Eurolega, Molin e Pianigiani cervelli italiani pronti al gran colpo

09.04.2011 01:35 di Enrico Campana  articolo letto 1023 volte
Lele Molin
Lele Molin

(Enrico Campana) A un mese dalle Final Four date a Barcellona dopo il colpo di scena del ritiro di Torino, già designata ufficialmente dall’Uleb per offrire uno degli eventi-clou per l’Unità d’Italia, è il momento dei bilanci.
Anno strano, fra tentativo di ricambio e sorprendenti riciclaggi (leggasi Siena con Kaukenas e Jaric) caratterizzato da molti infortuni, il gran rifiuto di Ettore Messina di lavorare al Real, gli alti e bassi del basket iberico, la rimonta incredibile di Siena dopo il -48, una minore incidenza degli americani. Poche le novità vere, la buona stagione dei giocatori greci, quest’anno meglio degli spagnoli, che garantiscono competitività a ben tre squadre, a cominciare dal blocco del Panathinaikos. Nelle ultime 3 gare Siena ha giocato anche bene, se i tre play non si pestano i piedi, si tratta di un’addition interessante.
Poca Italia in campo, leggere il minutaggio dei quattro fanti senesi, ma due coach su quattro sono italiani, e non si tratta dei più famosi Messina e Scariolo. Non è da escludere niente, come quello di giocarsi (per la prima volta) il trofeo anche se si parano sulla loro strada i due migliori coach europei, secondo il borsino delle panchine, per lo slavo Obradovic parlano le 7 coppe in 11 finali, per l’americano David Blatt c’è sempre un risultato sicuro, costruisce bene le squadre e bene le gestisce. Ha lasciato il segno con il rilancio della Russia, e dalla sua partenza da Treviso la Benetton non ha ripetuto lo scudetto.
Pianigiani aveva già provato questa gioia nell’anno del debutto, ma questa squadra adesso è più sua. Per vie tortuose arriva sulla scena Lele Molin, l’eterno secondo, 15 anni a Treviso, 10 quale scudiero di Messina alla Virtus Bologna, a Treviso, poi Mosca e Madrid. In Italia non ha mai avuto una panchina sua, il suo ruolo è stato quello del nostromo, non del paron. A 51 anni il mestrino si gioca la carriera avendo in Spagna tutti gli occhi addosso. Gli viene richiesto di far sbocciare la terza generazione del Real, la squadra l’ha seguito col Valencia quando lo poteva scaricare. Chi può dire se è un traghettatore o il destino gli sta preparando un gran regalo. Se vince la società lo conferma, l’ha fatto capire. Certo cavalca una tigre pericolosa dalla quale il suo boss è saltato giù. Il club che ha dominato la Coppa dei Campioni per 20 anni, ancora primatista come titolo, ha però vinto negli ultimi 30 anni solo un trofeo, e indovinate con chi?. Obradovic, naturalmente. Lele Molin è l’ideale per evitare altri traumi, l’onestà e il rispetto pagano sempre.
Per quanto riguarda i migliori dell’Eurolega, il Playoff è stato un Festival senese nelle 5 giornate, con ben 3 MVP dopo 4 turni, 2 volte con Hairston (gara2 e gara4) e Marko Jaric. Nessun senese è invece al top delle classifiche per specialità individuali. Per il 5° turno, MVP è stato proclamato il serbo Dusko Savanovic del Valencia, con 23 di valutazione, suo record personale: 19 punti, 6/7 al tiro, 4/4 liberi e 5 rimbalzi.
Per la 3.a volta nella storia dell’Eurolega si è andati alla quinta partita, era già successo nel 2001 con Knorr-Tau Vitoria (3-2 per i bolognesi), e nel 2009 il Barcellona aveva battuto nella bella sempre la formazione basca che con tutto il rispetto si è guadagnata la reputazione di “grande perdente”.
Negli Oscar settimanali le statistiche hanno premiato volti nuovi o rampanti, unica eccezione Marko Jaric tornato in Europa lo scorso anno con rullo di tamburi e finito in panchina al Real Madrid. Matricole erano Malik Hairston, ex Oregon Univ. E San Antonio Spurs NBA, alla prima esperienza assoluta europea, mentre questa stagione debuttavano in Eurolega gli americani del Maccabi Richard Hendrix (24 anni, 2,03, ex Alabama University, 1° nei rimbalzi con 7,8 e nelle stoppate con 2,5 preso dal Granada) e Jeremy Pargo (25 anni, 1,88, ex Gonzaga Un., proveniente dal Galil Bilboa,1° nella valutazione con 19,5, 50% da 3 e 17,3 punti) e il serbo Dusko Savanovic, una delle scoperte dell’ultimo mondiale, 27 anni, 2,04, 30’ per gara, 14,2 punti, 66% da 2, 5,2 rimbalzi, 14,4 di valutazione che il Valencia ha preso dopo due stagioni con l’Unics Kazan e altre due a Siviglia.
Oltre al ritorno di fiamma di Jaric, c’è stato anche quello di un altro over30, Pablo Prigioni, decisivo con i recuperi e i rimbalzi nella maratona con Valencia. Miglior europeo certamente Dimitris Diamantidis del Panathinaikos, in passato MVP della finale, e notoriamente miglior difensore della Lega.
Questi i 5 MPV dei Playoff: Gara1: Richard Hendrix (Usa, Maccabi), Gara2: Malik Hairston (Usa, Mps Siena), Gara3: Marko Jaric (Srb/Gre, Mps) Gara4: M.Hairston (Usa, Mps), Gara5: Dusko Savanovic (Srb, Valencia).
Questi invece i n.1 della statistica: Valutazione: 19,5 Jeremy Pargo (Usa, Maccabi), Punti: 18 Dimitris Diamantidis (Gre, Panathinaicos), Rimbalzi: 7,8 R.Hendrix (Usa, Maccabi), assist: 6,4 Omar Cook (Usa, Valencia), Recuperi: 2,4 Pablo Prigioni (Arg, Real Madrid), Stoppate: R.Hendrix 2,5.
Quintetti ideali di Pianetabasket.com- 1° quintetto: Diamantidis (Panathinaikos), Pargo (Maccabi), Hairston (Mps), Savanovic (Valencia), Tomic (Real)
2° quintetto: Cook (Valencia), Perkins (Maccabi), San Emeterio (Vitoria), Lavrinovic (Mps), Tomic (Real)
Miglior giovane: Nikola Mirotic (Real)
Miglior coach: Simone Pianigiani (Mps)
Maggior delusione: Barcellona campione uscente
La Riscoperta: Marko Jaric (Mps) e Kaukenas (Mps)
Nelle statistiche di squadra cifre bugiarde per i senesi, se pensiamo alle 7 vittorie alle ultime 8 gare. Nel Playoff rovinoso per una sera ed esaltante per le altre tre, Siena è ultima nella valutazione (240), negli assist (42),penultima ai rimbalzi (120), 4° nei recuperi e nelle palle perse, è la più fallosa (103) e solo 6° come falli subiti, pericolosità di tiro. Ma difesa, selezione di tiro, ritmo e personalità come si è visto non si traducono nelle cifre che, chiaramente, sono punitive per il -48 con l’Olympiacos.