Il baratto Hackett-presidenza e una storia che era già stata scritta per sommi capi

11.05.2014 09:16 di Umberto De Santis  articolo letto 1705 volte
Il baratto Hackett-presidenza e una storia che era già stata scritta per sommi capi

Gianni Petrucci, nel presentare il nuovo canale tv della Fip, ha risposto alle domande dei giornalisti sulla situazione della Mens Sana e del suo ex-presidente, Ferdinando Minucci. 1) la squadra biancoverde potrà disputare regolarmente i play off (e anche vincere lo scudetto consecutivo numero 8), ma non potrà iscriversi al prossimo campionato di serie A, poichè la società è in liquidazione. 2) sulla revoca dei titoli Petrucci ha detto: "Non posso rispondere a queste domande, l'ufficio inchieste sta lavorando da circa un mese ed è ancora tutto da capire. Al momento non voglio addentrarmi in cose di cui non sono preparato". 3) sul futuro del basket a Siena "Non voglio che sparisca da basket. Laddove Siena rispettasse altri adempimenti, si potrebbe iscrivere in altri campionati".

4) Caso Minucci: "Non ce l'ho con i presidenti, e li ringrazio, però consentitemi lo sfogo umano da parte di chi dirige lapallacanestro italiana. A che serviva tutta questa fretta? La cosa che mi dispiace è che solo io l'ho detto". Caro presidente, per rinfrescare la memoria sua e di tutti i nostri tanti lettori, vecchi e nuovi, vi rimandiamo all'articolo pubblicato lo scorso 25 gennaio su questa home page dal titolo "Cremascoli-Vescovi-Minucci: triangolo pericoloso?" in tanti lo hanno letto, a le ragioni di opportunità passano sempre in secondo piano rispetto al altri interessi. Di seguito riproponiamo due dei passaggi più chiari dell'articolo in questone su chi fosse e da dove provenisse il neo-presidente in pectore che, a questo punto, certamente non sarà confermato dalla prima riunione che terranno in Legabasket.

"A che gioco si sta esponendo Anna Cremascoli? La presidentessa della Pallacanestro Cantù, ormai prossima a lasciare ad altri l’avventura nel basket come va ripetendo da troppo tempo, sarebbe la leader di una cordata di presidenti di club di serie A che porterebbe Ferdinando Minucci, direttore generale nonché membro del CdA di Mens Sana Basket Spa, alla carica di presidente di Legabasket al posto di Valentino Renzi, che è in scadenza di mandato il prossimo 30 giugno e che non sarà rinnovato. Sull’opportunità che per la prima volta ci sia a capo della Lega un presidente “di parte” - e di che parte - ci sarebbe da discutere molto. Che questa poltrona vada a un signore che è nel mirino della Guardia di Finanza che ha contestato alla società, nel periodo in cui è stato anche presidente, un PVC da 23 milioni di euro (cioè un procedimento di verifica fiscale che potrebbe portare a una multa milionaria e ad allargare ai rapporti con le altre società di basket una indagine che invece sembra prendere spunto da vicende legate alla sponsorizzazione della banca più chiacchierata d’Italia), sarebbe altra materia di discussione. Che la società di provenienza di Minucci sia in una situazione tale da far temere per il suo futuro a breve, dovrebbe essere un impedimento a trascinare Legabasket in una spirale che non giova certamente al basket tricolore con una nomina siffatta".

"La conferma di questo scenario (già palese al 25 gennaio, prima dell'elezione dell'8 febbraio) ci fa ritenere essere il dottor Minucci ritornato quello che lui stesso ha raccontato dei primi anni di gestione della società sportiva: anni difficili, senza sponsor o con pochi soldi a disposizione, scarsa possibilità di fare programmazione. Ovvero senza i soldi della banca MPS. Vediamo davanti a noi un signore che in due anni non ha trovato uno straccio di sponsor, che non ha un piano per mandare avanti la baracca, e che dei 200 milioni circa che sono passati da qualche parte attraverso Montepaschi pare non aver mai fatto una programmazione per il futuro. Aspettando che qualcuno ammodernasse il PalaEstra o inseguisse le chimere elettorali della cittadella dell’Arbia, facendo debiti a più riprese con la proprietà formalmente consenziente, facendo ripianare gli stessi alla gente che versa le quote per fare sport nelle varie sezioni della Polisportiva, che hanno pochi soldi a disposizione".

E in un altro articolo del 28 aprile scorso già avevamo espresso i timori che Minucci a ricoprire la carica non ci sarebbe mai arrivato, prevedendo l'azione della magistratura per fine primavera. Poi un giudice a Siena ha deciso di spostare il processo MPS-Antonveneta a Milano, i PM si sono ritrovati liberi di continuare indagini e azioni giudiziarie che avevano dovuto procrastinare. Così la situazione è improvvisamente precipitata. Il baratto Hackett-presidenza Legabasket è andato in porto solo a metà. Ne valeva la pena?