Gianni Petrucci: 'Il nostro basket cresce ma ora serve Rio'

23.12.2015 15:01 di Redazione Pianetabasket.com  articolo letto 464 volte
Fonte: apicella - repubblica.it
Gianni Petrucci: 'Il nostro basket cresce ma ora serve Rio'

Presidente Petrucci, quello che sta per chiudersi che anno è stato per la pallacanestro italiana? "Se guardo agli obiettivi che ci eravamo prefissati penso sia stato un anno estremamente positivo. Volevamo portare interesse intorno alla Nazionale e ci siamo riusciti, abbiamo battuto ogni record di audience e di attenzione. L'altro traguardo che volevamo tagliare era rendere il basket più popolare attraverso la televisione, siamo forse il solo paese in Europa ad avere almeno sette dirette televisive a settimane. Non è poco. E poi abbiamo personaggi conosciuti in tutto il mondo, palazzetti pieni in serie A e in serie A2. Siamo davvero soddisfatti".

L'obiettivo Olimpiade non è ancora sfumato ma la strada dopo il sesto posto all'Europeo è diventata un po' più complicata. "Ma essersi qualificati per il preolimpico non era un risultato scontato. Con questo non voglio dire che non c'è rammarico, siamo stati ad un canestro dalla semifinale, ma non posso che essere grato a questi giocatori. Il fatto stesso che non vedano l'ora di partecipare al preolimpico è la dimostrazione che vogliamo Rio a tutti i costi".

Che non si voglia lasciare nulla al caso è dimostrato anche dall'arrivo in panchina di Messina al posto di Pianigiani. "Il rapporto con Messina (che sarà presentato il prossimo 20 gennaio al Salone d'Onore del Coni, ndr) non è mai tramontato anche quando ci siamo divisi e abbiamo preso strade diverse. Ritengo la nostra come una naturale riunione. Parliamo di uno dei più grandi, la sua scelta ha messo d'accordo tutti. Credetemi, nella mia vita di dirigente sportivo, e non parlo di pochi anni, non ho mai visto tanta coesione attorno al nome di un allenatore. Messina ha vinto tutto in Europa, è un allenatore apprezzatissimo in America, quando l'ho chiamato per chiedergli di guidare l'Italia sono stato colpito dal suo entusiasmo, entusiasmo che ha trasmesso a me e a tutta la federazione".

Perché questo feeling non è sbocciato con Pianigiani? "Non lo so, ma può capitare. Finiscono i matrimoni più belli, può terminare anche il rapporto tra la federazione e un allenatore. A Pianigiani non posso rimproverare nulla sul piano professionale, è chiaro che quando si lavora in tandem, come deve essere tra presidente e allenatore, serve quel feeling che purtroppo non c'è stato. E non c'entra nulla il risultato dell'Europeo, semplicemente non ci siamo presi". 

Torniamo al preolimpico, giocarlo in Italia quanto può essere importante? "Intanto speriamo di poterlo organizzare, se sarà un vantaggio potrò dirlo solo dopo. Anche la Germania all'ultimo Europeo aveva il fattore campo a favore eppure non ha superato la prima fase. Abbiamo la fortuna di avere il Coni al nostro fianco, l'appoggio del Governo. Laddove si giocasse a Torino avremmo un ritorno di entusiasmo e di spettatori come mai successo in Italia. Ma alla fine quello che conta è il risultato sul campo".

Milano che abbraccia l'Eurolega e dice no alla nuova Champions della Fiba è un problema per la federazione? "Milano in buona fede aveva firmato un contratto e ora deve rispettarlo. Con Proli (presidente dell'Olimpia, ndr) ho chiarito tutto".

Sta di fatto che si va verso una nuova scissione. "La Fiba rappresenta lo sport mondiale, si è ripresa ciò che era nel suo dna. L'Eurolega è un organismo privato che non privilegia il diritto sportivo. E' una situazione anomala quella dell'Eurolega, non lo dico io ma la realtà, non esiste un organismo privato che possa andare contro qualcosa che è riconosciuto dal Cio. Oggi la Fiba ci chiede di far rispettare determinate norme e noi non possiamo che stare con la Fiba".

Con la Lega come sono i rapporti? "Buoni, dal contratto televisivo all'instant replay il presidente Marino ha fatto un ottimo lavoro".

Nell'ultima assemblea i club hanno chiesto per la prossima stagione il 6+6, sei stranieri senza distinzione di passaporto e sei italiani. "E' una cosa che stiamo studiando. Non sono contrario, ma è un argomento che va approfondito con l'associazione giocatori".

Per finire, cosa chiede Petrucci al 2016? "Intanto sono contento che tra i protagonisti del campionato ci siano diversi giocatori italiani, sarà un problema in più per Messina che in estate avrà l'imbarazzo della scelta. Al nuovo anno chiedo numeri ancora migliori e un biglietto per Rio''.