Gandolfi: autoreferenzialità e mancanza di professionalità nel basket italiano

18.12.2018 14:47 di Redazione Pianetabasket.com  articolo letto 1111 volte
Gandolfi: autoreferenzialità e mancanza di professionalità nel basket italiano

Prezioso intervento di Giorgio Gandolfi pubblicato stamani su La Provincia di Cremona su un tema attualissimo e, purtroppo, di difficile soluzione e intitolato: "La professionalità e l'autoreferenzialità. Due binari diversi che in Italia troppe volte si intersecano". Anche perché i destinatari del j'accuse sono la maggior parte di quelli che tirano le fila della pallacanestro italiana.

David Stern, ex commissioner dell' Nba, mi diceva alcuni giorni fa che non capiva come il basket italiano si era fatto superare da molte nazioni europee. Gli ho detto che sono convinto che uno dei grandi problemi sia l'autoreferenzialità. Autoreferenziale è per definizione: chi fa riferimento esclusivamente a sé stesso, trascurando o perdendo ogni rapporto con la realtà esterna e la complessità dei problemi che la caratterizzano. Manca cioè la volontà di confrontarsi con l'esterno, pensando di essere i migliori, di non aver nulla da imparare, mentre da chiunque si può apprendere, se si ha una visione aperta.

Questo problema si è nuovamente manifestato e confermato per il nostro basket all'International Basketball Conference, che ho organizzato per la terza volta a Ginevra. Relatori di alto livello da Rossomondo, Vp NBA, a D'Orso, Vp Orlando Magic dell'NBA, a Sengun, segretario generale della Federazione Turca, a relatori da YouTube a Infront ed altri ancora, con una platea di partecipanti da tutto il mondo, con la Lega Basket partner dell'evento ed uno dei relatori, ed ingressi gratuiti inviati a tutte le squadre europee ed italiane. Presenze italiane? Una sola, la Vanoli, con Talamazzi e Pettinati, mentre Torino aveva cancellato la sua presenza all' ultimo per i problemi societàri. Altrettanto educativa la tavola rotonda informale che avevo organizzato il giorno dopo,  con presenze da paesi europei ed extraeuropei e da cui erano scaturite proposte e la volontà di collaborare con iniziative future. Questa è stata l'ennesima prova della chiusura del nostro basket rispetto agli altri paesi.

Chi dei dirigenti va a studiare altre realtà, sia a livello societario (sempre e con grande frequenza, Trainotti di Trento), che di Federazione? L'autoreferenzialità deriva dalla mancanza di cultura nel campo marketing, digitale e management (leggesi anche umiltà), la quasi nulla volontà di studiare e imparare in questi campi, in cui siamo molto lontani da Spagna e Germania, e non solo. Chiudo con la mancanza di strategie a medio e lungo termine, con azioni spot fatte solo per apparire o cercare consensi e senza uno studio accurato degli investimenti e del ritorno che possono portare. Ma perché meravigliarsi? Tutto il nostro paese è permeato dall' autoreferenzialità, ed anche il basket ne è, purtroppo, affetto.