Perché Milano può far Malik a Siena

02.03.2012 13:35 di Julia Kern  articolo letto 671 volte
Perché Milano può far Malik a Siena

Questa volta l' EA7 Emporio Armani può per davvero sbancare Siena dopo tanti anni di sonore sconfitte. Può fargli Malik proprio con l'ex Hairston pericolo numero uno e difficile da marcare per i campioni d' Italia. La squadra di Scariolo è pronta alla sfida mettendoci grinta e sacrificio giocando proprio con le armi che finora hanno caratterizzato i successi senesi. I milanesi arrivano a Siena belli pimpanti, non ci sarà il "Gallo" come nella gara vittoriosa d'andata, ma anche nella semifinale di Coppa italia si sono visti i progressi delle ex-scarpette rosse. Milano ha le stesse potenzialità in attacco e ora è capace di chiudere la cerniera anche in difesa. Con l'arrivo di Bremer è ancor più imprevedibile e se Cook estrae dal cappello un'altra giornata benedetta come contro i turchi del Fenerbache, la battaglia sarà per davvero all'ultimo tiro. Se i due coach riusciranno a far fare un passaggio in meno ai loro giocatori in attacco, siamo certi che le palle perse saranno molto meno, vorremmo vedere qualche scarico in meno e più coraggio verso il canestro, i giocatori ci sono. Il problema per Scariolo è fermare Andersen che fa la differenza vicino al canestro, dovrà tenere affollata la sua area e a qualcuno toccherà fare gli straordinari là sotto. Inutile fare il lungo elenco dei giocatori che entreranno in campo, li conosciamo a memoria. Ci piacerebbe vedere una gara aperta per lo spettacolo, ma ci sarebbe il serio rischio che una delle due squadre possa perdersi per strada (più i lombardi  che i toscani), quindi, aspettiamoci delle belle sfide individuali e falli a jo-jo e che gli arbitri siano concentrati su falli veri e con fischiate di serie A. Siena vs Milano è l'unico spot che ci rimane per interessare i media più insensibili, soprattutto ora che nel basket è ritornata la terza incognita Cantù. Delle vecchie tre sorelle degli anni d'oro, Siena ha "rubato" a Varese il posto, ma dopo campionati piatti dove già si conosceva la vincente finale, almeno quest'anno il toto-scommesse è più difficile. E questo ci piace, siamo contenti per il basket giocato, (un po' meno per quello a tavolino). Siamo fiduciosi, perché molte società dal passato glorioso si stanno organizzando per bene e il buon lavoro svolto comincia a dare i suoi frutti. Stesso discorso  anche verso le "new entry" dell' ultima ora. I problemi arrivano dal basso, la crisi ha investito molte società, ma alcune di queste pagano errori del passato che con la crisi attuale c'entrano come i fichi a merenda. Nessuna eutanasia, si chiede soltanto a chi non riuscirà a programmare almeno per tre anni un futuro sereno, di fare un passo indietro. Per noi sarà un atto di coraggio intelligente per capire che c'è amore verso questo sport e per i suoi tanti appassionati. Non c'è più spazio per chi finora si è divertito con meschini intrallazzi di varia natura.

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