Golden State Warriors, la NBA ha un solo signore

 di Redazione Pianetabasket.com  articolo letto 1350 volte
Golden State Warriors, la NBA ha un solo signore

La schiacciata di Marjanovic a cinque secondi dalla fine della partita tra Golden State e San Antonio sa di frustrazione e di consapevolezza. I Warriors rimettono da fondo campo, la Oracle Arena di alza in piedi per tributare l'applauso a una formazione che ha vinto solo un titolo, ma che è già leggenda. La partita della prima contro la seconda? La partita dell'abisso che divide GS da tutte le altre franchigie.

I numeri non sono mai stati così poesia. I Warriors corrono, tirano, lottano sulla palla con una velocità sconosciuta agli altri, danno ragione a coach Kerr che aveva detto che c'era tanto margine di miglioramento. 51,8% dal campo, dominio a rimbalzo. 47 palle perse in due possono dare la misura dell'intensità con cui si è giocata ogni palla: per saperlo con certezza guardatevi le repliche o gli highlights.

E poi c'è lui. La palla è il naturale prolungamento della mano di Stephen Curry. 6 su 9 da tre e Spurs annichiliti. Durano poco più di un quarto (29-23 al 12'): Popovich non rinuncia alle rotazioni ma il canestro di Anderson intorno al 18' è già +10 Warriors. Ritorno in campo per Curry, 10-1 in tre minuti. Alla fine Golden State avrà vinto i due quarti centrali segnando 66 punti (contro 43). Un quarto intero di garbage time, per la seconda migliore squadra della NBA a Oakland.

Finisce 120-90 con 37 di Curry, 13 di Livingston e Rush, 12 di Speights, 11p+9r di Green, 11 di Thompson per Golden State (41-4); 16 di Leonard, 12 di West e Marjanovic per San Antonio (38-7) che ha lasciato a riposo Duncan.