NBA: Golden State fa il bis in 3 anni, Durant (MVP) schiaccia Cleveland

 di Alessandro Palermo  articolo letto 2726 volte
NBA: Golden State fa il bis in 3 anni, Durant (MVP) schiaccia Cleveland

Cleveland gioca una pallacanestro commovente, al massimo delle proprie forze ma non basta. I vecchi campioni NBA devono abdicare e lasciar spazio ai nuovi, i Golden State Warriors di Kevin Durant (39 punti) e Stephen Curry (34), protagonisti ancora una volta insieme alla solita gran difesa di Klay Thompson (11) ed al sorprendente Andre Iguodala (20), dominante come nelle Finals del 2015. Lo squadrone gialloblù bissa il titolo proprio del 2015, vincendo il secondo anello in tre anni. Cleveland deve arrendersi, nonostante un LeBron James che per poco non chiude l'anno con l'ennesima tripla doppia della stagione: 41 punti per lui, insieme a 13 rimbalzi e 8 assist. Ai Cavaliers non bastano nemmeno i 51 punti del duo Irving-Smith, 26 il primo e 25 il secondo, con quest'ultimo tornato a brillare dall'arco come i bei tempi (7/8 da tre). Troppo forti questi Warriors, troppo forte Durant, nominato MVP delle Finals grazie ad una media superiore ai 35 punti, figlia di ottime percentuali: 56% dal campo e 47% da tre. Un premio meritatissimo per "KD", di seguito la cronaca del match:

PARZIALONE CAVS
Atmosfera rovente alla Oracle Arena, in delirio dopo soltanto cento secondi: Draymond Green prima e Klay Thompson poi, causano i primi boati assordanti della serata, Golden State avanti 9 a 4. Brutta notizia per Cleveland, secondo fallo personale di Kevin Love dopo neanche 3' di gioco, poco dopo richiamato prontamente in panchina da coach Tyronn Lue. Gli ospiti però reagiscono alla grande, sfruttando la superficialità degli Warriors. Parziale Cavs, 9 a 0 in un amen dopo due palle perse dei padroni di casa. A scippare i due possessi, con maestria e furbizia, ci pensa la coppia Irving-James. Golden State sotto shock: dall'enfasi per il +7 iniziale, al brivido del controsorpasso di Cleveland. 11-13, time out chiesto da coach Steve Kerr. Tuttavia, al rientro in campo le cose non vanno tanto meglio per i locali, anzi. Quest'ultimi subiscono addirittura il 14 a 0 di parziale, dopo un fallo di sfondamento di Zaza Pachulia ed una tripla di LeBron James, a quota 10 punti in appena 5' di gara, con 4/5 dal campo. Primo quarto suberbo di LeBron, che colpisce ancora Golden State con il canestro del +8 (12-20).

PANCHINE
A prendere in mano la situazione ed, a rimettere in partita il pubblico della Baia, ci pensa l'idolo Stephen Curry con una penetrazione dietro l'altra: 20-22, time out Cavs. Sia da una parte che dall'altra, sono i panchinari a rendersi protaginisti: Shaun Livingston per Golden State, Richard Jefferson per gli ospiti. Il primo realizza un gioco da tre punti dopo aver subito un fallo da Kyle Korver, mentre dall'altra parte "RJ" cattura un rimbalzone, trasformandolo in un canestro che permette Cleveland di tornare avanti di due possessi. Panchinari però protaginisti anche in negativo, Korver e Iman Shumpert regalano 5 liberi a Curry, aiutando gli Warriors a tornare in vantaggio (31-30). Altra fiammata dei Cavs, con Irving capace di trascinare i suoi negli ultimi sessanta secondi, portandoli al 37 a 33 di fine primo quarto.

VETERANI
Al 14' abbiamo già la giocata della partita, se dovessero essere i Cavs a vincere, non sarebbe altrimenti: schiacciata monstre di LeBron in faccia a Kevin Durant, con "Il Re" che chideva il fallo (c'era per manata in testa di "KD"), non concesso però dalla terna arbitrale. 33-41 in avvio di secondo quarto. A sorpresa, a salvare le sorti degli Warriors è David West, l'uomo che non ti aspetti. Il classe '80 segna quattro punti di fila, dando nuovamente entusiasmo a tutto l'ambiente gialloblù. Golden State ancora guidata dai veterani, questa volta è Andre Iguodala a dare la scossa con un coast to coast splendido, concluso con una schiacciatona "alla Iguodala". Cleveland sempre avanti ma i padroni di casa sono vivi più che mai, -2 (39-41). Veterani fa rima con marziani: Durant segna una tripla pazzesca, senza un briciolo di ritmo, che regala il vantaggio ai Warriors (45-43). E' il canestro che dà il via all'allungo gialloblù: Curry manda a bersaglio una tripla da otto metri, dopo una lunga pausa per problemi al cronometro, mentre Iguodala e Green regalano spettacolo. Assist schiacciato del primo, per la bimane del secondo ma non è finita qua. Ancora Curry in versione showman, con un pallonetto da far provare invidia a Francesco Totti. Il due volte MVP della Lega segna con una mano e subisce il fallo, 54 a 43 per Golden State. Poco dopo arriva addirittura il +15 (60-45), gli Warriors giocano da Dio, mentre Duarant spara un'altra tripla delle sue.

WEST COME DAVID, WEST COME FAR WEST
A rovinare il momento però è West, il quale - insieme a Tristan Thompson - dà vita ad una zuffa pericolosa. I due vengono si spintonato, testa contro testa, per poi venire separati a fatica da arbitri e staff. In mezzo si mette anche JR Smith che, fermo, non riesce proprio a starci. Tecnico per tutti e tre, a West va di lusso, dopo aver rischiato l'espulsione per un doppio tecnico che poteva ampiamente starci. Si torna al basket giocato, con ancora Green e Iguodala a dare spettacolo. Questa volta si invertono i ruoli, il numero 23 in maglia Warriors serve l'ex Philadelphia con un gran bell'alley oop, Iguodala ringrazia e schiaccia al fero. Cleveland si affida al JR Smith versione cecchino, due triple in fila pazzeche, a tenere in vita i Cavs. Dal -17, al -11: Golden State avanti 71 a 60 all'intervallo.

JR SMITH NON PERDONA
In avvio di terzo quarto arrivano finalmente i primi punti della partita di Love (solo 6 al termine), mentre dall'altra parte Klay Thompson segna due triple consecutive nei primi 2' del secondo tempo (79-66). Cavaliers invece ancora aggrappati agli avversari grazie alle bombe di Smith: clamorosa la quarta realizzata, sulla sirena dei 24 secondi, nonostante l'ottimo closeout di Durant. 4/4 dall'arco per l'ex Denver e New York, Cleveland a -8, che diventa poco dopo -5 grazie al canestro di Tristan Thompson, di pura cattiveria contro Iguodala. E' ancora il centro titolare dei Cavs a rendersi protagonista, con due punti pesanti sulla "scucchiaiata" mancina di LeBron. 90-86, a 3' e mezzo dalla fine della terza frazione. Ma c'è davvero poco da fare se Durant vuole vincere a tutti i costi il suo primo anello, tripla pesante di "KD", l'ennesima senza ritmo. Golden State prova ancora la fuga ma JR Smith segna la quinta bomba su cinque tentate, tenendo a galla la squadra ospite.

IL FINALE
La quarta frazione è il manifesto dello strapotere degli Warriors, una squadra offensivamente perfetta, desiderosa di rifarsi dalla batosta dello scorso anno. Ma è una Golden State diversa dalla passata stagione e lo dimostra Durant, con tutta la sua fame di vittoria. E' proprio l'ex stella dei Thunder a trascinare i suoi, in bella compagnia di Iguodala, dominante come nelle Finals del 2015. Cleveland prova la rimonta disperata, Korver illude con la tripla del -8 (110-102), mentre JR Smith (sul -14) segna una tripla folle, subendo anche il fallo. I campioni in carica tornano a crederci, LeBron è l'ultimo ad alzare bandiera bianca, toccando i 41 punti a referto, arricchiti da 13 rimbalzi e 8 assist. Ma quest'anno, i campioni, sono i Golden State Warriors. Irving, in un'evidente tenuta fisica precaria, perde banalmente palla ad un minuto e mezzo dalla fine, sul 126 a 115 per Durant e compagni. Da quel momento i Cavaliers perdono lo scettro, gli ultimi secondi servono soltanto per far schizzare al massimo il livello di decibel della Oracle Arena. Finisce 129 a 120 per Golden State, secondo titolo in tre anni per la franchigia di Oakland.
Cronaca a cura di Alessandro Palermo