ESCLUSIVA - Intervista a Daniele Cavaliero: «Vi svelo un retroscena sul mio sfogo-social. Retrocedere? Io non guardo le squadre dietro ma quelle avanti»

Daniele Cavaliero ha risposto a tono contro le critiche di un giornale locale di Varese, il suo post sui social ha fatto il giro del web e, per molti, ha dimostrato coraggio nell'esporsi così tanto.
 di Alessandro Palermo  articolo letto 4822 volte
ESCLUSIVA - Intervista a Daniele Cavaliero: «Vi svelo un retroscena sul mio sfogo-social. Retrocedere? Io non guardo le squadre dietro ma quelle avanti»

Nei giorni precedenti, Daniele Cavaliero ha risposto a tono a delle pesanti critiche da parte di un giornale locale di Varese, il suo post sui social ha fatto il giro del web e, per molti, ha dimostrato coraggio nell'esporsi così tanto. Il nostro Alessandro Palermo ha intervistato, in esclusiva per i lettori di Pianetabasket, il capitano di Varese. Di seguito l'intervista integrale:

Ha fatto molto discutere il Suo sfogo sui social: senza paura, con coraggio e sincerità ha espresso il Suo giudizio, utilizzando parole da capitano vero. Cosa Le ha infastidito di più di tutta questa situazione? (Riferimento a parole molto pesanti usate soprattutto dalla stampa locale)
Questo è un periodo che non giocando ho modo di vedere le cose da fuori, in maniera diversa. Quel giorno ero a Forlì per una visita alla spalla, ho letto un articolo e sulle note del cellulare ho incominciato a scrivere ciò che pensavo. La gente sa bene a che articolo mi riferisco, non giriamoci intorno. Poi, ti confesso una cosa che non sa nessuno, sei il primo a saperlo... ho inviato quanto avevo scritto al mio migliore amico Tommaso di Trieste e lui mi ha risposto: "Dani molto bene". A quel punto, l'ho pubblicato sui social.

Cosa L'ha portata a farlo?
Volevo il giudizio del mio migliore amico. Lui non segue il basket, non è un appassionato e, quindi, volevo il suo parere da esterno. Guarda le partite solo perchè gioco io, siamo amici da una vita. Spesso quado parliamo di questo sport, mi esprime concetti che provengono da un punto di vista diverso. Dopo il mio post, alcuni tifosi mi hanno risposto in privato dicendomi che prima vorrebbero vedere i fatti e poi le parole. Hanno ragione, anche io solitamente la vedo così ma ho fatto un'eccezione alla regola.

Tralasciando questo difficile momento, Si trova bene a Varese e sarebbe disposto a rimanerci a lungo?
A Varese mi trovo molto bene. La città è carina, organizzata e si sta bene qui. Le persone che lavorano all'interno della società sono ottime e fanno di tutto per metterci nella condizione di pensare solo alla pallacanestro. Mi piace lo staff, le persone con cui lavoro quotidianamente. Mi trovo bene con lo staff medico, quello tecnico, con tutti insomma. Quindi si, sarei disposto a rimanere. Questo è un posto dove se le cose vanno bene le senti più che in tante altre piazze. I tifosi dicono di sentirsi parte della società, lo capisco, è davvero così.

Quale pensa che sia la ricetta giusta per uscire il più in fretta possibile da una posizione di classifica così pericolosa?
Non ci sono pozioni magiche. Diventare forti come Obelix non è possibile. Dobbiamo continuare a fare ciò che stiamo facendo, nel nostro percorso, in cui tutti noi crediamo fortemente anche se le cose non stanno andando bene. Sono sicuro che andrà meglio però, con il nuovo acquisto (Chris Wright), con me se dovessi riprendermi in fretta e con Luca Campani, appena recupererà dall'infortunio al ginocchio, potremo farcela. Perché abbiamo dimostrato che se giochiamo col cuore possiamo essere competitivi.

Non pensa che a Varese ci sia una pressione esagerata? Probabilmente oltre ai tanti trofei in bacheca, pesa molto il fatto che dopo la stagione perfetta 2012/2013, la squadra non sia più riuscita a tenere nemmeno lontanamente quei livelli...
Certo, "Gli indimenticabili". Io ad esempio ho conosciuto uno di loro, mi riferisco ad Adrian Banks (i due hanno giocato insieme ad Avellino, ndr), lui è davevro un giocatore fenomenale. Comunque è normale che certi personaggi lascino un bel ricordo, noi però non siamo loro e questa è la verità. Questa cosa ha lasciato una grande responsabilità ai giocatori che sono venuti dopo, ora siamo noi che dobbiamo meritarci il palazzetto pieno e gli applausi della nostra gente. Le critiche sono lecite, ci stanno. Adesso, però, abbiamo bisogno dell'aiuto del pubblico.

Il derby vinto con Cantù sembrava un bel trampolino di lancio per ribaltare in positivo la stagione, cos'è che è andato storto nelle settimane successive?
Abbiamo fatto secondo me un derby di altissimo livello. Anche se mi sono perso un pezzo perché ero negli spogliatoi per infortunio (ride). Non so cosa è andato storto ma bisogna dire che noi non giochiamo mai di merda. Abbiamo soltanto un blackout nel corso della partita per qualche minuto. Adesso con Kangur, giocatore di grande esperienza, la palla gira anche meglio. Forse è proprio l'esperienza che ci manca, quando capitano questi blackout ci paralizziamo. A volte regiamo come a Minsk a volte no, come a Pesaro.

Ma questa squadra rischia davvero di dover lottare per non retrocedere?
Forse sono troppo ottimista ma non voglio cambiare la mia persona. Io guardo solo davanti a me, dobbiamo vivere alla giornata. Ad esempio le prossime partite contro Sassari e Capo d'Orlando, non dobbiamo pensare a quale sarà la più importante. Sono tutte importanti da qui in avanti. Anche perché se ne vinci tre di fila ti potresti ritovare ottavo in un attimo. Resta il fatto che sarebbe stupido e ingenuo non guardarsi indietro ma io sono fatto così, non lo faccio. Poi, magari commetto un errore...

Il campionato è ancora lungo ma se dovesse indicare una favorita per lo scudetto, chi direbbe?
Mah... è dura, è ancora molto lunga ma ti dico Milano. Con il rientro di Ale Gentile potranno fare ancora meglio. A me comunque piace tantissimo Trento. Ne dico tre dai, anche perché una è per forza Milano, non può che non essere la favorita, Trento è la squadra che mi piace, quindi ti faccio un altro nome e ti dico Reggio. Hanno Kaukenas, il quale, se si dovesse riprendere, ti può risolvere le gare decisive da solo. Il loro sistema di gioco è fantastico ma non lo dico perché sono italiani, poi certo fa piacere che lo siano. Però lo dico perchè sono forti e si conoscono bene, sono lunghi e fisici. Ci sarà un motivo perché sono così, no?

Quale?
Perchè c'è un gruppo solido composto da tanti italiani!