Euroleague, i «perchè» della quarta giornata

07.11.2015 07:00 di Alessandro Luigi Maggi  articolo letto 647 volte
Euroleague, i «perchè» della quarta giornata

L’Eurolega ha uno sponsor turco, una netta matrice russa, un’assodata identità spagnola, una crescente sfumatura tedesca e una netta idiosincrasia italica. Tra i significati del termine vi è anche «ripugnanza», e anche se sarebbe uno spingersi oltre, il concetto è ben preciso: 1-7, e tanti saluti. Il rischio è un Eurocup infarcita di tricolore, perché Milano si è persa dopo le due sconfitte onorevoli (esistono?) con Anadolu Efes e Olympiacos, mentre Sassari ha confermato di essere un cantiere aperto e in netto ritardo, perché quanto accade in Europa si ripete anche tra i confini nazionali. E allora, meglio parlare russo, con tre squadre al comando in quattro gironi. Khimki e Cska erano assodate, anche se Shved è ancora bomber da «garbage time» e a Itoudis continua a mancare un centro di peso oltre a Hines (e Khryapa si è nuovamente fermato). Meno Kuban, che ha il miglior Delaney di sempre e un coach, Bartzokas, in pesante ricerca di rivincite. Poi c’è l’identità spagnola, con Carroll che evita al Real il bilancio negativo, Tomic che torna a risplendere in un Barcellona alla terza in fila, così come Vitoria, che ha un Mike James in versione Curry, e un Bourousis efficace come solo ai tempi dell’Olympiacos della famosa semifinale «derby» con il Panathinaikos di Jasikevicius. Infine Malaga, che non per dire è ancora a punteggio pieno, e con un ex milanese, Richard Hendrix, che viaggia a 13 e 5 di media. E la sfumatura tedesca? Bayern, che rischia il successo con Madrid, ma vive in quarta posizione riscoprendo, al Pesic III, gli entusiasmi della prima, trionfale, stagione (connettore del tutto, KC Rivers). E soprattutto Bamberg, 2-2 anch’esso, ma con Melli deflagrato con maggiori responsabilità, e l’ex Pistoia Wanamaker pronto ad accedere all’eccellenza del ruolo. 

C’è tutto e di più tra i top, con flop italico e non solo. Stella Rossa, ovvero tre ko in fila, e un Gal Mekel da 4 punti e 3 assist a partita. Marcus Williams necessario come il pane a Radonjic più per l’Adriatic, che per un’Eurolega razionalmente troppo «alta». Maccabi, che senza Sassari sarebbe ancora a zero, dopo anni da playoff e una Yad Eliyahu Arena oggettivamente invisa a Guy Goodes. Pianigiani spera che la settimana fine dell’esperienza in nazionale possa dargli una nuova opportunità, anche perchè i «gialli» hanno ottime risorse anche in campo. Chi? Ma Devin Smith, Rochestie, e Mbakwe solo per fare qualche esempio. Infine, sponsor turco. 1-3, ma attenzione. I dolori dei «giovani» Pinar e Darussafaka erano nell’aria, meno i dilemmi di Dusan Iovic a Istanbul, sponda Efes. 2 ko in fila, con Cedevita e Laboral, per una squadra che ottiene 42 punti (!) dal playmaking Heurtel-Granger, e comunque 14 dai pivot Dunston-Tyus, senza dimenticare gli 11 rimbalzi della coppia Saric-Brown. Ecco perchè spesso le statistiche non contano. Quanto meno, per Istanbul, c’è il secondo successo in fila del Fenerbahce. Domina Antic, ed è una notizia dopo i due ko in fila in campionato.