Poeta, parole al miele per la EA7: «Andrà alle final four. In Italia è la nuova Siena»

Il playmaker del Laboral Kutxa Vitoria vede nell'Olimpia Milano una avversaria tosta per chiunque
13.03.2014 12:33 di Matteo Marrello Twitter:   articolo letto 942 volte
Peppe Poeta
Peppe Poeta

Un problema agli adduttori lo ha costretto a fermarsi per un paio di settimane. Ora è pronto a tornare in campo da protagonista sfidando già da questa sera, palla a due alle 21.00, l’Olimpia Milano. Parliamo di Peppe Poeta che ha confidato a Mario Canfora della Gazzetta dello Sport i propri presentimenti sul cammino di Milano in Italia e in Europa da osservatore “esterno”.

 

Queste in sintesi le parole del play ex Veroli, Teramo e Virtus Bologna:

 

«Sono tornato venerdì in tempo per andare a vincere ad Atene sul campo del Panathinaikos e consegnare a Milano l'ingresso alle Final Four di Eurolega. Credo proprio che arriveranno secondi nel nostro girone, quindi con la strada spinata verso le Final Four. Spero che accada, il basket italiano ha bisogno di riaccendersi, e solo portando le squadre a giocarsi qualcosa di serio si potrà dare un po' di smalto a tutto l'ambiente».

 

Questa sera vince….? «Noi proveremo a fermarli ma in questo momento Milano è, con il Real Madrid, la squadra più in forma d'Europa. Anzi, la loro fisicità, soprattutto da parte degli esterni, forse non la hanno neppure i madrileni. Difendono come matti, hanno uno come Langford che segna sempre. Vedrete che anche per Cska Mosca, Barcellona e lo stesso Real, non sarà mai semplice venire a capo di Milano. Sono destinati ad avere una competitività europea molto alta, è evidente».

 

Milano, la nuova Siena «Nel campionato italiano vinceranno lo scudetto a mani basse. Sono a undici vittorie di fila in campionato, "rischiano" di non perderne neppure una fino a fine stagione. Oppure al massimo solo un paio in trasferta tra semifinale e finale. Così, giusto per tirare un po' il fiato. Milano è la nuova Siena».

 

L’ambientamento a Vitoria e in ACB «Vitoria come bellezza non è al livello delle altre città spagnole, ma... si mangia molto bene. Parlando del campo, sono contento perché Scariolo mi ha dato un ruolo ben definito: sono il cambio del francese Heurtel, uno che dominerà nel ruolo di play nei prossimi anni. Sergio mi fa giocare 10-15 minuti a gara, si fida. Il livello del campionato non è tanto più alto rispetto al nostro, ma è tutto organizzato in una maniera che noi neppure ci sogniamo. Gli spagnoli sono bravissimi a vendere il loro prodotto, è impressionante l'impatto che hanno sulla nazione. Basta mettere a confronto i dati sullo share televisivo nelle ultime coppe nazionali: 0,50% per la Coppa Italia, 14% per la Coppa del Re... E poi, qui i palazzetti sono sempre pieni, per non dire della fruibilità».

 

Il compagno Odom «Un grande, è venuto con l'umiltà di uno sconosciuto. È stato trattato da re, come è giusto che sia per quello che ha fatto nella Nba. Non è mai mancato a una cena, non ha voluto la villa ma una suite in un hotel. Veniva da dieci mesi di inattività e quindi con i nostri ritmi di due gare a settimana si è trovato a lavorare in maniera intensa, mettendo a dura prova la schiena. Avrà due visite dai suoi specialisti a New York e Los Angeles, se non dovrà restare fermo per un mese sono convinto che tornerà».

 

Il futuro «Mi piacerebbe restare in Europa per un altro anno, ma è ancora presto per parlare di queste cose»