Milano-Siena, il giorno più lungo

Tra tecnica nervi ed emozioni questa sera verrà assegnato il tricolore. Milano per interrompere un lungo digiuno. Siena per chiudere meravigliosamente
27.06.2014 12:40 di Redazione Pianetabasket.com  articolo letto 1226 volte
Milano-Siena, il giorno più lungo

QUI MILANO ( di Alessandro Luigi Maggi)

Riflessioni dal giorno più lungo. Pensieri ed emozioni prima della notte bianca del basket meneghino. Essere o non essere, questo è il problema. Luca Banchi «non ha saputo odiare il suo avversario» come consigliava il vate Bianchini, ma ha comunque ritrovato a Siena l’orgoglio, suo e di una squadra alla sbando solo 48 ore prima. E quel tiro di Curtis Jerrells ha cambiato tutto, il coach milanese lo sa bene. Perché il basket è questione di attimi, fuggenti e fortunosi e, per una volta, la palla risputata dal ferro era stata sganciata da una maglia biancoverde. Curtis come Ray Allen? Storie troppo diverse, troppo distanti, ma sono immagini cui è bello legarsi, appoggiarsi, saldarsi. Una finale è tanta concretezza, e da questo bisogna ripartire. Inutile oggi parlare di difetti e possibili soluzioni. L’EA7 è questo. Una squadra straordinariamente fisica, che nella difesa trova la sua massima espressione collettiva. Dall’aggressività alla transizione offensiva, dove tutto diventa individualismo, istinto, sensazione, talento. Inutile attendersi quello che, per natura e cromosomi, non può esserci. Banchi non è riuscito ad ottenerlo, forse neanche l’ha cercato, in tutta la stagione. Eppure, nella cantina polverosa delle ultime possibilità, qualcosa di nuovo è emerso. Un Melli finalmente presente, e che dovrà controllare i falli, soprattutto nei primi due quarti. La premiata ditta Samuels-Lawal, perché se Hunter viaggia nei celestiali piani dell’invulnerabilità, l’associazione di fisicità garantisce risultati. Il talento immenso di Gentile, che nella naturale gestione di quaranta minuti, bene può incastrarsi con i terremoti offensivi di Langford. Il tutto senza dimenticare David Moss, che ha smarrito la via del tiro, ma in gara-6 ha mostrato nuovamente la giusta presenza mentale in difesa. Nomi, cognomi, parole. Conta tutto sino ad un certo punto. Milano in gara-6, più che spalle al muro, con un piede e mezzo già nella fossa, ha ritrovato molto. I punti delle ali, una minima percentuale dall’arco, una meravigliosa rotazione difensiva. Sono segnali per chi, nei finali, era sempre crollato. Ma come sarà il finale della gara finale della serie finale? Un incubo. E allora, che l’ingrediente sia nuovo, potenziale, bellissimo. Luca Banchi lo sa molto bene. Per arrivare a gara-7 c’è voluto Curtis Jerrells, per arrivare allo scudetto Daniel Hackett. Alla chiamata, il campione deve rispondere presente.

QUI SIENA (di Umberto De Santis)

In fondo il canestro di Jerrells ha trasformato un supplementare di cinque minuti in uno di quaranta, uno spot meraviglioso per il basket italiano. La Mens Sana deve partire da qui per costruire un supplementare ragionato come la cattiva gestione della palla in attacco aveva vanificato nei minuti conclusivi di gara 6. E tornare a ragionare dalla difesa, ma che senza le soluzioni ragionate bene in attacco è una coperta corta. Gestire il piano partita con lucidità premierà una delle due squadre stasera, le scelte della panchina nel secondo tempo, un'arte in cui la coppia Crespi-Magro sembra aver dimostrato avere qualche punto in più rispetto a Banchi-Cancellieri, l'arma della vittoria per i campioni uscenti.

Poco altro vogliamo aggiungere, dato che dopo sei partite intense ed emotive le due formazioni si conoscono benissimo. Ognuna vorrà enfatizzare i difetti dell'avversaria, e per la Montepaschi la precisione dalla lunga distanza sarà altrettanto importante della capacità di resistenza nell'uno contro uno verso gli esterni dell'Olimpia. Poi ci sarà il tempo per incassare e metabolizzare la fine della società senese, che fino al fischio finale sparirà dai pensieri di tutti squadra, staff, tifosi, che nulla hanno fatto per arrivare a questo punto. Le responsabilità sono di chi l'aveva condotta in questi anni vincenti, e solo il tempo ci spiegherà esattamente come. E il processo, visto che le parti in causa hanno raccontato tante cose al magistrato.

Adesso, grazie anche all'harakiri del Calcio Mundial, la Rai trasmetterà la partita su una rete generalista, il che garantisce audience a prescindere. Uno spottone per il fortunato presidente federale Petrucci che nessun stratega di marketing della Lega avrebbe potuto confezionare. Occhio allora a tutti i protagonisti, cominciando da Lamonica e Paternicò, che spesso hanno l'abbrivio delle prime donne. Non aver sanzionato col tecnico Samuels in gara 6, se da tifoso senese è una scelta che non ho capito, per la bellezza dell'incontro e l'alibi non concesso ad alcuno è stata una scelta giusta. Che sia una gara intensa ed emozionante come successo finora. Una serie di finale che è già nella leggenda, a prescindere da chi uscirà vincitore. La pressione? Tutta su Milano, solo vincendo sarà protagonista della storia, perchè Crespi e i suoi ragazzi sparring partners non lo saranno mai, la loro leggenda l'hanno già conquistata.