Milano anni '70, Davide Pascolo come Johan Cruijff - IL PAGELLONE

Milano non sarà bella quanto la Nazionale olandese di quegli anni, ma il pensiero è più o meno lo stesso. Palla al 14, ci pensa lui. Nel dubbio palla a Kruno Simon, un Johan Neeskens che...
03.02.2017 07:00 di Alessandro Palermo  articolo letto 2831 volte
Milano anni '70, Davide Pascolo come Johan Cruijff - IL PAGELLONE

EUROLEGA, il pagellone - L'Olimpia Milano batte 89 a 87 il Darussafaka, rimontando il clamoroso -25 di metà terzo quarto. Di seguito le pagelle dei biancorossi che, nonostante il successo conquistato, rimediano numerose insufficienze. Voti molto alti, invece, per Davide Pascolo e Krunoslav Simon.

McLean, voto 5
Nel primo tempo Zizic è dominante a tal punto da ridicolizzare l'ex Alba Berlino, facendolo passare per un difensore mediocre, lui che non lo è. 29 anni da compiere contro i 20 del lungo croato, quello esperto è però sembrato il classe '97 del Darussafaka. In campo quando gli avversari mettono la freccia, se i turchi riescono a stare sulla corsia di sorpasso così a lungo, è anche per come (non) marca Zizic. IN CRISI.

Fontecchio, voto 7

Al contrario di McLean (-17 di minus), è della battaglia quando Milano tiene testa al Darussafaka (+22). Parte titolare, per poi essere lasciato nel congelatore quasi 20' da Repesa. Lo stesso Repesa spiegherà poi in sala stampa il motivo della sua "punizione", dovuta ad una difesa insufficiente secondo il coach. Poi, però, è nel quintetto della rimonta, dove l'Olimpia incomincia a sognare grazie al "parzialone" di 12 a 1. Da lì in avanti non lascia più il campo, conquistando e meritando la fiducia del proprio allenatore. STA CRESCENDO.

Hickman, voto 5.5

Arrivato a Milano per fare il titolare, il veterano ex Fenerbahce e Maccabi Tel Aviv si è visto scalzare in un colpo solo sia da Kalnietis che da Cinciarini. Sempre più confuso in cabina di regia, con lui in quintetto l'Olimpia è come se percorresse una strada piena di buche. Bene nel primo tempo, poi rientra nel finale giusto per combinare una mezza "frittata", gestendo male un possesso. Mezzo punto in più, però, perché la sua esperienza è utilissima per segnare liberi pesanti negli ultimi istanti del match. Sul suo 2/2 dalla lunetta ci avremmo scommesso l'auto. Se sei uno che ha già alzato questa coppa, la mano - quando conta - non ti trema neanche per un secondo. PRENDERE O LASCIARE.

Kalnietis, voto 6.5

Non brilla in fase d'impostazione, tantomeno in difesa. Tuttavia segna 3 triple (su 4) pesanti, una in particolare, che permette all'Olimpia di riaprire la partita. A tre secondi dalla fine del terzo quarto manda a bersaglio la bomba del -12 (61-73), fondamentale per caricare tutto il Forum e per aumentare la speranza in vista dell'ultimo periodo. "BOMBE K".

Raduljica, voto 5

Sfoggia un look coraggioso, un po' retrò. Un baffo anni '90, che ricorda molto quello di un biker americano. Gilet di pelle, bandana, occhiali da sole e sguardo cattivo. Il serbo vorrà anche fare paura agli avversari ma in campo ci riesce ben poco. Gioca 7' scarsi ma fatica a tenere Zizic, uno "sbarbatello" che nel pitturato fa più paura di lui. FUORI MODA.

Dragic, voto 5

Con "Cincia" ha il peggior minus della squadra (-18) ma la cosa assurda è che in undici minuti e mezzo non ci eravamo neanche accorti di lui. Ha giocato davvero? INVISIBILE.

Macvan, voto 6

Quando Milano imbarca acqua da tutte le parti, prova a metterla sull'orgoglio ma i compagni non sono ancora pronti mentalmente per compiere la rimonta impossibile. Per quella ci vuole Pascolo. 10 punti, 4/8 da due. Sufficienza stiracchiata, giusto perché vincere da un -25 non capita tutti i giorni. ONESTO.

Pascolo, voto 9

Come l'Olanda del pallone, anni '70: dai piedi di Johan Cruijff partivano le giocate migliori, quelle decisive. Il numero di maglia è lo stesso, la classe no ma contro il Darussafaka le sorti della squadra sono sui piedi di Pascolo, pardon mani. Nel quarto ed ultimo periodo, Milano non sarà bella quanto la Nazionale olandese di quegli anni, ma il pensiero è più o meno lo stesso. Palla al 14, ci pensa lui. Nel dubbio palla a Kruno Simon, un Johan Neeskens che da bambino ha preferito la pallacanestro al calcio. Tulipani a parte, "Dada" nel quarto periodo incanta, segnando dieci dei quindici punti finali tutti nell'ultima frazione. Quella decisiva. Negli ultimi dieci-dodici minuti gli riesce qualsiasi cosa. Probabilmente riuscirebbe anche a palleggiare come Cruijff. FENOMENO.

Cinciarini, voto 5

Un passo indietro rispetto alle recenti uscite europee, non è la sua serata. 13' in campo, -19 di minus e 2 punti soltanto. FATICACCIA.

Sanders, voto 6/7

Sfiora una doppia doppia che avrebbe meritato, soprattutto per il gran lavoro svolto a rimbalzo (8). Segna dieci punti in 21', nei quali preferisce la concretezza alla spettacolarità. Più venti di minus. DA APPREZZARE.

Simon, voto 8

Per gran parte del match è un fantasma. Poi, quando c'è bisogno dei campioni, lui alza la mano e chiede di poter fare ciò che vuole. Risultato? Chiude con 15 punti a referto, di cui 11 nel quarto periodo. Gli ultimi canestri, che rispondono colpo su colpo al Darussafaka, portano tutti la sua firma. Aggiunge al bottino anche 6 rimbalzi e 4 assist, per 19 di valutazione che è la più alta tra i biancorossi. SPIETATO.

Coach Repesa, voto 7

Quando la squadra fa "ca*are", per dirla a modo suo, pesca dal cilindro un'antica tecnica: una bella sfuriata contro gli arbitri, con l'intento di far entrare in partita il pubblico e di svegliare i giocatori. Magari ci sbagliamo, pronti ad essere smentiti dal diretto interessato, ma siamo convinti che l'allenatore croato le pensi tutte per spronare i suoi nei momenti di black out. Bravo a credere in Fontecchio, lasciando tanti minuti all'ex Virtus nella seconda parte del match. VECCHIA VOLPE.

Pagelle a cura di Alessandro Palermo,
Inviato da Milano