James illude: Durant ancora killer di Cleveland, rimonta Warriors e 3-0!

 di Alessandro Palermo  articolo letto 2864 volte
James illude: Durant ancora killer di Cleveland, rimonta Warriors e 3-0!

Nella storia della NBA, nessuna squadra è mai riuscita a rimontare un 3 a 0 nei playoff. I Cleveland Cavaliers escono da gara-3 con questo pensiero fisso, tramortiti e con il morale a terra. Alla Quicken Loans Arena va in scena un altro show di Kevin Durant e per i Cavs non c'è nulla da fare, Golden State vince la sua 15esima partita consecutiva in post-season, migliorando il record stracciato pochi giorni fa. Adesso, in gara-4, gli Warriors avranno il primo - clamoroso - match point della serie, con la possibilità di entrare per sempre nella storia, con 16 vittorie su 16 ai playoff.

118 a 113 il finale, ai padroni di casa non basta un LeBron James spaziale da 39 punti (15/27 dal campo), 10 rimbalzi e 9 assist. I Cavs avevano la vittoria in pugno, fino alla sfuriata finale di Durant, che a 45'' dalla fine ha piazzato una tripla mortifera. Golden State chiude il quarto periodo con 29 punti a referto, mentre all'ultima sirena saranno 31 quelli di "KD", conditi da 8 rimbalzi e 4 assist. Klay Thompson e Stephen Curry invece si fermano "soltanto" a 30 e 26 punti, con Curry che riesce nell'impresa di catturare 13 rimbalzi, oltre a 6 assist. Un dato eclatante quanto quello di Durant in queste Finals: 102 punti in 3 gare (34 di media), sui 363 totali di Golden State. Assurdo.

Di seguito la cronaca del match:

L'AVVIO - Pubblico caldissimo alla Quicken Loans Arena, aizzato dal 5-0 iniziale firmato Kyrie Irving e JR Smith, le delusioni più grandi delle prime due partite della serie. A tarpare le ali dei Cavaliers e dei bollenti tifosi di casa ci pensano ci pensa il duo Thompson-Durant, con due triple in fila che valgono il controsorpasso di Golden State. Gli ospiti partono forti con il tiro da tre (3/3), altra bomba di Durant, pareggiata però in tempo zero da JR Smith, finalmente protagonista nella serie.

A TUTTO GAS - L'intensità è mostruosa, da entrambe parti, le due squadre corrono a mille all'ora senza staccare il piede dal pedale dell'acceleratore. A fermare il tutto è coach Steve Kerr, con il primo time out dell'incontro: al 5' il risultato sul tabellone dice 17 a 13 per Cleveland, trascinata dai 9 punti di LeBron James e dalle due palle recuperate di Kevin Love, particolarmente solido in avvio nella metà campo difensiva dei Cavs. Warriors, invece, troppo frettolosi e imprecisi: 4 palle perse nei primi cinque minuti, che hanno frutatto ben 8 punti agli avversari.

COL FIATO SOSPESO - A 5' e 48'' sul cronometro del primo quarto, il mondo intero si ferma per un minuto abbondante: LeBron James resta a terra dolorante, dopo aver subito un blocco fortuito da un suo stesso compagno di squadra, Tristan Thompson. Tutto lo staff medico dei Cavaliers è in campo, silenzio tombale alla Quicken Loans Arena. Dopo lo spavento iniziale arriva il boato dei tifosi locali, James si rialza e la risposta del "Re" è favolosa: canestro e fallo subito, 11 punti dopo metà quarto per il nativo di Akron. Un minuto dopo, però, Golden State rimette la testa avanti (24-21), con il sedicesimo punto personale di Klay Thompson, clamoroso in avvio di gara.

BLACK OUT CAVS - Con LeBron in panchina, Cleveland stacca la spina dalla corrente. Gli Warriors ne approfittano e - nell'ultimo minuto e mezzo di primo quarto - piazzano un parziale pesante di 10 a 0, figlio di due triple consecutive di Stephen Curry e dei facili canestri di Shaun Livingston e Draymond Green, entrambi lasciati agire industurbati in area dalla difesa di casa. La prima frazione si chiude 39 a 31 per gli ospiti, scatenati dall'arco con un sontuoso 9/14 iniziale.

NERVI TESI - Nella prima metà della seconda frazione, Golden State pecca di lucidità: su tutti Green, visibilmente nervoso e più volte in disaccordo con gli arbitri. Poco dopo arriva addirittura la nona palla persa per gli Warriors, che riescono comunque a tenere il vantaggio dopo 3' giocati (46-43 al 15'). Il momento no degli ospiti continua: Tristan Thompson stoppa Curry, il quale avrà comunque modo di rifarsi con una gran tripla in transizione pochi istanti dopo. Golden State non brilla ma Cleveland, anziché approfittarne, la butta sulla provocazione. Iman Shumpert fa arrabbiare Curry, che la prende sul personale. Il due volte MVP della Lega rischia di perdere le staffe ma la risposta arriva sul campo, con i fatti e non a parole: pennellata per Durant, assist d'oro che vale il +6 (55-49) Golden State a 3' e mezzo dall'intervallo. Svantaggio di due possessi pieni che, alla pausa lunga, resterà tale per i padroni di casa. Al rientro negli spogliatoi, Warriors avanti 67 a 61 grazie ai punti dei "Big Three". Thompson, Curry e Durant, insieme, ne segnano 51 con 17/29 dal campo. Dall'altra parte 27 punti (con 3 soli errori al tiro) di un leggendario LeBron James e 17 dell'amico Kyrie Irving.

WARRIORS LIMITATI - Nella terza frazione i lunghi ospiti si caricano di falli, risultando poi comprensibilmente titubanti in marcatura. Irving, da vecchia volpe qual è, colpisce puntualmente Green e Zaza Pachulia, entrambi con 4 falli sul groppone. Scelta coraggiosa di coach Kerr, il quale decide di lasciare in campo un Green a dir poco tarantolato. Dopo una lunga rincorsa, i Cavs tornano finalmente avanti: Love manda a bersaglio la prima bomba della sua partita (1/5), alzando al massimo i decibel della Quicken Loans Arena. Coach Kerr leva Pachulia, più per gli errori che per i falli, affidandosi all'energia di JaVale McGee.

IRVING DIABOLICO - Nella seconda metà del terzo quarto Irving si scatena, segnando un canestro dietro l'altro. King James invece si defila, si fa per dire, preferendo gli assist (di rara bellezza) ai punti. Suo il missile geniale per Kyle Korver, che dall'angolo spara e segna la tripla dell'88 a 86. LeBron fa fuoco e fiamme, assist al bacio per i compagni (saranno 9 al termine), mentre Irving appoggia al vetro un canestro pesantissimo, grazie al suo mancino d'oro. King James torna a segnare, 32esimo punto in 32'. Cleveland avanti 94-89 a 3' dalla sirena, 16 punti per Irving nel solo terzo quarto.

ILLUSIONE KORVER - In avvio LeBron tocca quota 35 punti, con 4/8 dall'arco, nom la sua specialità. Pessime notizie per Golden State e per coach Kerr, quinto fallo di Green con ancora 10' da giocare. Gli ospiti non si perdono d'animo, a prendere in mano la situazione ci pensa Klay Thompson con due schiacciate nei primi minuti. Korver manda a bersaglio un'altra bomba delle sue, dando a Cleveland il +7 (100-93). Manca ancora tanto alla fine ma i Cavs intravedono il traguardo, a vestire i panni del guastafeste però è Kevin Durant, ancora lui. A 6' dalla fine Durant tiene a galla i suoi, realizzando la tripla del -2 (104-102), sventando l'allungo dei Cavs. Irving, con coraggio, sfida a duello Klay Thompson, battendolo in penetrazione, subendo anche il fallo. Lo stesso Thompson sigla poco dopo il canestro del -1 (108-107), mettendo i brividi a tutta la Quicken Loans Arena. Trentello per quest'ultimo. Korver nuovamente protagonista con la "triplona" del 113 a 107, anche se mancano ancora 3' alla fine per i Cavaliers sembra fatta.

FINALE THRILLING - Ma proprio quando gara 3 sembrava destinata ad finire nelle tasche di coach Tyronn Lue, Durant si scatenata, risultando decisivo insieme ad Andre Iguodala. "KD", a 45'' dalla fine, segna la tripla del clamoroso vantaggio: 114 a 113 per gli Warriors. Nei secondi finali la giocata della partita: LeBron tenta la tripla del controsorpasso ma Iguodala gliela nega con una grandissima difesa, rischiosa quanto efficace. L'MVP delle Finals del 2015 rischia di regalare tre liberi a James ma l'azzardo paga, palla persa di Cleveland e possesso che torna nelle mani di Golden State. I padroni di casa provano il tutto per tutto, mandando gli avversari in lunetta ma Durant prima e Curry poi, sono glaciali. Finisce 118 a 113 per gli ospiti, Golden State sul 3-0. Durant sempre più vicino a conquistare il primo anello della sua straordinaria carriera, a LeBron servirà qualcosa di più di un "semplice" miracolo.

Cleveland: James 39, Irving 38, Smith 16
Golden State: Durant 31, Thompson 30, Curry 26

Cronaca a cura di Alessandro Palermo