Final Eight: 14 anni dopo, Varese torna in finale. Siena non fallisce, ora va a caccia del record

 di Luca Rosia  articolo letto 679 volte
Fonte: Luca Rosia e Alberto Baviera
Final Eight: 14 anni dopo, Varese torna in finale. Siena non fallisce, ora va a caccia del record

Si alza il sipario al Mediolanum Forum sulle semifinali della Beko Final Eight di Coppa Italia. A scendere in campo nell'incontro delle 17.45 l'Acea Roma contro la Cimberio Varese, alle 20.30 il Banco di Sardegna Sassari contro la Montepaschi Siena.

 

ACEA ROMA - CIMBERIO VARESE

Alla palla a due Coach Vitucci propone un quintetto con Banks, Green, Ere, Polonara e Dunston; Coach Calvani sceglie Jones, D'Ercole, Datome, Taylor e Lawal.

Varese controlla la prima palla e va subito a canestro con Dunston, Roma si inceppa con Taylor e Lawal (falli e passi) e la Cimberio scappa con tre punti pesanti di Banks. La formazione varesina fa la voce grossa sotto le plance ma a volte esagera, così la Virtus inizia a respirare con due liberi in lunetta. L'Acea finalmente si sblocca e rimonta con la coppia Jones-Lawal, 4-5. Banks sbaglia dall'angolo, Roma ne approfitta e sorpassa con Gigi Datome. Il match si scalda dall'arco: a tabellino entrano anche tre punti di Ere e Polonara, 6-11. Roma ha difficoltà a smuovere la retina, subisce la difesa lombarda e un 'più sette' a tabellone. Potrebbe rientrare con Czyz (canestro da sotto più libero supplementare) ma il polacco sbaglia la parabola in lunetta e il gap rimane di 5 lunghezze, 10-15. La battaglia persa sotto canestro diventa quasi un'ossessione per la Virtus che incespica su passi, falli e rimbalzi. Per fortuna dei ragazzi di Coach Calvani, Varese, ostinata al tiro da tre (12 tentativi al 20'', il doppio di Roma), nei minuti finali colleziona più punti che ferri. Tutto questo fino a 10'' dalla prima sirena, quando ancora dall'arco i biancorossi vanno a segno con De Nicolao e fuggono a 'più otto': cheerleaders in campo sul 10-18. 

Czyz e Datome aprono le danze nel secondo periodo e Roma torna a 'meno cinque'. La mira di Varese non migliora e la Virtus coglie l'attimo con Jordan Taylor, 15-18. Il break di 5-0 giallorosso viene però smontato di prepotenza da Dusan Sakota (tiro da fuori, tripla e canestro dal pitturato), 15-25. Lorant entra a tabellino e i suoi punti, con quelli di Taylor (quattro consecutivi), tengono a galla l'Acea: da 'meno dieci' Datome e compagni si portano a 'meno quattro', 21-25. Nell'azione successiva il popolo varesino torna a infiammarsi con Dusan Sakota. Qui a Milano usano dire "El segna semper lu": nove punti in sette minuti! Tanta roba. La Cimberio ritrova il sorriso con Capitan Ere, 21-30, a seguire Goss firma un 'due più uno' e Datome infila da sotto: la Virtus è di nuovo lì, a 'meno quattro'. Taylor e Jones rispondono a Banks e lo svantaggio si riduce di un solo possesso, 30-32. Nell'ultimo minuto Ere raccoglie metà bottino dalla linea dei liberi, Datome fa tutto lui - prende ferro, rimbalzo e va a canestro - per il 'meno uno' (32-33), e Green, dal lato opposto, in lunetta, fa 'due su due'. Squadre a riposo sul punteggio di 35-32. Non una bella partita.

Al rientro dagli spogliatoi Polonara prova la schiacciata della vita ma si ferma sul ferro. La Virtus dà gas con Taylor e Goss, e la fuga romanista, tentata nel primo periodo, si concretizza fino al massimo vantaggio di 'più quattro'. Coach Vitucci, preoccupato, è costretto a chiamare il timeout. Alla ripresa delle ostilità la Cimberio realizza il controsorpasso, pochi istanti prima accarezzato da Sakota e Banks (l'americano viene stoppato da Jones, 44-43). La tripla di Sakota chiude l'ottimo momento varesino, 44-48, interrotto dalla chiamata in panchina di Coach Calvani. Ora il match ha finalmente il sapore di una semifinale di Coppa Italia: è combattuto, vive di continui capovolgimenti di fronte ed è scaldato dai cori del 4.000 presenti al Forum. Ere e Taylor aggiustano i rispettivi tabellini, 46-50, poi Datome, fin qui molto opaco, si prende qualche timido applauso dalla lunetta. Varese potrebbe premere sull'acceleratore ma non lo fa, consentendo così a Roma di continuare a crederci, e addirittura, a due possessi dalla terza sirena, riportarsi avanti, 53-52.

La prima finalista della Beko Final Eight 2013 sarà decisa negli ultimi dieci giri di orologio. I punti di inizio quarto portano il marchio di Bryant Dunston (due liberi) e Phil Goss (conclusione da fuori). Il match vive di un sostanziale equilibrio e nella prima metà subisce una scossa solo con Ere, che dall'angolo esalta i suoi fan. La Virtus non demorde, si mantiene in scia (57-57) e mette nuovamente la freccia prima con Goss e poi con Datome. Sakota manda a referto altri punti pesanti (cinque consecutivi, tripla e liberi) riportando i suoi sul 'più quattro', 61-65. Il gap potrebbe dilatarsi con altri due punti ma Dunston in lunetta sbaglia entrambe le parabole. Applausi scroscianti dopo il capolavoro di Lawal (schiacciata da NBA) che incolla i capitolini ai lombardi. L'equilibrio non si spezza fino al 'cinque a zero' di Super Mike Green (due punti in lunetta e tripla a seguire) che sanciscono il 'più otto' per la formazione di Vitucci, 63-71. A cronometro mancano 2 minuti e 41 secondi, l'Acea cerca di colmare con Taylor ('due più uno') ma Varese argina alla grande e replica con un missile dall'arco di Capitan Ere, 66-74. Non c'è proprio più nulla da fare per Roma, che a seguire porta a casa un solo libero con Jordan Taylor. Rush, Goss ed Ere trascinano l'incontro sul 69-77, poi nelle battute conclusive, con 38'' ancora da giocare, lo stesso Phil Goss dà a Roma ancora una misera speranza di rimonta. Illusioni. Al terzo anello i tifosi varesini intonano "Vitucci portaci in finale". Il valzer delle lunette premia i biancorossi, che chiudono addirittura con dieci punti di vantaggio. All'ultima sirena il tabellone recita 71-81. Abbracci sui parquet ed entusiasmo alle stelle in tribuna: quattordici anni dopo Varese torna in finale di Coppa Italia. Non accadeva dal 1999. Domani sul parquet del Mediolanum Forum Ere e compagni affronteranno la vincente di Sassari-Siena.

ACEA ROMA - CIMBERIO VARESE 71-81

Parziali: 10-18; 32-35; 53-52; 71-81

Acea Roma: Goss 19 pt, Jones 9 pt, Tambone, Tonolli (n.e.), Gorrieri (n.e), D'Ercole 2 pt, Datome 11 pt, Di Giacomo (n.e.), Taylor 20 pt, Lawal 4 pt, Czyz 4 pt, Lorant 2 pt. All.: Calvani.

Cimberio Varese: Sakota 21 pt, Banks 7 pt, Rush 4 pt, Talts, De Nicolao 3 pt, Green 11 pt, Balanzoni, Bertoglio, Cerella, Ere 23 pt, Polonara 3 pt, Dunston 9 pt. All.: Vitucci.

Arbitri: Giampaolo Cicoria, Saverio Lanzarini, Alessandro Martolini

 

BANCO DI SARDEGNA SASSARI – MONTEPASCHI SIENA

Per lo starting-five Meo Sacchetti sceglie di affiancare Thornton, Ignerski ed Easley ai cugini Diener. Anche Luca Banchi va sul sicuro rispondendo con Brown, Janning, Moss, Sanikidze ed Eze.

L’avvio di gara non è quello che ci si aspetterebbe da una semifinale; o forse è proprio la tensione di un’occasione così importante a far commettere molti errori. Si segna davvero poco, prova ne siano i soli due canestri realizzati nei primi 2’ di gioco quando soltanto Drake Diener ed Eze (schiacciata) muovo il tabellino. Le squadre scheggiano più volte il ferro: i più imprecisi sono i sardi tanto da far pensare che il canestro difeso da Moss e compagni sia stregato. Siena invece, con Eze che domina nel pitturato, riesce a colpire e inizia a scavare un piccolo solco prontamente dilatato dalla tripla di Brown. Il Banco di Sardegna prova a reagire con Thornton ma poi viene immediatamente punito da Janning che va a bersaglio dall’angolo (13-18). La Montepaschi però non sfrutta come potrebbe l’inerzia positiva e così il canestro+libero di Easley fa sì che la Dinamo torni ad un solo possesso di distanza al termine del primo quarto e ristabilisca la parità al 12’ (18-18). La tripla di Brown sblocca i biancoverdi che però si fanno sorprendere dalla schiacciata di Devecchi e da Travis Diener che trasforma una palla recuperata su una rimessa da fondo campo nella tripla del vantaggio (24-21 al 14’). Immediata la richiesta di timeout da parte di un Banchi per niente soddisfatto. Dopo il botta e risposta Sacchetti-Ress dalla lunga distanza è Kangur a convertire un prezioso rimbalzo in un canestro che rimette di fatto in equilibrio la sfida (27-26). Dall’arco dei 6,75 metri prima Ress e poi Hackett riportano al comando la Montepaschi; l’uno-due Kangur-Ress, entrambi a segno dalla lunga distanza, lanciano Siena al momentaneo massimo (31-38). Ma con un perentorio break di 7-0, suddiviso tra lunetta e arco, la Dinamo riconquista il pareggio.
Siena sembra essersi inceppata e, di ritorno dagli spogliatoi, la musica non cambia: il canestro pesante di Ignerski vale il vantaggio sardo. Al 22’ Eze in area interrompe il lungo digiuno senese e, soprattutto, il parziale di 10-0 costruito dalla Dinamo a cavallo dell’intervallo. Ma un Thortnton in serata di grazia (29 punti a fine partita) e un incontenibile Easley rilanciano il Banco di Sardegna portandolo sul 48-41. Hackett prova una timida reazione ma i cugini Diener non si fanno intimidire e conducono i biancoazzurri alla fuga: i liberi di Thornton fanno scappare i sardi al nuovo momentaneo massimo vantaggio (56-43 al 27’), operazione facilitata dal fatto che Siena impieghi un po’ a trovare il bandolo della matassa. La tripla di Kangur dall’angolo è ossigeno puro per i biancoverdi che, sfruttando l’improvviso blackout sassarese, riescono a completare un parziale di 0-12 che riduce decisamente le distanze (56-52 al 30’).
Thornton apre l’ultimo periodo cercando di fermare la rimonta degli avversari che però con i siluri di Janning e Hackett tornano a contatto (59-58). L’imperiosa schiacciata di Easley scuote la Dinamo che sulle ali dell’entusiasmo tenta di allontanarsi ancora grazie alla tripla di Thornton (64-58). Ma prima Janning dalla lunga distanza e poi Hackett firmano il pareggio (64-64 a 6’ dalla fine). Thornton riprova lo strappo piazzando due bombe consecutive inframmezzate da quella di Moss, poi il canestro da sotto di Janning limita al minimo il divario (70-69). Sassari non sfrutta i due tentativi consecutivi concessi dalla difesa senese e regala il pallone ad Hackett che conclude il contropiede segnando nonostante il fallo di Thornton: in lunetta l’esterno azzurro realizza anche il libero. Siena è di nuovo avanti (72-70), mentre la Dinamo sembra un po’ in confusione. Sulla schiacciata di Moss la panchina biancoazzurra è costretta al timeout: quando si torna in campo Easley, servito da Travis Diener, inchioda la bimane. Questa volta è Banchi a chiedere il timeout, dopo il quale Sassari perde un pallone mandando su tutte le furie Meo Sacchetti. Nei minuti decisivi viene fuori tutta l’esperienza dei senesi che con un parziale di 0-7 mette al sicuro il risultato finale. La schiacciata di Sanikidze è il punto esclamativo su una vittoria, quella della Montepaschi, maturata nell’ultimo quarto quando Hackett e compagni hanno concesso agli avversari solo 22 punti a fronte dei 33 segnati. Domani la Montepaschi giocherà la sua quinta finale di Coppa Italia consecutiva: un’ulteriore vittoria significherebbe un record assoluto per la pallacanestro italiana.

BANCO DI SARDEGNA SASSARI – MONTEPASCHI SIENA 78-85

Parziali: 16-18; 38-38; 56-52; 78-85

Banco di Sardegna Sassari: Devecchi 2 pt, Thornton 29 pt, Ignerski 6 pt, Diener T. 12 pt, Sacchetti 7 pt, Diener D. 9 pt, Vanuzzo (n.e.), Pinton, Di Liegro, Easley 13 pt. All.: Sacchetti.
Montepaschi Siena: Brown 8 pt, Eze 11 pt, Rasic (n.e.), Kangur 11 pt, Sanikidze 4 pt, Ress 9 pt, Ortner, Lechthaler (n.e.), Neri (n.e.), Janning 10 pt, Hackett 19 pt, Moss 13 pt. All.: Banchi.

Arbitri: Luigi Lamonica,  Tolga Ozge Sahin, Massimiliano Filippini.

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