Meneghin e Treviso, polemiche sull'esclusione

16.07.2012 10:13 di Redazione Pianetabasket.com  articolo letto 1607 volte
Fonte: Corriere della Sera
Dino Meneghin e Claudio Coldebella
Dino Meneghin e Claudio Coldebella

Dino Meneghin «versus» Claudio Coldebella  Non sono al Madison Square Garden e i due non saliranno sul ring ma il botta e risposta, dopo la sparizione di Treviso dalla serie À di basket, è montato, «Avevo proposto loro dì sfruttare il ritiro di Piacenza e di ripartire dalla LegaDue, ma ni hanno risposto: o la serie A, o nulla» dice il presidente della Fip il giorno successivo alla decisione del consiglio federale. Ribatte Coldebella, che ha curato gli interessi di Treviso Basket srl, la società che si sarebbe fatta carico di continuare la tradizione della Benetton, limitatasi al solo settore giovanile: «Non commento il verdetto della Fip, ma le cose non stanno come le espone Meneghin, Lui mi ha proposto quella soluzione, presente un testimone, gli ho detto che sarebbe stato difficile accettare ma che avrei consultato i soci del progetto e che avrei risposto entro trenta minuti. Dopo un quarto d'ora mi ha richiamato per annunciarmi che non si poteva più fare». «È vero -   ribatte Meneghin -   : era successo che Piacenza aveva presentato una rinuncia irrevocabile. Ma io dopo mezz'ora non avevo ancora la risposta di Treviso: se si fossero spicciati, magari avrei convinto Piacenza». Baruffe alla veneta, insomma, il popolo della Marca polemizza con il bellunese Meneghin. E viceversa «Se non rispettiamo le regole  dice il presidente, ci bastonano; se le rispettiamo, ci attaccano... L'articolo 128 esiste contro i furbi che chiudono le bad company e aprono nuovi club, lasciando i debiti sul groppone altrui. È il caso di ripensare tutto il basket o si torna al principio che conta solo il titolo conquistato sul campo o, all'opposto, si adottano schemi da Nba, per cui si va a giocare dove ci sono le condizioni ci penserà il mio successore, ma intanto ha pagato Treviso e questo mi dispiace Però anch'io ho qualche domanda: che i Benetton lasciassero, lo si sapeva da un anno e più; perché tanto fervore solo aia fine? Perché il Palaverde non era mai pieno? Con 5000 persone a partita, forse oggi parleremmo d'altro... Infine, perché la cordata non ha negoziato un passaggio di quote dalla società rinunciataria, prima che questa restituisse alla Fip il titolo sportivo?». Intanto i tifosi trevigiani contano di organizzare un giorno di protesta davanti alla sede del Gruppo Benetton, intenzionati a incendiare canotte da basket. Questa storia avrebbe potuto e dovuto concludersi in altro modo...

Flavio Vanetti