Con la Crespi band la Montepaschi prova a ribaltare il destino

15.11.2013 00:00 di Umberto De Santis  articolo letto 898 volte
Con la Crespi band la Montepaschi prova a ribaltare il destino

Spalle al muro e, forse, con una maggiore chiarezza tecnico-tattica scaturita dalla consapevolezza della rinuncia a Kim English, giocatore talentuoso ma un pò troppo sopra le righe ovvero una versione 2013 dell'ingestibile Joe Forte, croce e delizia della prima stagione di Pianigiani, la Crespi band tira fuori la compattezza, la grinta e la voglia di aiutarsi che sono indispensabili nei momenti in cui si decide tutto il destino di una stagione. Si, perchè questa band è disponibile a eseguire correttamente il piano partita e a non discutere le scelte del coach convinti che saranno vincenti. Come nell'ultimo timeout in cui il coach ha chiesto di non perdere il contatto con gli uomini di Plaza, certo di potersi giocare la possibilità della vittoria fino all'ultimo secondo.

Eppure anche davanti a un metro arbitrale negativo con il Malaga in pressing che miracolosamente non fa mai fallo e Siena penalizzata al minimo contatto, la forza mentale di non discutere, di non contestare, di resettare e ritornare a giocare la palla, fanno di questa una squadra ben diversa da quella che solo pochi giorni fa nella gelida Firenze beccava un parziale in apertura che tagliava le gambe dall'Olympiacos. Il primo miracolato dalla violenta sterzata del management è Erick Green. Stasera, nonostante avesse le mani addosso degli avversari in doppio-verde, è padrone della situazione avendo le chiavi del gioco e le scelte di tiro che ne hanno fatto il capocannoniere della NCAA. L'Unicaja subisce il colpo, avvisata dalla tripla di Carter in apertura, e scende a -8 nel primo periodo perchè tira male perfino i liberi, e non capitalizza sui rimbalzi d'attacco che Siena le concede generosa. Solo Granger sembra avere un altro passo tra i padroni di casa, e toolson in chiusura aggiusta lo svantaggio 18-23. Il pressing non dà ragione a Plaza (solo 4 perse per la Montepaschi all'intervallo) per molti minuti, ma poi un break li riporta a contatto al 17', e dopo un Dragic di grande spessore, attaccando da sinistra dopo un finta (sempre la solita, vero Viggiano?) ribalta il punteggio per il 41-39 dell'intervallo.

Nel terzo periodo l'Unicaja cerca più volte il parziale decisivo, con Caner-Medley a prendersi tiri impossibili da tutte le parti mettendola dentro la retina. Ma Siena rimane attaccata all'incontro con le unghie e coi denti, ma anche con i canestri di Hackett, viggiano e dello splendido Green che nel finale del periodo scippa la palla clamorosamente a Earl Calloway e si invola in contropiede a firmare il 64-63. Siena c'è! Malaga cerca ancora i colpo del ko, si riporta sul 68-63 con la schiacciata aerea di Kuzminskas, un volo bellissimo che sembra il preludio che tutti gli spettatori della Martin Carpena Arena si attendono. Subito dopo, tre tiri consecutivi con due rimbalzi in attacco buttati via mettono gli andalusi nella condizione di fare il vuoto, almeno psicologico. Invece Dragic perde la palla, Hackett cicca il canestro, Hunter prende il rimbalzo che Ress trasforma nella tripla che rimette tutto in gioco 68-66 al 36'. Il fortino mensanino ribatte colpo su colpo, sopporta la fiammata di Toolson che riesce, a poco più di due minuti dalal fine a farsi fischiare un antisportivo per non mandare Hackett in contropiede. Scelta infausta, perchè i cinque punti che ne scaturiscono (due liberi di Hackett e tripla di Viggiano) mandano la Montepaschi avanti di uno 72-73. L'ultimo giro di lancette deve ancora cominciare quando Josh Carter sporca la sua ottima prestazione con un fallo su Caner-Medley al tiro da tre. Crespi si adagia sulla poltrona, ma la tensione è così alta che l'ex Maccabi Tel Aviv va sulla lunetta e segna solo il terzo dei tre tentativi a sua disposizione. C'è tempo per tre azioni, nelle prime due gli errori da tre punti sono di Carter e Calloway. Malaga pressa per non far tirare siena negli ultimi dodici secondi, ma Jeff Viggiano, buon tiratore dalla lunga distanza, ma certo non quello designato all'uopo, con le mani in faccia trova i due punti della vittoria col tabellone che si illumina al passaggio della palla.

UNICAJA MALAGA-MONTEPASCHI SIENA 73-75 (18-23; 41-39; 64-63)

UNICAJA MALAGA: Sabonis ne, Vidal, Calloway 3, Suarez 4,Granger 15, Vazquez, Toolson 7, Kuzminskas 2, Dragic 16, Hettsheimer 4, Caner-Medley 18, Stimac 4. All. Plaza

MONTEPASCHI SIENA: Viggiano 12, Hunter 4, Cournooh, Rochestie, Carter 10, Ress 6, Ortner 4, Udom ne, Hackett 19, English ne, Green 20. All. Crespi