Parte l'Eurolega dell'Olimpia Milano, Livio Proli: «Roster di valore, ma se servirà interverremo»

La lunga intervista concessa dal presidente della società di Piazzale Lotto a Vincenzo Di Schiavi de La Gazzetta dello Sport
16.10.2015 07:51 di Alessandro Luigi Maggi  articolo letto 1640 volte
Parte l'Eurolega dell'Olimpia Milano, Livio Proli: «Roster di valore, ma se servirà interverremo»

Riparte l’Eurolega dell’Olimpia Milano, e il presidente Livio Proli si concede in una lunghissima intervista a La Gazzetta dello Sport. Nella lunga chiacchierata con Vincenzo Di Schiavi, ecco il verbo del numero uno di Piazzale Lotto.

 

ROSTER OGGI E DOMANI

«E’ attrezzato per fare bene in Europa, ha un grande potenziale. Ma abbiamo il piacere e l’obbligo di vincere, dunque faremo tutto il possibile, anche aggiungere e non tagliare. Con un formatore come Repesa emergerà un nuovo Jerrells al fianco di Gentile, così non fosse avremo l’obbligo di completare il progetto. Sanders? Ci piace, lo avremo già preso in estate, poi si è rotto la mano».

NICOLO’ MELLI

«Ci siamo incartati sui lunghi. L’unico vero rammarico è che non abbia scelto di rimanere. Il suo addio è stato un problema, perché di italiani pronti per l’Eurolega non ne vediamo tanti».

LUCA BANCHI

«Siamo riconoscenti a lui e alla sua etica del lavoro. Ma non c’erano più le condizioni psico emotive ideali per rigenerare un’evoluzione nel lungo periodo. Per la successione non ho avuto dubbi: Repesa».

DANIEL HACKETT

«Giocatore di grande talento che più di tutti non ha reso per il suo potenziale. Quando l’insieme di alcuni scivoloni della società e dei giocatori fanno venire meno l’etica del lavoro, giusto cambiare aria nella stanza. Ma non è il capro espiatorio, se ne sono andati in dieci, a partire da Samuels, Ragland, Brooks e Kleiza».

ALESSANDRO GENTILE

«Ripartiamo da lui perché ha scelto di rimanere rinunciando a soldi e progetti fantastici. Da noi guadagna bene, ma ho visto cosa ha lasciato sul tavolo…».

LA STAGIONE PASSATA

«Ero deluso e arrabbiato, perché non ho visto coltivare le precauzioni che avevo lasciato in eredità alla mia uscita. Valori, che sono fondamenta per tirare su la casa».

LA SOCIETA’ 

«A Portaluppi rinfaccio di aver scommesso su persone troppo giovani in società. Ora la catena di comando è chiara: presidente, Gm, e capo coach. Tutti abbiamo aderito alle scelte di mercato, quindi niente alibi. In più abbiamo aggiunto una figura proveniente dal gruppo Armani, Nando Gentile a capo del settore giovanile, e Dan Peterson come consulente alla comunicazione».

IL RITORNO

«Era stato difficile lasciare l’Olimpia. Poi Armani mi ha detto: “Non è andata bene, rimettiamo tutto a posto, perché Milano deve vincere, e non deve più fare queste figure”».

IL TOUR USA

«A tutti pare una pianificazione assurda, ma era stata studiata la scorsa primavera per un progetto che non c’è più. Ovvero una squadra scudettata, non certo cambiata per dieci dodicesimi».

FERNANDO MARINO

«Ha fatto un grande lavoro, ma a mio avviso è arrivato il tempo di un commissioner».