Draymond Green parla dal Canada dei sogni, dei Warriors, dell'ASG

13.02.2016 00:23 di Redazione Pianetabasket.com  articolo letto 598 volte
Draymond Green parla dal Canada dei sogni, dei Warriors, dell'ASG

"Essere qui è un sogno che si avvera - racconta in videoconferenza dal Canada grazie alla Cisco TelePresence Draymond Green la terza parte dei favolosi Warriors insieme a Curry e Thompson -. Ho sempre seguito questa partita da bambino, e adesso farne parte è una vera benedizione". Green è il giocatore che fa la differenza dove non bastassero gli Splash Brothers con la loro mira che rasenta la perfezione: non a caso lo chiamano il Re delle triple doppie!

Record. "E' un onore essere paragonati alle squadre più forti della storia. Ma se vinciamo 73 partite e non il titolo, nessuno si ricorderà di quelle vittorie. Sarebbe speciale, certo, ma quello che ci motiva è vincere l'anello. Siamo concentrati su ogni singola partita, che affrontiamo con l'obiettivo di migliorare per essere pronti da aprile, per i playoff. Vogliamo il titolo, non vincere 73 partite."

Standard. "I nostri segreti sono concentrazione e la continua voglia di migliorare. E il non essersi accontentati dopo il titolo vinto lo scorso anno. A volte dopo una vittoria può succedere di sedersi un po', noi invece ci siamo ripresentati con tanta voglia di lavorare e pronti a dare il massimo da subito. Non importa contro chi giochiamo, abbiamo stabilito uno standard per la nostra squadra e vogliamo mantenerlo sempre."

Leadership. "Per essere un leader devi impegnarti sempre, senza concederti pause. Devi avere il rispetto dei tuoi compagni, perché non puoi essere un leader se la gente che ti sta intorno non ti rispetta. Come puoi trasferire le tue emozioni ad un compagno, trasmettergli la tua passione, se tu non lo rispetti e lui non rispetta te?

All Star, nell'anno di Kobe. "Ho sempre creduto nelle mie abilità. Ma sono entrato in NBA come 35a scelta al draft: non sai nemmeno se troverai una squadra, visto che il tuo contratto con chi ti ha scelto non è garantito. Né se giocherai abbastanza per poter competere per essere un All Star. C'è una splendida atmosfera qui, ci sono i migliori giocatori della NBA e c'è tanto rispetto reciproco. E' speciale, e lo è ancora di più visto che è l'ultimo All Star Game di Kobe. Era il mio idolo, far parte del suo ultimo All Star è incredibile per me".