Armani, il rilancio passa da Siena se riesce a fermare Bum-Bum Brown

 di Redazione Pianetabasket.com  articolo letto 601 volte
Fonte: www.pallarancione.it
Bobby Brown
Bobby Brown

(Enrico Campana) – Arrivato dalla Bundesliga dov’era stato incoronato miglior tiratore,  Bobby Brown  sta portando avanti la grande eredità degli idoli di Siena McIntyre e McCalebb e nella partita più delicata  della stagione, quella con i francesi in Euroleague, si è calato  nei panni del match-winner  con 34 punti, 43 di valutazione , doppio record (e personale)nella manifestazione continentale di  questa stagione (oltre 16/21 ai liberi, 15 falli subiti, 5 assist).  La sua esplosione, dopo un inizio non facile, ha evitato  la quarta sconfitta, e l’addio nella competizione, adesso  c’è la sfida casalinga con Milano  che, classifica a parte, è più che mai il big-match e stavolta  c’è un problema in più per l’Armani che deve partire da una priorità: trovare la  soluzione per fermare  Bobby Bum-Bum che dopo alcune partite non facili d’ambientamento, con l’ingresso di Kemp altro bomber,  dimostra di trovarsi  a meraviglia col gioco di Luca Banchi. In pratica meno pick and roll e più gioco in velocità, accentuazione dei possessi, forse rischi maggiori rispetto alla ragnatela di Simone Pianigiani. Vedremo lunedì sera la mossa del pensatoio milanese, che ha forse il miglior difensore del campionato, Keith Langford (andate a chiedere a McIntyre 2009, quando il mancino Usa giocava nella Virtus Bologna, l’anti-Siena più credibile della Spaghetti League negli anni del dominio dei toscani). Ma sacrificare Langford significa anche  sacrificarlo in una marcatura a tutto campo, perché BBB è l’uomo dei coast to coast, e quindi non averlo in area per gli aiuti e le rotazioni difensive.

Bobbygoal, come lo chiamerebbero nel calcio, è la tipica guardia NBA, non ha sfondato solo perché aveva davanti giocatori ancora più bravi, ma ha onorato le sue quattro maglie (miglior stagione a New Orleans, 6,6 punti) sta trovando la sua dimensione in Europa. La Germania gli ha portato fortuna, finita  l’Università (Fullerton, California) è stato il trampolino di lancio per  le quattro esperienze in NBA, quattro squadre senza ambizioni da playoff. Per la prima volta gioca in una squadra da titolo, il giocatore e l’uomo sono maturati, sul primo passo e l’entrata è difficile fermarlo, se avesse l’entrata acrobatica come Derrick Rose sarebbe in una formazione al top. E’ l’uomo dell’entrata e scarico.  In Europa è la grande novità della stagione,  19,3 punti, il 45,8% da 2 e il 40,7% da 3, ,2,3 rimbalzi, 4,8 assist, 0,5 recuperi, 1,5 perse, 19 di valutazione, cifre migliori rispetto  a quelle del campionato dove all’inizio ha stentato, il 53% nel tiro dentro la campana, il 36% da 3, il 90% dalla lunetta, 13,6 punti (top scorer), 2,4 rimbalzi, ma 4,4 palle perse e 8,4 di valutazione. Una comparazione che si contraddice, più sale il livello e più sale lui.

Brown è esploso al momento giusto, ha regalato alla  Montepaschi  due punti d’oro (e la prima vittoria europea al suo mentore Luca Banchi)  nella gara più delicata forse nella storia senese,  dopo le sconfitte beffarde di Tel Aviv e Malaga nel supplementare. Siena  dichiara adesso di voler tirare allo scudetto, mal dissimula un minor interesse per l’Euroleague quando, dice la casistica, l’anno scorso l’Olympiacos dopo 4 gare aveva la sua stessa classifica, e quest’anno ancor più dell’anno scorso la competizione è aperta alle sorprese, perché conta il gioco, la freschezza, e anche avere un centro gravitazionale, anche se non è il caso di mettere tutto sulle spalle del moro e magari cominciare a pensare a mettere una pezza nel settore dei lunghi dove ancora una volta  si è puntato su un giocatore non di primissimo piano, il croato Kasun, in abbinata con Eze con la speranza della formula che  due giocatori di complemento riescano a dare quanto il big-man perfetto.

Siena intanto deve riconquistare prima che un’identità tecnica, per la quale sarebbe utile non  trascurare Rasic che potrebbe fare rima con Zisis se solo  si capisse che i mori non vanno spremuti e Janning è forse il vero lusso,  la mentalità vincente che è stata messa in dubbio dalla sconfitta con Cantù nella Supercoppa, e anche da un amalgama che con tanti cambiamenti, non arriva certo in un mese, specie se deve dare il suo contributo alle nazionali di mezza Europa.

Siena forse ha sbagliato a ritenere Milano la sua illustre preda, mentre il campionato dell’abbuffata di stranieri ha presentato come variabile anche il gioco e anche  la valorizzazione di giovani talenti, la ragione del successo dell’Olimpiakos  europea. Milano ha sbagliato l’anno scorso a non darsi un gioco, altri cambiamenti di giocatori l’hanno riportata al punto di partenza, e adesso deve  ripartire dall’unica via per diventare squadra, sviluppare un circuito interno di solidarietà e sostegno attraverso la difesa. L’esempio come forma più alta di autorevolezza, e anche di consapevolezza. Il buon vento soffia per Siena,  se vince  prende slancio e venerdì può prendersi i due punti importanti in Polonia per accorciare la classifica, mettere fuori il Prokom e andare la settimana dopo a Berlino per la striscia vincente che le darebbe la sicurezza. Questa Siena che rialza la testa non è il vero avversario dell’Armani, che è quello  di fare i conti con se stessa, capire se gli interessa riaggiustare questa stagione, o nascondersi dietro la foglia di fico delle scelte e il supermenage del  suo coach  e  di un management ancora inesperto, che ha creduto che la comunicazione avrebbe successo con un mercato importante, mentre ha considerato poco l’anima milanese, la sua storia, il momento economico. Un ottimo esempio da seguire sarebbe stato il Billy Banda Bassotti, ma chi è senza peccato scagli la prima pietra e comunque chi investe – anche se poi può consolarsi con l’abbattimento del reddito d’impresa, almeno questo – va ringraziato e rispettato fino a che non commette troppi errori, pecca di superbia, si isola, convinto magari di aver subito dei torti da un ambiente rancido e incancrenito.

Milano è di fronte alla partita chiave, deve riprendere slancio anche dopo 2 sconfitte in Euroleague e la partita di metà settimana con l’Olimpiakos che nel frattempo si è rafforzato con Josh Powell, ai tempi di Caserta ribattezzato “Air Powell”, ma soprattutto deve capire che se perde e le tre avversarie che stanno dietro vincono, s9i troverebbe sul fondo della classifica. E diventerebbe, come si dice oggi, un a “case history” da… Hall of Shame, col pericolo di uno sconquasso non programmato che potrebbe ferire nel profondo  Giorgio Armani che, come tutti i grandi imprenditori, figure vincenti, non può permettersi che una delle sue aziende sia dissonante e indolente  ma soprattutto non può essere mortificato come uomo di sport,e quindi non potrebbe non intervenire in prima persona, e usare il suo buonsenso prima che il suo magnetismo o i suoi capitali per soddisfare il moloch della crisi che  richiede altri giocatori.

A Siena si chiude una settimana e se ne apre un’altra, poi la coppa prenderà la scena con l’ultima gara del girone d’andata, ed è come al suono della campana del giro finale, bisogna allungare il passo e farsi trovare nella migliore situazione.

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