Oklahoma cade alla Oracle Arena: niente può fermare il record di Golden State

04.03.2016 08:34 di Redazione Pianetabasket.com  articolo letto 605 volte
Oklahoma cade alla Oracle Arena: niente può fermare il record di Golden State

Ci hanno creduto, ci hanno provato. I Thunder sono stati eroici, combattenti fortissimi contro tutto un palazzo che voleva spingere i Warriors oltre ogni limite verso la perfezione nella storia dello sport, non solo del basket. Oklahoma ha provato pure a piazzare il break nel terzo periodo, quello in cui di solito Golden State spezza le reni dell'avversario di turno, un 2-10 cominciato con la tripla di Westbrook e finito con quella di Ibaka per il 71-80 arrivato troppo presto, con 17' ancora da giocare.

Tutti in piedi alla Oracle Arena, ci mancava solo Mosè con le braccia alzate davanti a Gerico. 11-3, fine del quarto, Thunder avanti di uno, ma con un'altra faccia. Livingston, Speight, Barbosa: come nei playoff della scorsa stagione la panchina dei Warriors fa la differenza con 11 punti su 13 (schiacciata di Barnes) che fanno volare letteralmente i californiani sul 95-87 con 9'23" alla sirena. Durant e Ibaka accorciano le distanze, ma Bogut con due canestri in fila li ricaccia indietro. Dalla lunetta Robertson e Westbrook tornano a -2.

Immediato cambio di passo per Golden State che macina due minuti intensi in difesa. I Thunder perdono due palloni sanguinosi e Westbrook sciupa le medie del tiro da tre mentre i padroni di casa volano con un parziale di 10-0 con Thompson a firmare il 109-97. Durant con tre liberi tocca quota 100, con 3' alla fine della partita, ma torna il momento di Curry (che finora non avevamo nominato): 8 punti con due triple senza errori e addio Oklahoma, per la 44esima vittoria casalinga consecutiva. Appaiati i Bulls 95-96 in questo storico record, annichiliti i Thunder con lo sweep del 3-0 stagionale.

Finisce la gara sul 121-106 con 33 di Curry, 21 di Thompson, 14 di Green e Barnes, 11 di Livingston, 10 di Speights per Golden State (55-5); 32p+10r+9as di Durant (con 9 palle perse), 22 di Westbrook, 20 di Ibaka per Oklahoma City (42-20) davanti a 19.600 spettatori trionfanti. Adesso a Milwaukee a leccarsi le ferite.