Avanti Sassari, solo Sassari: fotografia di un basket italiano a cui manca sempre qualcosa

20.02.2014 09:44 di Umberto De Santis  articolo letto 902 volte
Avanti Sassari, solo Sassari: fotografia di un basket italiano a cui manca sempre qualcosa

In Eurocup va avanti soltanto Sassari, in Euroleague c'è soltanto Milano: questa è la fotografia del basket tricolore che esce dopo la fine delle Last 32. La frizzante e concreta Cantù di Sacripanti come la Mens Sana in caduta (semi)libera di Crespi vanno fuori per i giochi della matematica, ognuna con la sua storia diversa. In Brianza è abitudine l'uso parsimonioso delle poche risorse a disposizione e quindi grande competenza nello scegliere gli uomini; in Toscana invece si paga l'accesso smodato al denaro facile dello sponsor bancario, che è venuto improvvisamente meno, secondo le logiche e le tempistiche degli attori coinvolti, ma che riteniamo fosse ampiamente prevedibile. E' inutile dire che se c'era Hackett non si perdeva, aggiungendo lo spessore tecnico a quello pecuniario: due aspetti che non sempre camminano paralleli tra di loro, ma che se mancano entrambi portano a queste realtà.

Cantù e Siena sono tra le squadre ai primi posti della serie A. Per budget simile vanno avanti agli ottavi di finale di Eurocup squadre come le due tedesche Ulm e Alba Berlino, la Stella Rossa Belgrado, il Nymburk dei "vecchietti" Rancik e Ilievski, perfino l'Hapoel Gerusalemme. La lotta per la vittoria finale però sembra ristretta fin da ora tra squadre dei paesi emergenti, in fatto di budget, ma tradizionali nella storia della pallacanestro: Russia (Kazan, Novgorod, Khimki) e Turchia (Besiktas, TED Ankara). Oltre la Spagna, caso particolare. Avendo una folta rappresentanza in Euroleague e di gran lunga il paese leader nel basket europeo, si accontenta del solo Valencia nella seconda competizione; non vi è dubbio che possa arrivare in fondo alla manifestazione. L'Ucraina, benché alle prese con crisi interna politica di enorme portata, manda avanti due formazioni (Budivelnik e Khimik), la Lituania ha il Lietuvos Rytas e la Nazione Campione d'Europa, la Francia, il solo Nanterre.

Sono la Fip e la Legabasket che devono reinventarsi per rimettere veramente in moto il movimento nazionale, che sta franando non solo per la crisi economica ma anche per qualche scelta degli ultimi anni che non si sta mostrando lungimirante. La base sportiva è sana visto che l'Italia riesce a esprimere tecnici di assoluto valore (penso a Messina e Trinchieri ma senza sminuire altri, che la lista sarebbe piuttosto lunga), giocatori di assoluto valore (Belinelli e Gallinari, idem come sopra), ma che perde per la strada tanti talenti fin dal reclutamento nel minibasket. Per tacere poi delle difficoltà alla fine del difficile e complesso cammino nei settori giovanili, dove molti sono costretti a smettere per l'impossibilità delle piccole società di pagare i diritti di formazione a chi, magari, vanta tanti successi sportivi nel mondo degli Under e non fa bilanci da poche decine di migliaia di euro.