Ferdinando Minucci prepara l'azione di rinnovamento del basket

14.02.2014 00:24 di Redazione Pianetabasket.com  articolo letto 1336 volte
Ferdinando Minucci prepara l'azione di rinnovamento del basket

La Prealpina, a firma Giuseppe Sciascia, pubblica una intervista a Ferdinando Minucci, che dal 1o luglio 2014 sarà il nuovo presidente della Legabasket, a seguito della elezione fatta nell'assemblea dello scorso sabato, a posto dell'attuale presidente Valentino Renzi in scadenza di mandato.

"In un momento di grande difficoltà per l'economia in generale e le società in particolare, uno dei motivi che mi hanno spinto, dopo un attimo di riflessione, ad accettare una delle sfide più difficili della mia carriera è proprio lo stimolo ricevuto dagli ex colleghi che hanno riposto fiducia in me per cercare di dare risposte positive. L'elemento centrale del discorso è lo sviluppo che tarda a decollare per lo scarso appeal che abbiamo nei confronti del grande pubblico. Come formazione vengo dal marketing e dalla pubblicità, da presidente di Lega la mia esperienza da dirigente sportivo peserà per il 30-40 per cento. A mio avviso il basket è lo sport più bello che c'è: ha le caratteristiche per divertire ed appassionare, si gioca al coperto e vi si possono portare le famiglie, cosa che per il calcio non è sempre possibile. Siamo piccoli ma possiamo crescere: dobbiamo vendere meglio il nostro prodotto e cercare di renderlo visibile alle masse".

Da dirigente di Siena a Presidente di Lega. "Sono due cose completamente diverse. Prima rappresentavo una società della quale legittimamente facevo gli interessi; la sfida è quella di togliersi la maglia, cosa che ho praticamente già fatto, per infilarmi quella da presidente di Lega. Prova ne sia la disponibilità immediata per chi, come voi, ogni giorno dà ampio spazio al basket: non dobbiamo rimanere chiusi nelle nostre stanze ma rimanere in contatto costante con l'esterno per far conoscere quel che siamo e che facciamo. La mia idea è quella di lavorare molto sull'allargamento del bacino d'utenza e all'ampliamento del mercato pubblicitario, creando una sinergia tra Lega e società; ciò coinvolge l'idea del consorzio di Varese che, diversificando il rischio, riduce il peso pericolosissimo che può avere il mecenate in grado di condizionare pesantemente il futuro di ogni società, come dimostrano i casi Cazzola-Madrigali, Seragnoli, Benetton ed indirettamente quello del Montepaschi. Una delle funzioni della Lega dovrà essere quella di dare sostegno, anche economico, a questi progetti".

Punti principali del programma. "Ancora non sono il nuovo presidente, dunque per correttezza lo esporrò pubblicamente solo all'inizio del mio mandato ufficiale. Però nel corso della "campagna elettorale" lo ho illustrato alle società per dimostraee loro che non dovevano votarmi solo per la mia carriera da dirigente, e che mi sarei spogliato della maglia di Siena, alla quale terrò tutta la vita ma che ormai non fa più parte del mio futuro professionale. Mentre parlavo con Vescovi vedevo che annuiva alle mie proposte e a fine colloquio mi ha confermato che le mie idee erano anche le sue. Evidentemente le soluzioni in testa sono simili per tutti, non sono io il genio che le trova fuori dal contesto; da parte mia garantisco però forza, energia, passione e voglia di rischiare per metterle in pratica".

Il tifoso medio guarda con un pizzico di scetticismo l'elezione di Minucci a nuovo presidente di Legabasket. «Tale compito tocca a voi giornalisti, io devo portare fatti concreti e lavorare duro per il bene di tutti. Quando ero a Siena rilasciavo due o tre interviste l'anno perché era giusto lasciar parlare il campo, adesso il ruolo è diverso ed è giusto cambiare atteggiamento. Di certo non dovrò essere giudicato per quanto sono simpatico; piuttosto mi piacerebbe essere antipatico per le altre leghe europee. Una volta la nostra Lega era vista come l'eccellenza continentale, adesso non lo siamo più e questo è un altro obiettivo da raggiungere, tomaie cioè ad essere un punto di riferimento. Anche perché gli ingredienti ci sono tutti: l'Italia produce un basket mediamente di altissimo livello, ci sono proprietari che investono molto, manager di grande valore e tanta passione fra i tifosi. Io debbo essere al servizio di questo prodotto e chi strumentalmente cerca di condizionare il mio lavoro guardando al mio passato a Siena non fa il bene del movimento».