Eurolega: arriba Spagna, Nicholas da rottamare

 di Redazione Pianetabasket.com  articolo letto 944 volte
Fonte: www.pallarancione.it
Nicholas
Nicholas

(Enrico Campana) - Arriba Espana! Dopo il festival americano del turno precedente, è la volta di quello spagnolo nelle 8 gare del giovgedì . Tripletta da urlo, con le vittorie in trasferta di Real e Caja Laboral su campi prestigiosi e con  Rudy Fernandez e San Emeterio, le due bandiere,  MVP  della partita. E Joan Plaza, possibile candidato alla successione di Sergio Scariolo sulla panchina delle “furie rosse”, è il primo coach con David Blatt, il guru americano del Maccabi, a vincere due volte fuori casa.  

Su quattro vittorie esterne su 8 nel turno di giovedì, 3 portano la firma degli spagnoli  che riescono a mantenere viva la loro invidiabile  identità, la loro cultura di gioco considerando il basket una festa e non un’ordalia  per santificare quella difesa che è un grande comandamento, ma non una religione del tutto positiva, come promozione e crescita di un movimento.

Anche senza Llull,  nel giorno  in cui arriva la conferma dell’ingaggio del gigante brasiliano Hettsheimeier,  il Real Madrid riserva una serata amara  a Simone Pianigiani  che raffredda bruscamente il feeling con gli  11 mila spettatori nel  big match della settimana. A Istanbul il grande caballero Rudy Fernandez si dimostra un investimento di successo per quanto costi un occhio della testa (3 milioni di euro per stagione). Ha fatto bene a  tornare dalla NBA dopo un inizio promettente a Portland, convocato nell’All Star Game delle matricole e primo europeo del concorso della schiacciate. Aveva sognato nell’estate scorsa di poter essere chiamato da Dallas per confermare il titolo, ha  trovato un convinto estimatore in George Karl la  stagione difficile per la schiena  l’ha convinto a lasciare Denver  per l’ Europa. Aveva già vestito la maglia del Real durante lo sciopero dedi proprietari  di un anno fa,  voleva dunque una verifica, meglio essere il primo in Europa che uno dei tanti nella NBA. Ha subito dimostrato di essere il match winner nei primi appuntamenti, il primo acuto nella finale di Supercoppa col Barcellona, un titolo che mancava da lustri, il secondo nella Ulker Arena.

E’  il giocatore ideale per il Real Madrid  che con Ettore Messina era uscito dal solco della sua tradizione di gioco, mentre  Pepe Laso, un ex play,  è tornato senza indugi al gioco aperto, di contropiede, dna della scuola iberica fin da quando nell’84  alle Olimpiadi  sorprendentemente Antonio Diaz Miguel portò la Spagna in finale a Los Angeles.

Ironia della sorte, Sergio Scariolo che ha dato alla Spagna la prima medaglia d’oro europea e poi ne ha vinta un’altra  e fatto tremare il Dream Team a Londra, è stato escluso dal banchetto da uno dei suoi giocatori nel quale ha mostrato via via di credere abbastanza, quel San Emeterio che, modello di gioco atipico, un tuttofare privo forse di un talento naturale, sa dare a certe sue partite un contributo da eroe popolare, come quando due anni fa nello spareggio tolse lo scudetto al Barcellona. Una brutta sconfitta da incassare nel momento in cui si ragiona sul rinnovo del contratto.

San Emeterio ha dunque  ispirato l’impresa di Milano, il Caja Laboral mancava del suo nuovo play, il carismatico  americano Taylor Rochestie e di Tibor Pless, il supergigante tedesco, ma è riuscito a segnare 95 punti all’Armani in trasferta,  confermando che gli spagnoli considerano la miglior difesa  l’attacco.

E’ venuta la prima sconfitta anche per le turche Fenerbahce e Besiktas e i polacchi del Prokom hanno fermato la fuga pericolosa (per Siena)  dell’Alba Berlino. Joan Plaza  al quale si deve l’ultimo scudetto del Real Madrid ha portato in testa alla classifica lo Zalgiris Kaunas che non è un grande squadrone, ma ha vinto di netto sul campo dei campioni d’Europa in carica.  Grande meteora della stagione scorsa, l’Olympiacos è già scomparsa alle prime battute , anche se poi ha  confermato quasi tutti i giocatori. La  panchina è  però orfana di coach Iovic il quale  però ha capito perfettamente cosa lo aspettava e  recuperati 19 punti al Cska e conquistato il trofeo, il risultato forse più sorprendente nella storia nell’Euroleague con quella del Bosna di Tanjevic e quella dello Zalgiris Kaunas di Bologna, ha lasciato la squadra a un coach ancora da decifrare.

Il Cska aveva perduto l’anno scorso solo 3 gare in tutta la stagione, nelle prime 3 gare di quest’anno  ha rischiato tutte le volte la sconfitta. E’ stato messo alla frusta nel suo mega-impianto, dove i 6 mila erano sparsi a macchia di leopardo, anche dai  tedeschi del Bamberg che oltre al problema del centro, un Sharrod Ford legnoso e a volte goffo,  non sono una grande squadra nonostante il suo ottimo coach, l’americano Fleming,  sappia farla giocare  al meglio, con  due buone guardie, Gipson e Gavel  che però si rifiuta a tirare da fuori .Importante anche  la voglia di riscatto di Nachbar, uno degli sloveni approdati nella NBA, reduce da un infortunio serio..  E’ un Cska che vince con  poco più di 70 punti, segna a fatica, produce  gioco macchinoso e il play Teodosic  che non ha più  al suo fianco Shved e Kirilenko in avanti, galoppa a zig zag come i cavalli che si trovano davanti all’ostacolo e difende di “mano morta”. 

Nell’immediato l’infortunio di Erceg non cambia l’economia, mentre sui 4 mesi previsti per il recupero il danno può essere serio, ma per ora  il club non va sul mercato. Gipson, folletto nero mancino, ha portato a spasso per tutta la gara Teodosic che non infila più una grande prestazione da un anno. Nell’ultimo quarto il break, quando il Cska ha allungato e vinto senza gli americani. A parte   Weems , un giocatore di classe, il quale  ha fatto praticamente tutto da solo nel 2° e 3° quarto  riuscendo a evitare che i tedeschi si prendessero un vantaggio vero, i colleghi sono un problema serio. Il  successo è venuto col quintetto europeo, tre serbi e due russi, i migliori sono stati  il solito Krstic, sgobbone di buona tecnica e carisma, e l’ex canturino Micov candidato per il Miglior Sesto Uomo. Nicholas, deludente x di Milano, è da rottamare. In  3 gare per un totale di oltre 50 minuti è riuscito a segnare  solo 2 punti, contro i tedeschi ha sparacchiato quattro volte, del tutto indifferente, quasi avesse una benda sugli occhi. Il  suo scout è raccapricciante, ancor peggio di Milano:  1/5 in area e 0/7 nelle triple. Altro caso, quello di Jackson  il quale mandato in campo al posto di Nicholas  è sembrato la sua perfetta imitazione, al che l’Ettore Messina  che inforcati gli occhiali (con la montatura sottile di titanio, mica come quelli neri, più vistosi, del collega Scariolo) sembra un professorino, l’ha richiamato in panchina. E perso all’improvviso il suo aplomb gesticolando animosamente sotto il  naso del suo americano il quale non l’ha sdegnato di uno sguardo. La scenetta ha ricordato la famosa lavata di capo riservata due anni fa a Velickovic,  il primo scricchiolio dell’impalcatura che da lì a poco sarebbe crollata.

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