Cantù, Ross, e quella "scelta della proprietà"...

15.12.2015 01:55 di Paolo Zerbi  articolo letto 1524 volte
Cantù, Ross, e quella "scelta della proprietà"...

Il turnover è il male del basket. La palla a spicchi non ha a nulla a che vedere col pallone preso a "pedate". Qui devi maneggiarlo, accarezzarlo, è cura di polpastrelli. Devi avere quel tocco, insomma. Così in casa Pallacanestro Cantù non possono passare inosservate le parole di Fabio Corbani riguardo la scelta tecnica della serata: fuori Kenny Hasbrouck, dentro LaQuinton Ross. Motivazione? "Un'indicazione del club, della proprietà. Le indicazioni vanno rispettate perché è assolutamente un diritto del club dare indicazioni sui giocatori che rimangono, che sono in scelta di essere ceduti. Se con questa squadra dobbiamo giocare, con questa squadra dobbiamo giocare degli adattamenti, è chiaro che è molto diversa dalla squadra che ha giocato a Venezia". Chi l'ha detto? Lo stesso allenatore biancoblu in conferenza stampa post Cremona. Parole dettate da un pizzico di amarezza post sconfitta? Può darsi. La probabilità che l'indicazione sia stata in realtà un obbligo? Può darsi, again. La realtà è che il pubblico canturino (o almeno buona parte di esso) non ha gradito tale decisione, chiunque l'abbia presa. "Abbiamo lasciato fuori uno dei pochi veri difensori", "Perso quattro contro sei, Ross ormai gioca con gli altri". Soltanto alcune delle critiche che si muovono anche più direttamente verso la nuova proprietà e a difesa di un allenatore che sarebbe privato delle proprie legittime scelte. La realtà? Impone di guardare rotazioni e numeri. Riguardo il primo punto, lo stesso Corbani ha già detto la sua: "Non sono le stesse della partita contro Venezia". Verità. Perché Ross al posto di Hasbrouck impone che il primo giochi da ala piccola (fuori ruolo). Portando così nelle rotazioni Abass da due (fuori ruolo) e di conseguenza nei minuti di riposo di Walter Hodge l'utilizzo o del giovane Ruben Zugno ('96 da far crescere, non da gettare nella mischia) oppure lo spostamento di Heslip. Che sarebbe il terzo fuori ruolo, peraltro giocatore da spiccate caratteristiche da tiro in uscita dai blocchi (anche contro Cremona, 6/10 da tre punti). I numeri? Quelli di LaQuinton Ross non mentono: il numero di tiri presi rispetto alla passata stagione a Pesaro sono in (netto) calo, il fatto che il numero 10 biancoblu abbia chiuso con uno stranissimo 1/2 dal campo in 16 minuti (peraltro con -12 di /minus) un altro indizio che il giocatore non senta più la fiducia dell'ambiente. Siamo a quota due. A meno che...