Cleveland è da record, LeBron anche: Warriors spazzati via in gara-4

 di Alessandro Palermo  articolo letto 4182 volte
Cleveland è da record, LeBron anche: Warriors spazzati via in gara-4

Gli Warriors di Kevin Durant e Stephen Curry si erano presentati alla Quicken Loans Arena per fare il funerale ai Cavs. Rivendicando il titolo perduto lo scorso anno nel caso dell'ultimo citato, per conquistare invece il primo della carriera nel caso di "KD". Golden State apre la bara, non trovandoci però nulla al suo interno. Cleveland è ancora viva, ferita, ma viva. ​Gli Warriors falliscono in un colpo solo sia il primo match point della finale, che la possibilità di chiudere la post season con 16 vittorie su 16. Gara-4 è bellissima, leggendaria, come la prestazione di LeBron James e di tutti i Cavs, che contribuiscono a riempire la serata di record. Record su record: 3 per Cleveland (24 triple realizzate, 49 punti in un solo quarto, 86 nel primo tempo), addirittura quattro per il suo "Re". Notte magica per King James, che - in una sola partita - scavalca Shaquille O'Neall al settimo posto per presenze nei playoff, supera Michael Jordan diventando il terzo miglior marcatore nella storia dei playoff e batte il record di tiri liberi segnati, sempre appartenente a "MJ". Ma, soprattutto, supera Magic Johnson per triple doppie nelle Finals: 9. Ecco dunque spiegato, soltanto in parte, il massacro di Golden State, che - va detto - disputa comunque una buona partita. Dall'altro lato però c'è un LeBron da 31 punti, 10 rimbalzi e 11 assist. Senza dimenticare Kyrie Irving, top scorer con 40 punti (15/27 dal campo). Di seguito la cronaca del match:

CAVS "ON FIRE"
Cleveland, come da pronostico, parte con il turbo inserito, nel disperato tentativo di riaprire una serie quasi morta e sepolta. L'obiettivo di LeBron e compagni è chiaro fin da subito: coinvolgere il proprio pubblico dalle primissime battute e, per farlo, i Cavaliers si affidano alle triple. JR Smith ne piazza due in avvio, permettendo a Cleveland di spiccare il volo: 14-5, time out Golden State. Al rientro in campo, le cose non cambiano: King James pesca Kevin Love con un assist geniale, schiacciato a terra, dando ai Cavs undici lunghezze di vantaggio. 16 a 5 dopo soltanto 3' e scopo raggiunto. La squadra di coach Tyronn Lue ha un alleato in più, il tifo assordante della Quicken Loans Arena.

WARRIORS TRAVOLTI
Dopo Smith, a scatenarsi è proprio Love, a segno con due triple pesanti. Cleveland manda a bersaglio la quinta bomba, volando sul +15 (24-9). Tristan Thompson è finalmente un fattore, in positivo, grazie a lui i Cavs vanno addirittura sul +16 (27-11), con il lungo di casa reattivo su ogni pallone. L'energia di quest'ultimo e l'efficacia dall'arco, porta Cleveland a segnare rapidamente 30 punti, con ancora 4' abbondanti da giocare nella prima frazione. Ad accorciare le distanze per Golden State ci pensano Kevin Durant e Andre Iguodala, capaci di ricucire lo strappo fino al -7 (34-27). A rovinare tutto ci pensa Draymond Green con un fallo duro su Iman Shumpert, che costa agli Warriors un tecnico per le proteste di coach Steve Kerr, regalando altri liberi agli avversari. Cleveland scappa di nuovo, schiacciata in campo aperto di Richard Jefferson e 46-29. Il primo quarto si chiude 49 a 33, con i padroni di casa in grado di stracciare un record non da poco: nelle Finals, nessuno aveva segnato così tanto in un singolo quarto. Punteggio monstre figlio dei 25 punti del duo Love-Irving e dei tantissimi liberi ricevuti dagli arbitri, 22, 14 segnati.

I MAGNIFICI TRE
In avvio i locali toccano anche il +19 (54-35) ma la vera chicca del primo tempo arriva poco dopo, quando James trova Smith con un assist fantascientifico, a ridosso della riga di fondo campo. Palla per JR che, da dieci metri, realizza una tripla assurda sulla sirena dei 24 secondi. Quicken Loans Arena in delirio, prima della genialata di Dahntay Jones, il quale - dalla panchina - rimedia un fallo tecnico sul +15 (60-45), dopo aver battibeccato con Durant. Cleveland è una macchina perfetta, Golden State arranca sotto i colpi dei big three in maglia bianca: dopo soltanto un quarto e mezzo, sono già 50 i punti di Irving (21), James (15) e Love (14). All'intervallo saranno addirittura 67 i punti del trio, con LeBron già in zona tripla doppia (22 punti, 6 rimbalzi e 8 assist). Si torna negli spogliatoi sul +21 per i Cavs, anzi no. Durant sulla sirena si inventa una gran tripla, limitando i danni. Cleveland avanti 86 a 68 alla pausa lunga e, a proposito di triple, 10/15 dall'arco per i big three di casa.

PAROLE PESANTI, COLPI PESANTI
La terza frazione è una vera battaglia, a parole, ma ache con qualche colpo proibito (non sanzionato a dovere dagli arbitri). Il tutto parte per un diverbio molto acceso tra James e Durant, con "KD" furioso per aver ricevuto una botta in testa da Love, mentre si accingeva alla schiacciata. Poco prima del litigio tra i due, la giocata della partita: LeBron si serve da solo, appoggiando la palla al tabellone, per poi ricevere il suo stesso assist e schiacciare. Più tardi l'atmosfera si fa piuttosto pesante, rischiando più volte la rissa ad ogni minimo contatto. Green protesta, è tecnico. La grafica americana mostra l'espulsione del numero "23" in maglia Warriors, il pubblico esulta, LeBron gongola. Ma proprio quando per Green si stava concretizzando la seconda maledizione consecutiva in una gara-4 (l'anno scorso gli costò gara-5 e mezzo titolo NBA), la terna fa chiarezza: primo tecnico per Green (nel primo quarto le statistiche lo assegnano erroneamente all'ala, al posto di darlo a coach Kerr). Green dunque resta in campo, beccato a più riprese dal pubblico di casa, lui non fa da meno, provocando The Q con gesti quantomeno evitabili. Si torna a giocare. Cleveland macina punti, realizzando la diciottesima tripla su 31 tentate. Passa una manciata di minuti ed è di nuovo caos, che questa volta sfocia in qualcosa di più pericoloso: Zaza Pachulia colpisce con un pugno l'inguine di Shumpert, rischiando un'espulsione sacrosanta. I "grigi" vanno a vedere il tutto ma, a sorpresa, il georgiano resta in campo (probabile arrivi comunque una squalifica). Giocatori esagitati, idem gli spettatori. Uno di questi viene addirittura allontanato dalla polizia, in campo per sedare gli animi. La terza frazione, tra un'interruzione e l'altra - che rendono la partita lunghissima - , si chiude con uno scambio di triple tra Curry prima e James poi: 115-96 al 36'.

IL FINALE
Nella quarta frazione Cleveland non smette di segnare ma Golden State non è da meno, restando comunque attaccata alla partita grazie alle due triple consecutive di Patrick McCaw e Klay Thompson. 6 punti in fila, utili sia per accorciare le distanze che per ridare fiducia agli ospiti. Con James in panchina un paio di minuti, Cleveland va nel panico totale. Golden State mangia altri punti, riducendo lo svantaggio di "soli" undici punti (115-104). Ma a togliere i Cavs dai guai, ci pensa Irving, con due canestri in fila. 126-108 a meno di 5' dalla fine, i padroni di casa intravedono gara-5. Negli ultimi minuti Jefferson si divora tutti i palloni, con unghie e artigli, mentre Durant (sul -17) tira fuori dal cilindro una stoppatona magistrale su Irving. La palla gira che è una meraviglia, Cleveland è una macchina perfetta: Smith e Irving segnano le ennesime triple dell'incontro, archiviando definitivamente la pratica con largo anticipo. Gli ultimi due minuti sono di puro garbage time, finisce 137 a 116 per i campioni in carica. Cavs ancora vivi, serie sul 3 a 1 a favore dei GSW.

GOLDEN STATE WARRIORS – CLEVELAND CAVALIERS 116-137
(33-49, 35-37; 28-29, 20-22)
WARRIORS: Green 16, Durant 35, Pachulia 6, Curry 14, K. Thompson 13, Iguodala 4, McGee 4, West 6, Barnes, McAdoo, McCaw 3, Livingston 10, Clark 5. All. Kerr
CAVALIERS: Love 23, James 31, T. Thompson 5, Irving 40, Smith 15, D. Williams 2, Frye 3, Jefferson 8, D. Williams 5, Shumpert 5, D. Jones, J. Jones, Korver 3. All. Lue


Cronaca a cura di Alessandro Palermo