Post-Olimpiadi di Rio 2016: NBAers troppo forti, ma FIBAers troppo indietro...

23.08.2016 13:33 di Davide Trebbi Twitter:   articolo letto 595 volte
Post-Olimpiadi di Rio 2016: NBAers troppo forti, ma FIBAers troppo indietro...

Olimpiadi di Rio conclusa. Stati Uniti ancora medaglia d'oro. Terza medaglia d'Oro di fila da Pechino 2008. Merito senza dubbio di coach Mike Krzyzewski e della sua disciplina da college/club portata in un gruppo di viziati e vanitosi post Dream Team.
Dopo l' enorme fallimento ai campionati Campionati del Mondo a Indianapolis nel 2002 e alle Olimpiadi di Atene nel 2004, con "solo" il bronzo e la nostra Nazionale sopra a loro con l'argento, era tempo di cambiare e con Jerry Colangelo nuovo presidente,  misero al timone uno di quei giovani assistenti che furono presenti a dirigere la squadra più forte di sempre: la selezione americana per le Olimpiadi Barcellona  1992.
Squadra più attenta ai propri avversari e molto più fisica delle sfortunate precedenti edizioni, pronti a sacrificarsi tra loro. 
Ma gli avversari? Sicuramente la crescita esponenziale del modello NBA non ha aiutato la Fiba a crescere, sprofondando con poche nuove regole e molto discusse.
In più c'è la massiccia crescita del giovane europeo che passa in NBA o NCAA, calando di gran lunga il livello di competitiva. 
Campi più grandi, più minuti di gioco nelle loro numerosissime partite hanno di fatto aiutato la nazionale statunitense e l'unica che ha sorpreso tutti in questo torneo olimpico è proprio l'Australia che gioca con tanti giocatori NBA e le stesse regole nel loro campionato nazionale. 
Eurolega sta cercando di avvicinarsi al numero di partite nel campionato più famoso del mondo, ma deve fare i conti con una federazione mondiale più attenta alle questioni economiche politiche che sportive.
L' interesse dopo 16 anni alle competizioni di club da parte della Fiba è un chiaro segnale dello scarso appeal che le competizioni continentali mondiali scaturiscono con risultati ormai scontati che non fanno crescere un prodotto.
Concentrarsi nel professionismo con regole più omogenee alla NBA non è un segnale di resa, ma di miglioramento della competivita mondiale dell'intero movimento.
Non la Fiba Champions League!