Lega A - Le possibili falle del barcone LBA che falsano il campionato

18.04.2019 09:52 di Redazione Pianetabasket.com   Vedi letture
Lega A - Le possibili falle del barcone LBA che falsano il campionato

Le notizie che vengono da Torino confermano quanto la  sprovvedutezza economica possa falsare la regolarità e la validità di un campionato. E dopo l'esclusione della Mens Sana Siena nella serie A2 sembra più che mai possibile possa arrivare - se nei prossimi giorni non ci saranno novità di segno opposto - un provvedimento similare per l'Auxilium. Ma come stanno le criticità della serie A? Prova a fare il punto della situazione Federico Guidi per Il Tirreno.

La premessa, d’obbligo, è che sono poche le realtà davvero sane in A, soprattutto valutando i bilanci, che comunque rappresentano una foto differente dai criteri minimi previsti dalla Comtec (la commissione tecnica di controllo della Fip), che ha il compito di vigilare e nel caso segnalare alla giustizia sportiva irregolarità e inadempienze.

Il caso Torino

Le squadre che più rischiano al momento sono quelle che da fine 2018 ad ora navigano a vista oppure hanno evidenziato momenti limitati ma importanti di difficoltà economiche. Torino, ad esempio, che è alle prese con una voragine importante e deve pagare entro mercoledì prossimo più di 400.000 euro per sanare gli ultimi due mesi di stipendi arretrati e altri adempimenti richiesti dai controlli Comtec. In mezzo c’è anche un passaggio di proprietà che però non è ancora sicuro e che sembrerebbe fondamentale per dare un futuro al basket sotto la Mole e per garantire la copertura al disavanzo attuale che sembra aggirarsi su i due milioni di euro circa.

Trieste

Discorso in parte simile a Trieste, società che era in una botte di ferro fino ad alcune settimane fa, salvo poi perdere il suo presidente e main sponsor, Luigi Scavone, finito in manette per reati legati alla sua azienda. La squadra al momento si trova senza una guida e senza la certezza di incassare quanto pattuito con lo sponsor Alma in tempi celeri. Qui il rischio non è legato al come finire la stagione, ma piuttosto a come affrontare la prossima dato che il presidente-sponsor ad oggi detiene il 94,5% delle quote societarie.

Chi sta meglio

Avellino, invece, la crisi di liquidità l’ha avuta a fine novembre, quando è stata costretta a separarsi dalla stella Norris Cole e ad ammettere per bocca del suo presidente, Gianandrea De Cesare, di attraversare un momento temporaneo di grande difficoltà finanziaria, che oggi in parte sembra superato ma che non + ancora del tutto alle spalle. Discorso ancora diverso quello di Cantù che con la gestione Gerasimenko era finita sull’orlo del baratro, salvo poi sistemare la situazione in extremis con il passaggio di proprietà e l’ingresso di finanze fresche da parte di alcuni imprenditori locali.

Promozione a rischio

A queste quattro situazioni evidenti, le più lampanti al momento attuale ma non le uniche, potrebbero aggiungersi i guai della Virtus Roma, che in caso di vittoria domenica sarebbe promossa in A, ma lo farebbe con il presidente Claudio Toti indagato insieme al fratello per una vicenda di tangenti collegate alla realizzazione del nuovo stadio della Roma calcio. Bombe ad orologeria con timer diversi, che potrebbero tutte venir disinnescate prima dell’estate, come anche finire per esplodere in mano alla Lega Basket che dunque si ritroverebbe con buchi quanto mai salvifici per un movimento che ancora una volta ha letto con colpevole ritardo i segni del tempo.

Come gli altri

Non è un caso infatti che in tutti gli altri campionati europei già da anni si sia intrapresa la strada di ridurre il numero delle squadre professionistiche e anche le partecipanti al massimo campionato nazionale, preferendo i virtuosismi della qualità a quelli della quantità rattoppata e forzata. Una scelta che adesso prende seriamente in considerazione anche l’Italia, almeno a giudicare dalle dichiarazioni del presidente federale Petrucci, chiudendo la stalla quando troppi buoi sono già scappati e con la seria prospettiva di lasciare fuori anche Pistoia, che dal canto suo potrebbe aver la sfortuna di retrocedere nell’unico anno in cui i posti lasciati vuoti non saranno un problema da dover risolvere ma bensì la soluzione.