Italia attenta, i ceki diventano pericolosi

16.08.2012 13:31 di Redazione Pianetabasket.com  articolo letto 840 volte
Fonte: www.pallarancione.it
Italia attenta, i ceki diventano pericolosi

Match-bussola  sabato nel Girone F fra la Repubblica Ceka e l’Italia che a Sassari  ha finalmente dato fiducia ad Aradori, doppiato e portoghesi e vinto con 52 punti, maggior scarto della giornata. Dovunque è un’Europa in rinnovamento, molte defezioni fra i giocatori NBA ma Gallinari ha risposto. Scopriamo la squadra ceka di Satoransky e Jelinek.

 

Di Enrico Campana

 

I risultati più importanti della prima giornata delle qualificazioni europee nei 6 gironi (31 squadre totali)?. Per il record i 47 punti di scarto degli italiani col Portogallo e il fatto di averli doppiati (97-45), per la sostanza certamente il colpo del Belgio del motorino Van Rossom (ex Scavolini e Armani) con i polacchi forti Marcin Gortat, il centro dei Phoenix, e fra le altre vittorie esterne certamente quello della rinnovatissima squadra ceka   in Bielorussia che diventa una pericolosa avversaria sabato sera nella propria tana, perché una vittoria darebbe slancio e sicurezza a un gruppo nel quale spicca Tomas Satoranski,  uno dei giocatori più in vista dell’ultimo draft e del Nike camp di Treviso corteggiatissimo dai Boston Celtics. I ceki non hanno Jan Vesely, il loro giocatore più forte, 21 anni, lanciato dal Partizan e subito starter come matricola nei Washington Wizard,  hanno rinunciato al naturalizzato Whitfield, hanno puntato sui giovani e sull’esperienza  internazionale di  due professionisti del campionato spagnolo che giocano nelle formazioni più spumeggianti, Jiri Welsch (32 anni, guardia tiratrice dell’Estudiantes) e Lubos Barton (32 anni, ala piccola del Fuenlabrada) e hanno un discreto centro non molto alto, il 30enne Petrr Benda (30 anni) che ha segnato  13 punti in Bielorussia. Miglior realizzatore David Jelinek, punto di forza delle varie versioni della squadre giovanili dall’Under 16 all’Under 20. Cecchino per eccellenza, da una media di 20 a 13,8 punti nella trafila europea con le giovanili, ne ha segnati 16 al debutto a Minsk  partendo dalla panchina. 

La Serbia in fase  di rinnovamento, con una selezione di  kids interessantissimi, come Nemanja Nedovic, gioiello della Stella Rossa,  e i più grandicelli Vladimir Lucic (23 anni, 2,02, ala piccola) e Vladimirs Stimac  (25 anni, 2,11, centro), ha vinto in Islanda  con una gara di sostanza mancando dei due centri titolari Nenad Krstic e Zoran Erceg contro la  neo-promossa in Divisione A.

MVP della partita  lo svedese Jon Stefansson (30 anni, 1,96) che ebbe il suo momento di notorietà nell’ Euroleague 2005  con la Dymamo di San Pietroburgo allenata da un certo David Blatt il quale  raramente ha sbagliato nelle sue scelte. Anche l’altro straniero, l’ucraino Pavel Ermolinskj (14) punti ha contribuito a tenere viva la gara fino al termine. Decisivi i 13 rimbalzi di differenza, 51 a 37.Stefansson è stato il top scorer,21 punti, 7/17 (5/11, 2/6 da 3), 6 assist, 9 falli subiti.

In qualità di capitano per l’assenza di Krstic che sta recuperando da un infortunio alla caviglia, Dusko Savanovic è stato il migliore della sua squadra (18 punti, 7 rimbalzi), sono piaciuti i debuttanti Lucic (16 punti, 7 rimbalzi) e Stimac (10 punti, 5/7, 5 rimbalzi in 18’) mentre Teodosic (4/5 da 3, 14 punti) ha avuto nel baby Nedovic (21 anni, 1,91 di Belgrado) un ottimo sostituto (5 assist). Nedovic ha esordito a 17 anni nella nazionale under 20 di Serbia disputando ben 3 edizioni della Under 20, un prodotto della Stella Rossa e farà la sua prima apparizione in Euroleague con il Lietuvos Rytas.

Nel Girone A a 6 squadre Montenegro e Israele che due anni fa arrivarono davanti all’Italia nelle qualificazioni  hanno dato vita a un gran duello, vittoria degli all-black montenegrini anche senza Pekovic (Minnesota), operato a giugno a un piede, e con l’americano Rochestie al posto di Omar Cook (Armani). 22 punti per il centro Elyahu che spera di giocare nella NBA (Minnesota) e 17 per Omar Casspi dei Cavaliers e 10 assist e 8 punti per l’astro nascente del Maccab, il play Oayon. Hanno vinto fuori casa oltre alla Serbia l’Austria  (senza Benjamon Oertner) a Cipro dopo un tempo supplementare e  l’Arzebaigian in Lussemburgo, la Svizzera in Albania (con 9 punti e 11 rimbalzi di Greg Brunner, veterano del nostro campionato) e naturalmente quelli del Belgio che non fallisce mai le qualificazioni e degli sbarbati ceki per i quali la gara di sabato è una magnifica occasione per farsi notare, ma anche per l’Italia è un rischio e un’occasione e spero di ascoltare i soliti refrain che spaziano in argomenti da psico.sociologia,  guardano a punti lontani e distanti per affrontare invece il quotidiano impellente che accende la sua lucina rossa, e l’Italia deve piazzare la prima botta per evitare tormentoni degli ultimi due anni e sfruttare la leadership di Gallinari che si è manifestata una volta di più nel voler andare in campo, con un contributo eccellente. 

Vittorie sofferte della Bosnia con 24 punti di Teletovic (neo Brooklyn Nets) e del nuovo americano Wright (20 punti e 11 rimbalzi) al posto di Harry Domercant, e della Romania (con 10-12 nei liberi e 9 assist di Moldoveanu, ex Benetton) sull’Olanda. L’Ungheria con l’americano Obie Trotters ha perso in Ucraina sbagliando gli ultimi 9 tiri da 3. La Svezia con Jonas Jerebko, il suo campione NBA, ha perso di 5 punti in Bulgaria, ma può rifarsi. Il più deluso fra gli europei NBA è certamente Marcin Gortat che la Polonia non aveva potuto schierare per mancanza di fondi necessari alla copertura assicurativa.

A parte la Serbia, scesa subito in campo nell’unico girone a 6, debuttano sabato le  prime  teste di serie Germania, Croazia, Geoogia, Finlandia e Turchia. Ci interessa da vicino la prima apparizione ufficiale dell’ultima scommessa di Bogdan Tanjevic orfana di 5 giocatori NBA per mettersi in gioco. Ospita la  Bielorussa, il 21 la prima  trasferta con l’Italia  a Sassari  sperando di veder tornare gli azzurri dalla cekia  con i 2 punti, altrimenti  sarebbe un incontro spinoso e di grandi tensioni per la nostra formazione che, intanto, ha definito l’importanza di un terminale quale Aradori lanciato da Recalcati quattro anni fa e che Siena ha tenuto nel limbo anche se credo sia l’unito italiano in Euroleague versione moderna ad essere stato proclamato Giocatore della Settimana.

In azione i due fischietti italiani Taurino e Chiari in veste di “secondi” per Montenegro-Israele e Bosnia-Lettonia, aspetto le prossime designazioni per vedere se la Fiba ha smentito quel “bugiardino” che sono state le ultime 3 classifiche arbitrali italiane, e senza fare nomi. Le informazioni sono arrivate anche al designatore Kotleba, e si capirà meglio anche perché Lamonica e Cerebuch  non hanno diretto una finale come meritavano, e come l’Italia deve pretendere. Intanto conviene darsi una regolata, e intanto si prende atto del primo problema: conviene accelerare in maniera decisa l’età d’ingresso sui 33-34 anni, che dovrà essere portata a 28 nel giro a due anni senza scivoli e scalini all’italiana.

Per quanto riguarda l’affluenza di pubblico, poco più di 2 mila spettatori a Sassari, a ferragosto la gente è in vacanza,  il picco d’interesse a Sopot per Polonia-Belgio (7.500 presenze),  Sarajevo per Bosnia-Lettonia (7.000), Dnipopetrovsk  per Ucraina-Ungheria (5.000), poi 3800 a Podgorica per Montenegro-Israele e 3500 per Estonia-Slovacchia. In America il basket è fermo, in Europa interesse a macchia di leopardo, con punte maggiori nei paesi dell’Est.

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