piccoli movimenti, per tornare a produrre più...... capaci ruspanti.