Impero o colonia?

02.12.2009 11:27 di Julia Kern  articolo letto 1033 volte
Fonte: Sandro Spinetti opinionista per Pianetabasket.com

I Campionati di Seria A1 e di Lega 2 già delineano le prime gerarchie (talune scontate) ed emergono le scelte tecniche ed il modo di giocare nei rispettivi tornei (una confermata omologazione, con poche eccezioni). Mi sovviene una prima riflessione : perché si gioca tutti allo stesso modo e non si cerca di ideare nuovi sistemi di gioco e di gestire tatticamente la gara per non restare travolti : giocando allo stesso modo e con pari scelte, vince sempre la più forte ? In A1 il Montepaschi è una macchina perfetta (almeno in Italia), nella quale le forti individualità emergono di volta in volta, secondo necessità, o si mettono al servizio della squadra e sempre con il medesimo risultato: la vittoria con un largo margine. Le piacevoli sorprese sono Avellino (inattese le proporzioni del tonfo con Siena), Caserta e Biella, a cui aggiungiamo il corsaro Teramo dell'ultima domenica, tutte comunque a distanza siderale dai toscani, mentre le altre, a cominciare da una inguardabile Roma, passando per le sufficienti Cantù e Treviso, fino ad una Milano da lavori in corso, al momento sgomitano per le posizioni di medio rincalzo. Discorso a parte ed un tantino diverso per le 2 contraddittorie realtà di Pesaro e Napoli, risalite e ripescate da regolamenti federali, che nulla hanno a che fare con il merito sportivo e con i sovrani verdetti del campo, ferme sul fondo della classifica. In Lega 2 l'incertezza e l'equilibrio sono ancora più accentuati dello scorso anno, quando Varese andò subito in fuga ed una piccola pattuglia di 4 Squadre si mise nella sua scia, lasciando tutte le altre a sgomitare per la conquista del 9° posto o per non retrocedere. Al momento, una pattuglia di 4 Squadre condividono il primato : l'esperta Rimini, la baldanzosa Sassari, la giovane Reggio e la coriacea Veroli, che dettano un buon ritmo e mettono in fila tutte le altre pretendenti alla griglia play off. Nelle retrovie delude Pavia, arrancano Casalpusterlengo e Latina, vanno in altalena Vigevano, Pistoia ed Udine, mentre Venezia si lecca le ferite e l'indecifrabile Casale e la stessa giovane (Chiacig) Scafati, danno segni di vita. Questo dicono le classifiche e questo mostrano le partite fin qui disputate, in attesa di possibili " ribaltoni ", che sono sempre all'ordine domenicale, complici le finestre di mercato, i possibili tagli e le fibrillazioni di qualche dirigenza poco paziente. Ma tecnicamente, cosa c'è di nuovo sotto il sole ? Quale nuovo Personaggio si è messo in luce ? Si ripropongono gli stessi schemi e le medesime scelte di gioco o s'intravede qualche cambiamento e qualche volto nuovo; soprattutto italiano ? Un rapido volo attraverso le oltre 130 gare fin qui giocate, ci consentono alcune considerazioni e qualche interessante risposta. Tralasciamo di parlare di Siena, fuori dimensione per il nostro Campionato ed attrezzata per essere all'altezza anche in Europa (con il Barça, solo un episodio ?), che dispone di giocatori intercambiali, di un gioco collaudato e di un ambiente con grande passione. Buona anche la duttilità e l'entusiasmo che Biella mette in campo ogni domenica con il suo Aradori (Teramo è sempre un brutto cliente), la determinazione che mostra Avellino (Siena è di un altro Pianeta) ed il pragmatismo di Caserta del pimpante Di Bella (ad immagine del suo Allenatore), che ogni domenica scoccano le loro velenosissime frecce e si propongono per l'alta classifica. Roma, anche questo anno, sembra nuovamente vittima della sindrome di Penelope : costruisce delle bellissime prestazioni e la gara successiva le disfa con pessime recite, riproponendo limiti caratteriali e mentali che i turn over di giocatori, tecnici e direttori sportivi, non hanno certamente aiutato a superare. Le altre, ad iniziare da Milano (ancora un cantiere in evoluzione), a Bologna (alla ricerca dei giusti equilibri), a Cantù e Treviso (economicamente meno impegnate), possono solo aspirare ai posti d'onore, con Caserta outsider pericoloso se tiene il ritmo. Non mi soffermo a sottolineare le prove di questo o quel giocatore, non riuscendo ancora ad abituarmi a quintetti da Torre di Babele ed a consegnare il Tricolore al termine di uno spettacolo; quasi fosse un semplice Basket Award. Il Titolo di Campioni d'Italia era molto più sentito ed Italico ai tempi in cui l'inglese si limitava ai Bon Salle, Kenneth, Howes, Morse, D'Antoni, Bradley e qualche altro "Super" che onoravano e facevano crescere la Pallacanestro Italiana.. Guardo invece con interesse la Lega 2 (meno colonizzata..), che dovrebbe essere palcoscenico degli Italiani, ma anche qui trovo solo l'imberbe.. Myers (punti, tiri liberi e recuperi) ed il rinato ... Di Giuliomaria (stoppate e rimbalzi), nelle classifiche di rendimento ed attendo il pieno recupero di Melli, il resto ? solo cognomi strani, alcuni illeggibili. (poi ci lamentiamo delle belle prove del Team Azzurro...). Mi sorge spontanea una domanda (od un atto d'accusa) : ma dobbiamo ancora regalare soldi ed onori ai neo laureati dei College, agli scarti ed ai pensionati NBA, ai Comunitari ed ai Passaportati di varia provenienza, o possiamo dare spazio ai nostri Ragazzi : almeno in Lega 2 ? Non ci accorgiamo che anche nel basket ci muoviamo come fa il nostro commercio : esportiamo in Cina qualche Ferrari, Scarpe e Vestiti di pregio (Bargnani, Belinelli e Gallinari) ed importiamo e compriamo scadenti prodotti cinesi alimentando una silenziosa colonizzazione che distrugge la già scarsa economia (le nostre qualità genetiche e la crescita dei nostri giovani). Se non abbiamo tanti Italiani di livello (ma in A Dilettanti il livello è accettabile), esiste una sola strada possibile: Ridurre il numero delle Squadre e dei Campionati ! Ma quello che più preoccupa e che c'è poco o nulla di nuovo e che dal punto di vista tecnico tutto sembra immobile, con il pick and roll, il tiro da 3 e lo yo-yo del palleggio infinito a farla ancora da limitanti padroni, mentre le telecronache sono piene di iperboli ed esaltano anche le più semplici cose. Una volta si insegnava : occupa lo spazio che la difesa ti concede verso canestro, impegna senza palla il tuo avversario, porta via l'uomo per impedire i raddoppi, palla dentro e palla fuori, in contropiede fermati sulla lunetta, scegli e varia i ritmi che la partita richiede e tante altre piccole amenità..... Semplici regole che codificavano il gioco della pallacanestro e che se messe al servizio e nel bagaglio dei moderni, grandissimi atleti, farebbero del basket quello splendido Sport che tutti noi amiamo !