Olek Czyz a PB: "Gli infortuni fanno parte del gioco, ora devo solo aspettare ed avere pazienza"

 di Iacopo De Santis Twitter:   articolo letto 3807 volte
Olek Czyz a PB: "Gli infortuni fanno parte del gioco, ora devo solo aspettare ed avere pazienza"

PianetaBasket.com ha intervistato un giocatore noto al pubblico italiano, Olek Czyz ala di 200cm, polacco, grazie ai diversi anni passati sui parquet tricolori alle spalle. Olek ha dovuto lasciare la Juve Caserta dopo il girone di andata nella passata stagione 2016-17 a causa infortunio. Lo stesso che, per una ricaduta, ad inizio anno lo ha costretto a tornare negli Stati Uniti, senza concedergli di far parte del nuovo gruppo della The Flexx Pistoia, con la quale aveva trovato un accordo.
 

Ciao Olek. Prima di tutto ti chiedo come stai. Hai appena subito un nuovo intervento chirurgico, come ti senti ora? Quando potremo rivederti sul parquet?

"Sto bene ma la strada verso il recupero è ancora molto lunga. Per quest'anno non riuscirò a tornare ma sono fiducioso perché ho reagito bene ad entrambi gli interventi chirurgici ai quali sono stato sottoposto in passato. Adesso si tratta di aspettare ed avere pazienza".


Nel passato hai giocato a Roma, Pistoia, Caserta... Hai qualche ricordo particolare di questi anni 'italiani'?

"Ho vissuto bene tutti questi anni. Pistoia è stata particolarmente la città che ho preferito tra quelle dove ho potuto giocare. Era tutto ben organizzato e le persone erano sempre ottimistiche e davvero simpatiche".
 

Parlando proprio di Pistoia, saprai che sta avendo qualche difficoltà questa stagione. Quanto ti è dispiaciuto ad inizio anno, dover lasciare il club?

"Ero arrabbiato perché immaginavo sarebbe stato un grande anno per noi, per questo ero entusiasta sapendo cosa ci aspettava. Non pensi mai che cose del genere possano accadere ma purtroppo è successo; gli infortuni sono cose che accadono. Preferirei stare là fuori a giocare piuttosto che restare qua seduto a casa".
 

Loyola, Kansas, Villanova, Michigan: negli USA è tempo di Final Four. Da ex studente e giocatore di Duke e Nevada, per chi fai il tifo?

"Ho sempre tifato Duke e Nevada ovviamente. In particolare sono sempre felice di vedere Nevada fare veramente bene perché la loro organizzazione si è rivelata un underdog nel torneo. Ora che entrambe sono fuori dalla competizione ho meno interesse a seguirla, anche se guarderò senz'altro le Final Four".

 

Ripensando alle tue esperienze da professionista, chi è stato il giocatore piu forte con il quale hai avuto la possibilità di giocare? Ed il più difficile da marcare?

"In tutte le squadre dove ho giocato ho sempre avuto degli ottimi compagni. Odio sceglierne uno preferito, tuttavia Gigi Datome è sicuramente la migliore persona ed il migliore giocatore che abbia incontrato in Italia. Devo dire che tutti coloro con cui ho giocato in questi anni avevano un buon carattere. E soprattutto la cosa più bella è l'ingresso in campo dove andiamo per fare ciò che amiamo. Non vedo l'ora di tornare e di divertirmi ancora sul parquet".

 

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